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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 20 Marzo 2019, ore 22:25

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Id Article:950 date 13 Aprile 2003

Roma, Continua il buon momento della squadra di Capello che, in procinto di affrontare la semifinale di ritorno di coppa Italia con la Lazio, riesce a superare un Parma volenteroso e ottimamente messo in campo da Prandelli. La Roma senza ali di ruolo (Delvecchio e Cafù sono infortunati al pari di Marazzina), ripropone lo stesso modulo di San Siro con Candelà a destra, Lima a sinistra, Tommasi e Dacourt al centro ed Emerson libero di svariare; in avanti conferma per la coppia delle meraviglie Totti & Cassano mentre Montella si accomoda ancora una volta in panchina.
Il Parma invece, privo solo di Nakata, schiera un solido 4-4-2 affidandosi all'estro di Adriano e Mutu che tanto bene hanno fatto nel corso della stagione. Primo tempo alla camomilla, complice anche un meraviglioso sole primaverile quasi da tintarella. Gli animi si scaldano al 35' quando Cassano involatosi verso la porta di Frey spedisce fuori di poco, e al 36' quando la botta di Dacourt finisce alta di pochissimo. Dopo un altra occasione capitata a Candelà stoppato dall'estremo difensore gialloblu, ecco arrivare al 41 la doccia scozzese: punizione bomba di Adriano e palla in rete. Nemmeno il tempo per vedere quanto sarebbe stato il recupero concesso dall'arbitro Trefoloni, che capitan Totti, ottimamente ispirato per tutta la gara, si trovava solo soletto davanti a Frey e con grande fredezza riportava la situazione in parità a meno di un minuto dal termine.
Nella ripresa si vedeva una Roma più determinata anche se il Parma non restava certo a guardare. E' la Roma però a premere a ad arrivare al vantaggio al 27'; tutto ha inizio con una prodezza di Totti abile a trasformare un pallone impossibile in un passaggio illuminante per Tommasi,cross al centro e tocco in rete del redidvio Guigou entrato poco prima al posto di Dacourt infortunato.
Prima di entrare in campo l'uruguaiano era stato sonoramente fischiato dalla curva, e dopo il goal ha deciso di non esultare mentre i compagni lo festeggiavano. In sala stampa a fine partita Capello ha stigmatizzato questo comportamento in quanto, a suo avviso, fischiare un giocatore che fa parte della rosa significa non metterlo nella condizione di poter giocare con serenità e questo è sicuramente controproducente per tutti.
Nel finale alcune belle parate di Pelizzoli, molti brividi sui calci di punizione di Adriano e Mutu e un paio di occasioni sprecate dagli avanti giallorossi incapaci di servire Montella (subentrato a Cassano) abile a smarcarsi, ma sistematicamente ignorato dai compagni.
Una vittoria che fa morale e che tutti si augurano rappresenti il viatico giusto per poter chiudere dignitosamente una stagione sicuramente avara di soddisfazioni per tutto l'ambiente giallorosso.


Antonio Dir. Delle Site