Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 22 Gennaio 2019, ore 15:34

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Chiesa , SkSoggetto:Mondo Cattolico , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Antonio Dir. Delle Site
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 634 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 1 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato
La papamobile sulla spianata di Marienfeld
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Conclusasi la XX Giornata Mondiale della Gioventù

Dopo Colonia prossimo appuntamento Sydney 2008.

Id Article:8568 date 22 Agosto 2005

Roma,

Eccezionale copertura mediatica per il ventennale delle Giornate mondiali della gioventù (GMG), raduno dei giovani cattolici di tutto il mondo, fortemente voluto da Papa Wojtyla e oggi, presieduto dal suo successore, Papa Benedetto XVI a cui è spettato il compito di raccogliere il testimone e presiedere l'edizione 2005. Molti i motivi di interesse oltre all'evento in se: il primo viaggio pastorale all'estero del nuovo Papa nella sua nativa Germania, la prima GMG senza Giovanni Paolo II, i gravi problemi che attanagliano la società tedesca dalla convivenza religiosa alla secolarizzazione di vaste frange della popolazione.

"Siamo venuti per adorarlo" questo il motto della Giornata mondiale della gioventù tratto dal racconto evangelico dei Re Magi dei quali, per volere di Federico Barbarossa, a tutt'oggi si conservano le reliquie nel Duomo di Colonia, sede prescelta per questa XX GMG.
Benedetto XVI aveva dichiarato prima di partire per la Germania: "Mi auguro che dalla giornata della gioventù giunga uno slancio di nuova fede". "Dobbiamo mostrare - gli ha fatto eco il cardinale di Colonia - che la fede ha un posto di importanza vitale nella nostra società".

A raccogliere l'appello del Santo Padre sono stati i giovani provenienti da ogni angolo della terra: la percentuale maggiore dalla Germania e dal resto d'Europa (79%), ma si sono iscritte delegazioni che vanno dalla Costa d'Avorio all'Australia, da Haiti alla Palestina. I paesi presenti in totale sono stati197 in rappresentanza di tutti i continenti e per la prima volta hanno partecipato anche ragazzi della Cina popolare sia della chiesa ufficiale riconosciuta dal governo, sia della chiesa clandestina.
A Colonia  sono arrivati con ogni mezzo, dall'aereo al treno, dalla bici ai pullman, in auto, alcuni addirittura a piedi. E' stato un assalto festoso, che ha invaso tutta la regione; in città tutto esaurito in alberghi, case private, scuole e palestre. Alcuni gruppi di giovani hanno trovato alloggio persino nei magazzini dei supermercati, o nei negozi, nelle fabbriche di birra e nei club dei canoisti sul Reno, anche la moschea di Colonia ha fornito degli spazi dove poter ospitare i pellegrini. Situazione analoga anche nelle città vicine dove sono state allestite numerose aree di accoglienza. Ad accogliere i partecipanti al raduno circa ventisettemila volontari riconoscibili dalle giubbe rosse con la scritta ben visibile "volunteer": dai giovanissimi con età minima 16 anni alla più anziana, una pensionata di 82 di Colonia.
La pattuglia più folta, tedeschi a parte, ma anche la più entusiasta è stata quella italiana, con 85mila presenze, seguita da quella francese (40mila), dagli spagnoli (30mila) e dai polacchi (15mila). Se alla vigilia erano 400mila pellegrini iscritti con il passare dei giorni le adesioni sono aumentate fino a sfiorare il milione di presenze domenica scorsa sulla spianata di Marienfeld per la messa conclusiva. Una menzione particolare meritano gli scouts. A Düsseldorf, 40 chilometri a nord di Colonia, è stato allestito il campo scout internazionale. Anche qui italiani in testa, seguiti da tedeschi e francesi, ma anche da ragazzi venuti da Nigeria, Israele, Brasile, Benin, Palestina, Giordania e Uganda, per un  totale di 46 paesi rappresentati.
Ma la presenza italiana si è fatta sentire un po' ovunque non solo per evidenziare qualche mancanza organizzativa (in molti hanno rimpianto l'efficienza di Roma 2000 e numerose polemiche si sono registrate dopo la chiusura del raduno) ma soprattutto per l'entusiasmo e talvolta l'irruenza con cui ha affrontato e spiazzato il rigore teutonico. Elemento di distinzione e di riconoscimento immediato ovviamente il Tricolore, ma sopratutto i cappellini blu con la scritta "Colonia 2005" e il logo della GMG, che da subito è diventato gadget "di culto",  e che ha fatto guadagnare agli italiani le prime pagine dei giornali locali per diversi giorni.
Tanta italianità ha avuto il suo apice durante la grande festa "Italyani Köln": un festoso incontro tra i giovani provenienti dall'Italia e i giovani tedeschi di origine italiana con le loro famiglie e i giovani di origine italiana provenienti da diversi Paesi del mondo, che si è svolto mercoledì 17, verso le 17, nemmeno a farlo apposta, presso il RheineEnergie Stadion, ovvero lo stadio di calcio di Colonia, a testimonianza di come volenti o nolenti il calcio sia per i giovani motivo di grande interesse ed aggregazione.

Benedetto XVI è arrivato in Germania il 18 agosto. Nella storia per trovare un Papa tedesco in visita nella sua patria bisogna tornare indietro nel tempo di addirittura 950 anni.
Già all'arrivo a Colonia, Papa Ratzinger è sembrato perfettamente a suo agio nel ruolo, senza voler copiare o distinguersi da nessuno. Una piccola rincorsa della mano alla papalina che, appena uscito dall'aereo, volava via per colpa dal vento. Frequenti deviazioni verso le transenne, per andare incontro ai giovani e stringere le loro mani e benedirli. Battute ironiche fuori programma nel discorso, a testimonianza di una inattesa spontaneità. E l'entusiasmo dei fedeli per la sua disinvolta semplicità ha accompagnato il Pontefice anche durante la navigazione in battello lungo il Reno, nella visita al Duomo di Colonia e al passaggio in "papamobile". Un avvio che ha sorpreso molti commentatori della stampa accorsi a Colonia per documentare l'evento. Sul fronte dei discorsi, Benedetto XVI,  insieme al richiamo alle radici cristiane dell'Europa (tema a cui tutta la Chiesa tiene molto) ha reso il giusto omaggio al suo predecessore Karol Wojtyla, e ha ribadito di voler proseguire nel confronto con le altre religioni monoteiste: "Noi sappiamo - ha detto improvvvisando, all'aeroporto di Colonia - quanto è importante cercare e proseguire su questa strada del dialogo".  Particolarmente toccante poi l'invito ai giovani a cercare nella fede qualcosa in grado di dare senso alla vita, e quindi di lasciare a Dio la possibilità di parlare loro: "Spancalate il vostro cuore a Dio. Lasciatevi sorprendere da Cristo. Concedetegli il diritto di parlarvi durante questi giorni. Aprite le porte della vostra libertà e al suo amore misericordioso". Un appello rivolto, ha puntualizzato Papa Ratzinger, anche ai "non battezzati".
Come da programma la seconda giornata del Santo Padre è stato caratterizzata dalla visita alla sinagoga per incontrare la comunità ebraica. Tale visita nasce dall'invito formulato dalla comunità ebraica di Colonia al Papa all'indomani della sua elezione al soglio di Pietro. Dopo Giovanni Paolo II che si recò alla sinagoga di Roma, questa è stata la seconda volta che un Pontefice ha fatto visita ad un tempio ebraico Il pontefice, prima di pronunciare il suo discorso, ha voluto raccogliersi in preghiera per ricordare le vittime della Shoah. Il Santo Padre ha poi esortato gli ebrei a "non dimenticare il passato ma guardare avanti". La Shoah,ha ricordato, "è stato un crimine inaudito e fino a quel momento inimmaginabile, espressione di una folle ideologia razzista, di matrice neopagana, manifestazione del mysterium iniquitatis, il mistero dell'iniquità, cioè del Male. Gli avvenimenti terribili di allora devono incessantemente destare le coscienze, eliminare conflitti, esortare alla pace. Dobbiamo ricordarci insieme di Dio e del suo sapiente progetto sul mondo da Lui creato. Il nostro ricco patrimonio comune e il nostro rapporto fraterno ispirato a crescente fiducia ci obbligano a dare insieme una testimonianza ancora più concorde, collaborando sul piano pratico per la difesa e la promozione dei diritti dell'uomo e della sacralità della vita umana, per i valori della famiglia, per la giustizia sociale e per la pace nel mondo".
Il Santo Padre ha espresso quindi preoccupazione per i "segni" di un risorgente antisemitismo, sul quale occorre vigilare."E' un compito di speciale importanza in quanto oggi purtroppo emergono nuovamente segni di antisemitismo e si manifestano varie forme di ostilità generalizzata verso gli stranieri. Come non vedere in ciò un motivo di preoccupazione e di vigilanza? La Chiesa cattolica si impegna per la tolleranza, il rispetto, l'amicizia e la pace tra tutti i popoli, le culture e le religioni".

 

Il giorno seguente dopo l'apertura al mondo ebraico, la mano tesa a quello musulmano per opporsi al terrorismo e impedire lo scontro tra religioni. Benedetto XVI ha voluto incontrato i rappresentanti delle comunità musulmane della Germania. Terrorismo, considerazione degli errori del passato e appello alla libertà religiosa sono stati i punti centrali del discorso del Pontefice, che ha rivolto un chiaro appello ai rappresentanti musulmani perché educhino i giovani alla tolleranza e non al settarismo o alla parzialità. Benedetto XVI ha espresso forte la volontà che non ci siano più guerre di religione: "Le pagine di storia registrano le battaglie e le guerre affrontate invocando, da una parte e dall'altra, il nome di Dio quasi che combattere il nemico e uccidere l'avversario potesse essere cosa a Lui gradita. Se riusciremo a estirpare dai cuori il sentimento di rancore, a contrastare ogni forma di intolleranza e a opporci a ogni manifestazione di violenza, freneremo l'ondata di fanatismo crudele che mette a repentaglio la vita di tante persone, ostacolando il progresso della pace nel mondo."

 

Seguendo ormai lo schema ben collaudato delle precedenti edizioni sabato 20 agosto tutti i pellegrini hanno lasciato i loro luoghi di accoglienza per recarsi nell'area di Marienfeld per la celebrazione della veglia. Benedetto XVI è arrivato verso le 20 e, dopo il saluto ai 600 vescovi presenti (alcuni dei quali, muniti di telefonini di ultima generazione, hanno fotografato il Papa al suo passaggio), a bordo della Papamobile ha girato tra i ragazzi. E' stato il nome ritmato di "Benedetto" ad accompagnare il passaggio del Pontefice, mentre il coro ha intonato l'inno di questa GMG per accoglierlo sul grande palco sovrastato da una nuvola di plexiglas. Sorridente, il Papa ha risposto con cenni della mano e del capo all'abbraccio caloroso tributato dal popolo dei papaboys. "Solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo" è il messaggio che Benedetto XVI, più volte interrotto dagli applausi durante l'omelia, ha voluto affidare ai ragazzi che affollano la spianata illuminata da migliaia di fiammelle.
Ai giovani il nuovo Papa ha indicato "l'esempio dei santi del nostro tempo: Massimiliano Kolbe, Edith Stein, Madre Teresa, Padre Pio". "Nel secolo appena passato abbiamo vissuto le rivoluzioni, il cui programma comune era di non attendere più l'intervento di Dio, ma di prendere totalmente nelle proprie mani il destino del mondo. E abbiamo visto come un punto di vista umano e parziale veniva preso come misura assoluta d'orientamento".
Ebbene, ha spiegato il Papa ai giovani, "l'assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo si chiama totalitarismo. Non libera l'uomo, ma gli toglie la sua dignità e lo schiavizza. Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero. La rivoluzione vera consiste unicamente nel volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l'amore eterno"
E a Colonia, dove riposano le loro ossa, Ratzinger ha voluto indicare ai ragazzi l'esempio dei Magi. "Dio non entra in concorrenza con le forme terrene del potere", come compresero i Magi, venuti da Oriente per conoscere "il Re" capace di dare nuovo ordine a un mondo "in disordine" e per questo convinti di dover trovare qualcuno che avesse "potere", ma scoprirono che il potere di Dio non è quello degli uomini, che "è diverso da come lo immaginiamo", che "non contrappone le sue divisioni ad altre divisioni". Però servendo Dio si serve la causa della giustizia e del bene del mondo.
Dodici volte i giovani hanno interrotto con gli applausi le parole del Papa. Rispondendo all'esultanza con cui i ragazzi hanno accolto il passaggio della sua omelia in cui ricordava papa Wojtyla, Ratzinger ha detto, a braccio: "Giovanni Paolo II è con noi in questo momento".

"La vittoria dell'amore sulla morte è come una fissione nucleare capace di suscitare una catena di trasformazioni che cambierà il mondo".
Provati da una nottata fredda e piovosa i giovani hanno comunque atteso la Missa Mundi che ha chiuso la GMG di Colonia.
Il monito di Bendetto XVI ai giovani è stato chiaro: "Libertà non vuol dire godersi la vita, ritenersi assolutamente autonomi. Libertà - ha detto il Papa - vuol dire orientarsi secondo la misura della vita e del bene. Questo gesto è necessario, anche se la nostra brama di libertà in un primo momento resiste a questa prospettiva. La sottomissione diventa unione, perchè colui al quale ci sottomettiamo è Amore". Il Papa ha rinnovato l'accusa contro le religioni fai-da-te e la pericolosa trasformazione della religione in un prodotto di consumo: "Troppo spesso in questo tempo che sembra aver dimenticato Dio, il cosiddetto ritorno al religioso costituisce un boom di tipo consumistico in cui ognuno si sceglie una sorta di religione fai-da-te. Non voglio screditare tutto ciò che c'è in questo contesto. Può esserci anche la gioia sincera della scoperta. Ma, per dire il vero, non di rado la religione diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del fai-da-te alla fin fine non ci aiuta. Invece è importante conservare la comunione con il Papa e con i Vescovi". Il Papa ha poi ringraziato Dio per "questo incontro indimenticabile, esortando ancora una volta i giovani "a portate a tutti la gioia di Cristo, che qui avete incontrato".
Prima della chiusura finale un annuncio importante: si terrà a Sydney, in Australia la prossima GMG, quella del 2008.



Antonio Dir. Delle Site