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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 22 Gennaio 2019, ore 23:53

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Collina durante una conferenza stampa
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Agosto nel pallone.

Finisce il calciomercato, comincia il campionato...fatti e misfatti dell'estate pallonara.

Id Article:9548 date 6 Novembre 2005

Roma,

Finalmente possiamo archiviare il penoso spettacolo offerto dal mondo del calcio in questo ultimo mese di agosto. Dal 1983 conservo nella mia casa al mare la copia di un quotidiano relativo alla prima giornata di campionato. Sfogliando le copie più vecchie notavo come le notizie legate al calcio agostano riguardavano le amichevoli estive e i sogni del calcio mercato...oggi invece la fa da padrone la cronaca giudiziaria, i conflitti di interesse, diritti televisivi contesi e problemi legati all'ordine pubblico che addirittura dimezzano il campionato di serie B: verrebbe voglia di chiudere tutto e dedicarsi ad altro eppure noi forzati del pallone siamo come quei ragazzi che durante una partita con gli amici decidiamo polemicamente di abbandonare il campo per poi rientrare repentinamente in campo quando la palla ci passa vicino diretta verso l'area avversaria alla ricerca del goal; il tutto nella speranza che le cose possano andare diversamente da come alla fine andranno.

 

CORSI E RICORSI STORICI

Nella passata stagione abbiamo assistito alla conferma di una delle teorie di un noto pensatore del XVI secolo, Gian Battista Vico che aveva teorizzato come la storia tenda a ripetersi seguendo un ciclo di eventi, riproponendo situazioni già verificate in passato.

A ragione o a sproposito i ben informati ci hanno fatto notare come nel 1978, con l'elezione di un nuovo Papa,  lo scudetto era stato vinto dalla Juventus, il Liverpool aveva vinto la Coppa dei Campioni, la Coppa Italia era andata all'Inter, la Fiorentina si era salvata all'ultima giornata e in serie A era salito l'Ascoli. Tutti drammaticamente vero tranne che per la promozione dei marchigiani estromessi dai play off promozione. Tempo un mese e quello che non aveva sancito il campo lo ha stabilito l'organo che governa il calcio italiano  stabilendo che Ascoli e Treviso potevano salire nella massima serie a rimpiazzare Perugina e Torino promosse sul campo ma economicamente fallite e quindi retrocesse nelle serie minori.

C'è di che ave paura?! I ben informati fanno notare che l'anno seguente (1979) il Milan finì in serie B e il suo presidente venne arrestato.......

 

ESISTE NEL CALCIO IL  CONFLITTO DI INTERESSI

Finalmente il mondo del calcio ha scoperto il conflitto di interesse e per tutta risposta ha preteso la testa del trasgressore, costringendolo a dare le dimissioni. No non stiamo parlando ne di Galliani,ne di Carraro ma dell'arbitro Collina (uno dei pochi che sembrava immune dalla sudditanza psicologica) reo di aver firmato un contratto di sponsorizzazione con una ditta che al tempo stesso sponsorizza una nota squadra di serie A. Voci a sua difesa sono arrivate da quasi tutte le società medio piccole del calcio italiano. Dai vertici e dalle Big frasi di circostanza e lacrime di coccodrillo.

 

TELENOVELA MERCATO

Venendo alle faccende di casa giallorosa  sembra che quest'anno a creare la giusta suspance e a rendere difficoltose le operazioni di acquisto/cessione dei giocatori oltre alla situazione finanziaria della società giallorosa ci ha pensato l'UEFA bloccando il mercato della Roma. Quando finalmente è arrivata la sospensiva invece delle attese bombe solo qualche mortaretto (utilizzando il termine tanto caro al dinamico duo Biscardi-Mosca) e la ripresa della telenovela Cassano sulla falsa riga di quella dello scorso anno, che vide come interprete principale Emerson sulla via di Torino. Questa volta però per rendere la vicenda più pepata ci si è messo di mezzo anche Amantino Mancini che ha voluto ritagliarsi un ruolo da protagonista. Tanto estro però non è stato gradito dalla dirigenza giallorosa che si è affrettata a smentire eventuali trattative per la cessione del giocatore con un comunicato stampa e Mister Spalletti che ha minacciato di "rivoltare Trigoria" se il brasiliano fosse stato ceduto. Risultato alla Shakespeare: molto rumore per nulla. Nessuno dei due si muove da Roma ed anzi se i due non vogliono beccarsi valanghe di fischi ed improperi ogni volta che mettono il naso fuori dalle loro dimore sarà bene, soprattutto per la loro professionalità, che cambino registro e in fretta. Il viatico potrebbero essere  le dichiarazioni rilasciate da Peruzzi, un campione fuori e dentro il campo, che commentando la sua decisione di rimanere alla Lazio nonostante tutto ha parlato di rispetto del sentimento dei tifosi anche se questo comporta un guadagno economico inferiore. 

Dopo quello combinato lo scorso anno è finito il tempo dei cuccioli e di Peter Pan, la misura è colma e i tifosi non sono più disposti a sopportare certi atteggiamenti.

Ma la domanda più disarmente è: in tutto questo dove era la società? forse in vacanza ma come cantava Irene Grandi "...da una vita..."

   



Antonio Dir. Delle Site