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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Domenica 20 Gennaio 2019, ore 21:06

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Montella fa decollare l'areoplanino
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Miracolo a Milano.

Inter-Roma 2-3 2005-2006 Serie A
La Roma che non ti aspetti batte per 3 a 2 l'Inter sfatando il tabù San Siro che durava da undici anni.

Id Article:9395 date 27 Ottobre 2005

Milano,

Oggi abbiamo assistito ad una favola che sconfina nel miracolo. Una di quelle storie che Totti e compagni tra qualche decennio nelle fredde serate di inverno, davanti ad un camino scoppiettante,  potranno con orgoglio raccontare ai propri nipotini.  Come in tutte le storie che si rispettino è d'obbligo un prologo che ci riporta indietro di undici anni, quando un autorete di Festa (ex romanista) regalò a San Siro la vittoria alla compagine giallorossa. Erano altri tempi, era un altro calcio e da allora ne è passata di acqua sotto i ponti; alla Roma si sono succeduti tecnici e giocatori ma da allora il Meazza ha fornito ai tifosi giallorossi più dolori che gioie diventando anno dopo anno un tabù inviolabile. Nemmeno la Roma di Zeman o quella di tempra Capelliana riuscirono a sfatare il sortilegio: tante buone prestazioni, a volte tanta sfortuna ma alla fine al massimo arrivavano solo pareggi.

Oggi andava a giocare a Milano una Roma che sulla carta aveva chances di vittoria prossime allo zero. Scommettere sulla vittoria della Roma questa sera sarebbe stato un po come andare all'ippodromo e buttare qualche euro sull'ultimo dei brocchi nella speranza che fornisca la gara della vita: un azzardo. Anche le parole di Totti (Andiamo a Milano non per una gita) sembravano gettate li per ammansire i tifosi, insorti dopo l'indecente prestazione fornita contro l'Empoli e il pareggio con la Lazio. Poco spazio alla fantasia anche dai numeri: l'Inter in casa ha collezionato una striscia positiva casalinga  di 4 vittorie su 4 gare con 12 gol fatti e zero subiti, mentre la Roma in trasferta ha vinto solo con la debole Reggina per poi portare a casa due pareggi e una sconfitta, la citata batosta di Empoli.

Citando uno slogan caro agli ultras: Roma contro tutto e contro tutti; praticamente la solita sfida proibitiva visto che è dai tempi di Capello che non si riesce a battere una grande.

Per questo turno infrasettimanale Spalletti riproponeva Doni tra i pali, confermando la fiducia al portiere brasiliano, schierava la difesa titolare con Panucci e Cufrè esterni e Chivu e Kuffour centrali. Contrariamente a quanto si pensava alla vigilia a centrocampo venivano confermati Perrotta e De Rossi (panchina per Dacourt) con esterni i soliti Taddei e Mancini. In avanti Totti e, a sorpresa, Montella preferito a Nonda.

Per l'Inter confermata l'iniziale assenza di Adriano, regolarmente in panchina, Mancini dava fiducia al duo Recoba-Cruz, entrambi sempre particolarmente ispirati quando si sono trovati di fronte i colori giallorossi. La Roma partiva decisamente bene, al 11' bella conclusione di Cufrè poco alta sulla traversa. L'Inter sembrava da subito soffrire le ripartente veloci dei giallorossi, che nella prima frazione di gioco applicavano a meraviglia il gioco di rimessa provocando sfaceli nella spaesata difesa nerazzurra. Nemmeno un minuto e nella sorpresa generale Roma in vantaggio con Montella abile a finalizzare un bell'assist servitogli da Taddei. Decolla l'areoplanino su Milano, ma si fa fatica ad esultare, il timore è che la reazione interista sarà rabbiosa. Passano però i minuti e la squadra di Mancini tenta di reagire ma è la Roma a controllare la situazione. Al 21' su imbeccata di Veron, ma in netto fuorigioco, segnava Cambiasso di testa ma l'arbitro Rosetti giustamente annullava. Al 27' travolgente azione in contropiede di Mancini,tiro deviato sul palo da Julio Cesar e sulla ribattuta Favalli salvava miracolosamente deviando in angolo la conclusione a botta sicura di Montella. Altri brividi un minuto dopo: Cruz servito da Recoba spediva di testa sulla traversa a Doni battuto e la difesa liberava. Altro giro di orologio e autentica perla di Capitan Totti che con un delizioso pallonetto siglava un eurogol da cineteca. L'Inter accusava il colpo e la Roma sfiorava la terza rete con Montella, stoppato sul più bello da un intervento alla disperata di Samuel.

Nella ripresa Mancini faceva entrare subito Adriano ma era ancora la Roma a colpire al 47': contatto dubbio in area tra Montella e Materazzi, per l'arbitro Rosetti (ottimamente piazzato) era rigore che Totti realizzava spiazzando il portiere. Sullo 0 a 3 la Roma cominciava ad abbassare la guardia, il vantaggio era cospicuo e l'Inter nonostante il possesso palla non riusciva ad impensierire Doni più di tanto. Nonostante Spalletti si sbracciava e cercava di tenere alta la tensione, con il passare dei minuti, la compagine giallorossa  cominciava pericolosamente a farsi cullare dal risultato. I nerazzurri ci credevano mentre la Roma si fermava e al 67' era Adriano, con una magia su punizione (palo-rete), ad accorciare le distanze. Con il passare dei minuti la Roma si barricava in difesa mentre la pressione degli avanti nerazzurri si faceva sempre più pressante. Proprio in una di queste occasioni Doni in presa alta andava a scontrarsi con Chivu regalando il pallone ad Adriano che al  77' realizzava il 2 a 3. La partita si infiammava con l'Inter in costante progressione offensiva e la Roma a tenere con le unghie e con i denti un risultato che valeva platino. Ci provava Veron ma la palla veniva deviata in angolo. Entravano anche Martins e Solari ma le fortificazioni erette da Spalletti (dentro Mexes per Taddei all'84'per alzare la media dei centimetri in difesa) reggevano bene. Prima del liberatorio fischio finale brutto episodio tra Veron e Totti con quest'ultimo sicuramente meno colpevole dell'interista, anche se entrambi venivano espulsi dal salomonico Rosetti che per non saper ne leggere ne scrivere spediva entrambi i giocatori anzi tempo negli spogliatoi. Anche l'ultimo minuti di recupero passava e finalmente arrivava il liberatorio triplice fischio finale che sanciva l'apoteosi giallorossa.

In sintesi Roma padrona del campo nel primo tempo, un po troppo leggera e capace solo di erigere  barricate nella ripresa.

Siamo finalmente ad una svolta? Sfatato il tabù San Siro riuscirà Spalletti (incavolatissimo per lo spettacolo visto nella ripresa ma euforico per il risultato a fine partita) a dare la giusta continuità di gioco e risultati? Domenica contro l'Ascoli sapremo se questa svolta c'è stata oppure se dopo questa bella favola, saremo costretti a tornare a vivere nella mediocrità cronica che da un anno a questa parte sembra aver irrimediabilmente corrotto le prestazioni della squadra capitolina.   

 

 

 

      

 



Antonio Dir. Delle Site