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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Marzo 2019, ore 03:00

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Id Article:886 date 10 Novembre 2003

Roma,

Questa volta è d'obbligo cominciare dalla fine. L'arbitro Trefoloni con il triplice fischio sancisce la fine del 121' derby della capitale; la Roma ha vinto 2 a zero e tutti i giocatori come ai vecchi tempi si recano sotto la curva sud per regalare magliette, calzoncini, scarpini e quant'altro per la gioia dei tifosi e del magazziniere della Roma. Un gesto spontaneo che poco prima si era verificato in occasione delle due segnature romaniste e che dovrebbe finalmente cancellare quella timidezza mostrata dei giocatori, che una volta chiamati a gran voce ad andare sotto la curva dopo la vittoria con la Reggina, si erano limitati ad applaudire i tifosi da lontano prima di rientrare nel sottopassaggio.
Speriamo che magari questo sia il preludio anche per il ritorno in sala stampa di qualche calciatore oltre al mister.
Le ragioni pero' per essere felici per la vittoria di questa sera sono diverse. Non volendoci soffermare più di tanto sul sapore porticolare che ha la vittoria in un derby, ma volendo osservare la cosa in un'ottica più ampia, fa piacere sapere che la corsa alla vetta della classifica continua e che la Roma, agganciando il Milan e mantenendo il passo della Juventus, si propone ulteriormente come diretta pretendente al titolo.
Da sottolineare anche la conferma di quella mentalita' vincente che ha spinto la squadra a lottare fino alla fine per cercare la vittoria a tutti i costi, non accontentandosi del pareggio, specie alla luce dei risultati del pomeriggio. Dovendo rinunciare a Chivu e all'uomo derby Delvecchio, Capello nonostante tutto decide di schierare l'ormai osannato 3-4-3 con Montella al centro dell'attacco accanto a Capitan Totti e al fresco neo convocato in azzurro Cassano, smentendo di fatto più di qualche addetto ai lavori che aveva ipotizzato l'impiego di De Rossi dal primo minuto e una squadra schierata con il 4-5-2.
La Lazio dal canto suo,lamentando in extremis le assenze di Mihajlovic e Fiore oltre alle annunciate defezioni di Peruzzi, Cesar, Lopez e Muzzi, costringeva Mancini a scelte obbligate e a schierare quel 4-5-1 che in settimana in più occasioni aveva detto di non voler adottare.
La partita assai tattica nel primo tempo restava sempre viva e intensa ma arida di emozioni, in quanto di tiri in porta se ne vedevano pochi. Come spesso accade in queste circostanze lo spettacolo veniva offerto dai tifosi sugli spalti con le solite coreografie di grande effetto e con gli striscioni "a sfotto'".
Nella ripresa era la Roma a prendere il pallino del gioco cercando di fare la partita, ma la diga erta dai biancoazzurri sembrava reggere bene ed anzi in un paio di occasioni in contropiede era proprio la squadra di Mancini a far venire i brividi alla retroguardia romanista.
La Roma pero' non si dava per vinta, infatti era merito dei giallorossi se con il passare dei minuti la Lazio riusciva ad uscire dalla propria meta' campo sempre con maggior difficolta'.
Nel finale...ecco in rapida successione prima la perla di Amantino Mancini che, all'80', di tacco realizzava un grande goal, e poi il sigillo del definitivo due a zero del "puma" Emerson dopo nemmeno 5 minuti, sempre su assist di Mancini; entrambi hanno deciso di realizzare la prima rete in campionato proprio in un'occasione speciale.
Grande gioia poi per l'esterno brasiliano sempre più inserito nell'organico romanista e sempre più utile alle alchimie tattiche di Capello.
Adesso in attesa che Totti e Cassano continuino a deliziarci con la maglia azzurra speriamo che queste due settimane di pausa siano sfruttate appieno per ricaricare le batterie, recuperare qualche acciaccato e ripartire con rinnovato slancio alla caccia della "vecchia signora" che è sempre li a due punti di distacco.


Antonio Dir. Delle Site