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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 20:22

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a cura di Pietro Vultaggio
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Primo piano di Anfelo Peruzzi
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Caso Lipopill: le verità di Peruzzi e Carnevale.

I due ex giocatori giallorossi tornano a parlare del doloroso periodo della squalifica per doping.

Id Article:9715 date 24 Novembre 2005

Roma, Sono passati 15 lunghi anni dal giorno in cui Peruzzi e Carnevale furono trovati positivi agli esami antidoping che riscontrarono la presenza di uno stimolante, la Fentermina. Alla presidenza della società giallorossa c'era allora il compianto presidente Dino Viola, che di lì a poco si sarebbe ammalato gravemente. Ebbene a 15 anni di distanza, l'attuale portiere biancoceleste Angelo Peruzzi è tornato a parlare di quella dolorosa vicenda: "Ora posso dire come è andata realmente quella storia. All'epoca, durante il processo, dissi che avevo preso una pasticca dimagrante, il Lipopill, durante una cena organizzata a casa di mia madre.

La stessa cosa la raccontarono anche Carnevale e il presidente Viola. Ma quella fu soltanto una bugia dettata dalle alte sfere del calcio. In realtà - svela Peruzzi - fu un giocatore a darmi quella pasticca per alleviare il dolore che accusavo a causa di un recente infortunio. Io ero giovane e inesperto e gli diedi retta. Credo che abbiano voluto farla pagare a me perchè ero un giovane, ma soprattutto che volevano incastrare Dino Viola, che è stato un grandissimo presidente".

Dopo l'intervista di Peruzzi, anche Carnevale è tornato sulla vicenda e non ha esitato ad attaccare il suo ex collega: "Credo che sarebbe stato meglio evitare di tornare a parlare di quello che è accaduto 15 anni fa e anche di parlare di altri giocatori responsabili nella vicenda. Io,in quel periodo mi ero preso le mie responsabilità, perchè la decisione di prendere quella pasticca era stata solo mia e questo è tutto. Per me è già doloroso anche solo ripensare a quel brutto periodo, figurarsi riaprire la ferita".

Il figlio di Dino Viola, Ettore ha invece dato ragione, per alcuni versi, alle parole di Peruzzi, anche se ricorda con rammarico la grottesca situazione che si era creata intorno al padre: "E' vero che quello che ci dissero di dire erano tutte bugie. Papà voleva solo coprire i due giocatori, che tra l'altro avevano preso quelle pasticche una sola volta in vita loro. La cosa strana fu che in quel periodo la Roma e i due giocatori furono sorteggiati continuamente per fare le analisi antidoping fino a quando furono trovati positivi. Evidentemente - spiega con amarezza Ettore Viola - c'era la volontà di dare un colpo alla salute di mio padre e anche alla cessione politica della società".



Pietro Vultaggio