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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Marzo 2019, ore 03:02

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Romanisti esultanti per la rete
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Messina-Roma 0-2: E sono tre...

Messina-Roma 0-2 2005-2006 Serie A
Terza vittoria consecutiva in campionato maturata sull'asse Doni-Mexes-Totti

Id Article:9544 date 6 Novembre 2005

Roma,

Un buon primo tempo, le seconda rete consecutiva del difensore Mexes, le parate del portiere Doni e una magia di Totti nella ripresa: questi gli ingredienti che sono serviti oggi alla Roma per battere il Messina, ottenere la terza vittoria consecutiva in campionato e soprattutto scalare diverse posizioni in classifica. Certo c'è ancora molto da lavorare e alcuni atteggiamenti (tipo le barricate a difesa dell'uno a zero fatte per buona parte della ripresa) vanno sicuramente rivisti, ma nel complesso la Roma sembra ancora intenzionata a voler confermare quanto di buono ha fatto vedere dalla gara con il Tromsoe ad oggi e questo è sicuramente il pregio migliore.

Continua invece il periodo nero del Messina, che quest'anno non è ancora riuscita a festeggiare la vittoria tra le mura amiche e che rispetto alla stagione passata sta soffrendo oltremodo la partenza con  il freno a mano tirato che costringe i siciliani a navigare nei bassifondi della classifica.

Con Chivu e De Rossi squalificati e Cassano non convocato la Roma schierava la formazione annunciata con Doni in porta, Panucci e Cufrè esterni e Kuffour e Mexes centrali; Dacourt e Perrotta a centrocampo, sulle fasce Mancini e Taddei e Totti alle spalle di Montella.

Problemi invece per Bortolo Mutti che senza Zampagna, Iliev, Sullo, Yanagisawa  e Zanchi decideva di utilizzare il rientrante Zorò in difesa, di dare fiducia a Sculli dal primo minuto sulla sinistra, metteva Giampà esterno destro, mentre le chiavi del centrocampo venivano affidate all'ex  D'Agostino, reduce dalla doppietta segnata a Lecce, schierato a sostegno di Muslimovic, unica punta di ruolo, mentre Di Napoli si accomodava in panchina.

La Roma partiva con piglio autoritario tenendo ben strette le redini del gioco e dimostrando una decisione sicuramente maggiore rispetto alla precedenti prestazioni offerte in trasferta. Il Messina invece giostrava bene in contropiede, e non si disuniva pur non essendo quasi mai pericoloso, non a caso il primo tiro verso la porta di Doni lo effettuerà Sculli al 45'.

La compagine giallorosa decideva di accelerare le operazioni al 33': punizione di Totti e testa di Panucci ma Storaci trovava il guizzo giusto per mandare in calcio d'angolo. Sempre il capitano si incaricava della battuta,palla nel mucchio, testa di Montella e tocco sporco sottomisura di Mexes quel tanto che basta per battere Storari e rendere inefficace il tentativo di ribattuta sulla linea da parte di un giocatore nisseno.

Nel secondo tempo con il passare dei minuti Roma sempre più schiacciata nella sua tre quarti e siculi all'arrembaggio nel tentativo di pareggiare.

D'Agostino, che aveva chiaramente il dente avvelenato, offriva una prova da incorniciare e anche quando il risultato era evidentemente segnato faceva di tutto per cercare la rete della bandiera.

Oltre all'ex giallorosso ci provavano Sculli, Aronica (due volte), Donati e Di Napoli (subentrato a Giampà) ma in ogni occasione era bravo Doni a neutralizzare ogni pericolo dando sicurezza a tutto il pacchetto arretrato romanista.

Dal 56' al 78 il Messina ci provava in ogni maniera e l'impressione era che prima o poi la rete del pareggio sarebbe arrivata, nonostante Doni non sbagliasse un colpo.

Entrava Nonda per Montella ma il giocatore congolese a parte un pallonetto spedito alto al 75' combinava ben poco li in avanti, anche per via della stanchezza che progressivamente aveva appannato i vari Mancini e Taddei, che nel primo tempo avevano dettato legge sulle fasce.

Al minuto 81 ci pensava però Totti a chiudere la partita con un perla di bravura tipica del suo repertorio: tiro da fuori area all'angolino e portiere battuto.

La partita finiva qui nonostante il solo D'Agostino senza troppa fortuna, anche nei minuti di recupero cercasse con ostinazione un goal che non sarebbe mai arrivato.

La strada presa è quella giusta, manca però la continuità per migliorare il gioco e la cattiveria giusta per chiudere prima le partite. Nel complesso però la strada presa è quella giusta e bisogna continuare così ma questo sia Spalletti che i giocatori lo sanno fin troppo bene.   

 



Antonio Dir. Delle Site