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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 20 Marzo 2019, ore 22:25

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a cura di Antonio Dir. Delle Site
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Id Article:840 date 23 Marzo 2003

Roma, Dopo la batosta rimediata in Champions League, alla Roma serviva vincere e convincere, e alla luce del rotondo 3 a zero, oggi si può dire che la missione è stata portata a termine nel migliore dei modi. Va anche detto che in questa circostanza il calendario, proponendo la sfida con il Piacenza, è stato quanto mai benevolo in quanto la squadra di Cagni in trasferta presenta un ruolino di marcia disastroso: una sola vittoria, un paio di pareggi e tante sconfitte.
Assente Candela per infortunio, Capello si affidava al miglior tridente offensivo del momento, ovvero Totti, Cassano e Delvecchio, lasciando in panchina Montella e Marazzina. Cagni, sperando di far leva sulla voglia di rivalsa, decideva di schierare tutti gli ex romanisti a sua disposizione, ossia Mangone, Gurenko e Di Francesco.
Dopo un primo affondo del Piacenza, era la compagine giallorossa a stringere i tempi rendendosi pericolosa prima con Delvecchio al 9' : tiro a botta sicura deviato in angolo, e poi a trovando la rete del vantaggio all'11' con Cassano, imbeccato magistralmente da Totti. I biancorossi accusavano il colpo faticando a trovare il bandolo della matassa mentre la Roma, ritrovato il cinismo di un tempo, non sembrava voler allentare la presa. La riprova alla mezz'ora: Delvecchio imbeccato dal solito Totti, si involava sulla fascia, entrava quindi in area piacentina, si liberava poi dei difensori con la sua tipica finta a rientrare e, presa la mira, trafiggeva per la seconda volta l'incolpevole Orlandoni.
Otto minuti dopo su una delle rare azioni offensive del Piacenza, Lima sgambettava Maresca in area e l'arbitro Rosetti assegnava il penalty. Sul dischetto andava capitan Hubner che, ma come accaduto all'andata, Antonioli era abile a parare e quindi ad impedire la possibilità di riaprire la gara. Scampato il pericolo la Roma chiudeva definitivamente il conto poco prima della fine del primo tempo con l'ottimo Totti che beffava Orlandoni con un tocco giusto sotto le gambe dello stesso portiere.
Nella ripresa con il risultato al sicuro e con un Piacenza inerme, la Roma sembrava non voler infierire più di tanto anche se i tiri...continuavano ad essere tutti verso la porta difesa dall'estremo difensore biancorosso,mentre il buon Antonioli poteva godersi senza eccessivi patemi il piacevole sole primaverile romano.
Spazio ai sentimenti quando Rosetti concedeva, forse troppo generosamente, un rigore per il presunto atterramento di Cassano. Sul dischetto si presentava Totti ma la curva sud, seguita subito dopo da tutto lo stadio, invocava a gran voce il nome di Santos Aldair.
Il capitano lasciava quindi il compito al vecchio Pluto che però non riusciva a superare Orlandoni, il quale forse "suggerito" da qualche ex intuiva l'angolo e riusciva a parare il tiro senza difficoltà. Nonostante l'errore però,si alzavano tutti in piedi i tifosi romanisti, ad applaudire un campione che ha dato tantissimo alla Roma e che a fine stagione tornerà nel suo amato Brasile a terminare la carriera. Grandi applausi anche per Totti sostituito da Tommasi e per l'ex Di Francesco, che nonostante le non perfette condizioni fisiche, ha voluto essere presente alla sfida con la squadra con cui appena due stagioni fa si è laureato campione d'Italia.
A fine gara Capello, come quei genitori che svelano ai propri figli che Babbo Natale non esiste e che i giocattoli sotto l'albero li hanno messi loro, si presentava in sala stampa dicendo di non aver assolutamente avallato il fatto che Aldair battesse il rigore e che comunque c'era un accordo precedente in base al quale nel caso il risultato fosse stato al sicuro e ci fosse stato un rigore a favore nostro, a batterlo sarebbe stato il vecchio Pluto. Quindi lui non c'entrava nulla nell'episodio. Sarà vero o avrà prevalso la paura di scalfire la fama di "duro" faticosamente conquistata in tanti anni?
Adesso ci sarà una settimana di pausa per via dell'impegno della Nazionale (tra i convocati azzurri, oltre a Totti, anche Delvecchio, Tommasi e Panucci) e poi un trittico di fuoco con Inter, Parma e Juventus senza poi scordare che il 15 aprile ci sarà il derby di ritorno di coppa italia con la Lazio. Capello ha detto che la Roma può rappresentare una mina vagante per chiunque, speriamo che i risultati gli diano ragione, a cominciare magari prorio dalla trasferta di Milano.





Antonio Dir. Delle Site