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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 25 Marzo 2019, ore 10:46

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Due strade per due campioni.


Id Article:880 date 9 Novembre 2003

Roma,

Venerdì scorso alla presenza del Sindaco di Roma Veltroni, e dei presidenti, allenatori e capitani di Roma e Lazio, sono state intitolate due strade interne al parco di Villa Lais al Tuscolano, alla memoria di Agostino Di Bartolomei e di Luciano Re Cecconi, indimenticati capitani dei rispettivi scudetti, del 1974 il laziale, e dell'83 il romanista.

La decisione di intitolare le strade a questi due campioni era stata presa da tempo, ma l'amministrazione comunale ha voluto che tale ricorrenza venisse celebrata in occasione del Derby cittadino in modo da onorare al meglio queste due figure, la cui tragica scomparsa inevitabilmente mise in secondo piano i meriti sportivi.

Entrambe queste figure riuscirono a lasciare un segno indelebile nelle rispettive squadre di appartenenza grazie, non solo allo scudetto conquistato, ma sopratutto per lo stile, la serietà e la passione dimostrata per i colori delle maglie indossate.

In fondo queste due figure rappresentano ormai quel calcio che non c'è più, dove nonostante tutto riusciva a sopravvivere ancora il sentimento e un certo romantiscismo che oggi ormai...è solo un ricordo.

Purtroppo per motivi anagrafici non ho mai visto giocare Re Cecconi se non in qualche filmato d'archivio,ma ricordo abbastanza bene Agostino Di Bartolomei, il capitano dall'espressione triste, ma con un piede "alla dinamite" capace di bucare la rete della porta sui calci da fermo e non.

Ricordo la sua personale sofferenza per il divorzio con la Roma e la rabbia provata tutte le volte che affrontava i giallorossi; memorabili furono le dichiarazioni rilasciate dopo una sfida con il Milan, nella quale lo stesso Di Bartolomei aveva realizzato il classico goal dell'ex; nè più nè meno lo stesso sentimento di chi dopo aver amato intensamente si sente respinto e ferito nei sentimenti.

Rendiamo quindi i giusti onori a due uomini di sport che contribuirono molto alle fortune delle rispettive società e che sicuramente credevano che il calcio fosse un ottimo strumento per unire e non per dividere.



Antonio Dir. Delle Site