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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 23 Luglio 2019, ore 09:00

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a cura di Federico Formica
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Primo piano di De Laurentiis
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De Laurentiis  Se non si spara a Napoli che festa è?

Napoli-Roma 0-3 2005-2006 Coppa Italia
Il presidente del Napoli difende il  bombardamento di ieri pomeriggio

Id Article:9910 date 9 Dicembre 2005 Dichirazione di: Gianfranco De Laurentiis

Roma, "Con le leggi che ci sono si svuotano gli stadi, non sono leggi educative ma punitive, si stanno ghettizzando i tifosi e creando condizioni per una violenza ulteriore". E poi la frase più sconcertante: "Non si può cancellare il concetto partenopeo di far festa. Se non si spara a Napoli, che festa è? E' sbagliato modificare questo costume sociale". Aurelio De Laurentiis difende a spada tratta quei tifosi che ieri pomeriggio sono stati più impegnati a tirare petardi che a guardare la partita, e  lo fa con dei personali concetti di antropologia. A Napoli si spara perché così è tradizione. Anche se la legge vieta di farlo allo stadio.
Il produttore cinematografico continua nella sua arringa contro le ultime leggi anti-violenza: "Innalzando divisioni,steccati e fossati non si fa altro che considerare un luogo pubblico un bestiario. E così facendo si fa arrabbiare la gente. Le mele marce vanno isolate, è vero, ma in Italia abbiamo deciso di dividere anziché unire, diseducando la gente a differenza degli altri Paesi.".
Viene il dubbio che il primo a diseducare sia proprio lui, De Laurentiis, nel momento in cui giustifica comportamenti inaccettabili della sua tifoseria. Gestire il pubblico partenopeo, nelle sue frange più riottose, non è mai stato facile ma il presidente sembra aver rinunciato a qualsiasi tentativo. Più semplice spalleggiare che combattere una usanza storica, sì, ma fuori legge.

Federico Formica