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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 21 Agosto 2019, ore 19:59

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a cura di Pietro Vultaggio
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Mostra "Giovanni Paolo II e Roma"

A Roma, presso il complesso del Vittoriano, è stata inaugurata venerdì 21 ottobre la mostra, organizzata dal Vicariato e dal Comune di Roma, sotto l Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Id Article:9487 date 2 Novembre 2005

Roma,

A Roma, presso il complesso del Vittoriano, è stata inaugurata venerdì 21 ottobre la mostra "Giovanni Paolo II e Roma", organizzata dal Vicariato e dal Comune di Roma, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Il legame tra Papa Wojtyla e Roma va oltre a quello che accomuna lo Stato Pontificio con la capitale: si tratta di uno dei Vescovi di Roma più "romani" della storia, nonostante "straniero, venuto da lontano" come lui stesso si presentò alla folla che lo acclamava all'uscita dal conclave.

Papa Giovanni Paolo II fortificò giorno dopo giorno il legame con la città eterna e la sua gente: l'ormai celebre "Damose da fa, volemose bene, semo romani!", pronunciato nella famosa udienza con i parroci romani il 26 febbraio 2004, è solo un esempio della sua voglia di dimostrare a Roma che Lui si sentiva davvero legato a questa città. "Affascinato dall'arte di Roma, innamorato della sua gente", potremmo così sintetizzare il suo rapporto diretto con Roma e i romani, e in quest'ottica  anche l'uso del dialetto è un approccio diretto alla gente, non a casa il romanesco è un dialetto chiaro e immediato, senza troppi giri di parole, proprio come era Lui.

Ha coltivato per anni il rapporto con le persone attraverso i contatti umani: baci, abbracci, parole di conforto, sguardi benevoli e tanti, tanti sorrisi.

Durante il percorso espositivo si rivive il legame di Papa Wojtyla con la popolazione della Capitale; molte infatti sono le foto che lo ritraggono al fianco di bambini, anziani, invalidi, giovani e bisognosi.

In alcune sezioni della mostra, si trovano raccolti i documenti storici che ne ripercorrono i soggiorni a Roma, come il periodo degli studi, il Concilio Vaticano II, fino all'elezione a Pontefice.

Ma la parte più ricca è senza dubbio quella dedicata al rapporto con la città: si inizia con i reportage sulle innumerevoli visite alle Parrocchie, nell'ambito della "missione cittadina" da lui stesso promossa,per passare poi agli eventi, sia ordinari, come le ricorrenze annuali (il Natale, la Pasqua, la Via Crucis, il Corpus Domini, la commemorazione dei defunti al Verano), che straordinari, come gli incontri speciali con le comunità romane (la visita alla Sinagoga  del 13 aprile 1986, il conferimento in Campidoglio della cittadinanza romana il 31 ottobre 2002).

Un'altra traccia dell'immensa ricerca al dialogo e alla fratellanza di questo splendido personaggio è la mappa di Roma con l'elenco di tutte le comunità cattoliche straniere presenti nella capitale visitate da Papa Wojtyla. Scorrendo la cartina ne troviamo anche diverse nella zona dell'Eur: SS. Pietro e Paolo, la comunità di San Isidoro Labrador a Fonte Meravigliosa, la Comunità Salvadoregna dei Padri Marinisti all'Eur e la comunità Sri-Lankese in S. Maria dei Pellegrini.

Alla fine del percorso espositivo scorgiamo la citazione dell'attuale Pontefice, Benedetto XVI, nell'Omelia durante il funerale di Papa Wojtyla: "possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice". Poco prima dell'uscita è esposto il timbro a secco di forma circolare di Giovanni Paolo II utilizzato per la firma delle bolle pontificie, che, come secondo tradizione, è stato annullato con due graffi a "X " durante una delle congregazioni generali dei Cardinali che hanno preceduto il Conclave per l'elezione di Benedetto XVI. Lungo il perimetro corre la dicitura: «Ioannes Paulus II Pontifex Maximus».

L'esposizione resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 8 gennaio 2006, con il seguente orario: dal lunedì al giovedì ore 9.30-19.30, il venerdì ed il sabato 9.30-23.30, domenica 9.30-20.30. Ingresso gratuito. Per ulteriori informazioni si invita a contattare la segreteria della mostra presso il Complesso del Vittoriano al numero 06-6780664.

 



Pietro Vultaggio