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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 21 Agosto 2019, ore 19:55

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La prima scommessa è vinta: il patron Sabatini può finalmente festeggiare la sua Virtus in serie A.
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Le altre Virtus

Da venerdì scorso le  Vu nere felsinee hanno terminato una lunga rincorsa: sono nuovamente in serie A.

Id Article:8278 date 9 Giugno 2005

Bologna,

Con il successo ottenuto a Porto San Giorgio venerdì sera contro la Premiata Montegranaro, la Virtus Bologna, griffata quest' anno Caffè Maxim, ha riconquistato il tanto agognato posto in serie A.

E' una lunga storia, fatta di gioie e dolori, invidie e gelosie, notti insonni di duro lavoro, polemiche e litigi, scommesse vinte e perse, attese e apprensioni, scissioni e diaspore, bocconi amari ingoiati e grandissime ingiustizie subite dai tifosi. Alla fine è scoppiata la festa, e il sorriso è tornato sulle labbra di tanti tifosi che hanno vissuto un bruttissimo sogno durato la bellezza di 22 mesi. Adesso si può ripartire!

Ripercorriamo in breve le tappe salienti che hanno caratterizzato gli ultimi frenetici anni che si sono susseguiti ad una vera e propria età dell' oro per il club felsineo e il suo pubblico.

Negli anni 90 la Virtus Bologna ha largamente dominato la scena nazionale, conquistando 4 Scudetti, 3 Coppe Italia, 1 Supercoppa nazionale e le prime coppe europee: la Coppa delle Coppe nel 1990 e l' Eurolega nel 1998. Nel 2001 è stato raggiunto l' apice massimo con la striscia record di vittorie (33) coronate alla fine dal mitico Grande Slam (Scudetto, Coppa Italia ed Eurolega) e nel 2002 la bacheca è stata arricchita con l' ultimo trofeo vinto: la Coppa Italia.

Il 2003 è passato alla storia come l' annus horribilis della Virtus. Prima si è visto un film horror indimenticabile (campionato 2002-2003) conclusosi con il pubblico inviperito, in rotta con squadra e soprattutto società, e soprattutto per la prima volta nella storia del club con l' esclusione dai playoffs scudetto, obbiettivo sempre raggiunto dalla loro introduzione nel campionato italiano.

Peraltro dal 1990 la formazione bianconera aveva sempre raggiunto almeno le semifinali.

A bocce ferme e stagione conclusa con cotanta vergogna nel corso della rovente estate 2003 la situazione degenerò del tutto portando la società bolognese, gestita dal patron Marco Madrigali in crisi con la sua azienda, alla sua radiazione dalla FIP. Motivo della drastica decisione fu il mancato pagamento degli arretrati al giocatore Sani Becirovic ingaggiato all' indomani dal successo del grande Slam e precocemente infortunatosi. Senza entrare nel merito della sentenza, estremamente controversa per la sua applicazione, dimostrazione di come in Italia si applichino due pesi e due misure a seconda delle circostanze (vedi calcio e basket - potremmo dilungarci sui diversi trattamenti imposti a Verona e Reggio Calabria nel basket, a Fiorentina, Napoli, Parma e Lazio nel calcio tanto per fare gli esempi più eclatanti), per dovere di cronaca ricordiamo che la revoca dell' affiliazione FIP non significa fallimento del club, ma semplicemente ne priva il titolo sportivo, ovvero il diritto a poter esercitare attività agonistica.

Questo è il nocciolo della questione, che potrebbe essere sfuggito a tanti.

Le mitiche "Vu Nere", parte rilevante della storia del basket italiano, furono private il 4 agosto 2003 della possibilità di praticare attività agonistica e conseguentemente persero il posto che avevano fino a quel momento occupato nella serie A nazionale.

La notizia fu una vera e propria bomba scoppiata a sorpresa nella torrida estate bolognese. A quel punto entrarono in scena i protagonisti di oggi: Claudio Sabatini si offrì di transare tutti i debiti della società di Madrigali, ormai prossima comunque al fallimento, a patto di poter ottenere una riammissione in extremis a fine mese nel corso di un consiglio federale eccezionale, possibilità offerta dallo stesso presidente federale Maifredi. Agosto fu così passato freneticamente a sistemare le carte per poter strappare la ventilata riammissione. Tuttavia il 31 agosto 2003 il consiglio straordinario confermò l' esclusione del club felsineo, evidentemente inviso a buona parte dei club di spessore del panorama nazionale, Fortitudo Bologna, Treviso e Pesaro su tutti. Insomma eliminare fisicamente la squadra più vincente dell' ultimo decennio parve al gotha del movimento nazionale cosa buona e giusta. Ciò che oltraggiò Sabatini e lo storico rifondatore virtussino Porelli, accorso al capezzale bianconero, per non parlare delle migliaia di tifosi, furono le motivazioni addotte, cioè la necessità di adottare delle regole ferree, per garantire la regolarità del campionato e tutelare il movimento dal ripetersi di casi analoghi nel futuro. Infatti in maniera perfettamente coerente a quanto proclamato il posto che occupava la Virtus Bologna fu preso da Messina,insolvente nei confronti dei propri giocatori a Natale e fallito a giugno. Naturalmente il club siciliano potè contribuire a regalare forti emozioni ai propri tifosi e soprattutto agli avversari con una squadra davvero competitiva. E poi si potrebbe procedere con altri esempi di squadre che hanno terminato la stagione in corso senza i parametri in regola.

Comunque a pagare dazio fu proprio la Virtus.

Patron Sabatini non si diede per vinto e andò avanti: la prima mossa fu rilevare il Progresso Castelmaggiore, terza squadra felsinea, iscritta al campionato di Legadue; la seconda fu di sponsorizzarlo provocatoriamente "Futurvirtus" come per dire "mi volete escludere a tutti i costi ma io ce la farò"; la terza fu di ritransare con tutti i creditori di Madrigali e rilevare la Virtus espulsa dalla FIP, evitandone il fallimento e la conseguente scomparsa, e acquisendo la sua gloriosa bacheca; la quarta di applicare lo stemma delle Vu Nere al Progresso Castelmaggiore nel campionato in corso, la quinta di completare nel giugno 2004 la fusione tra il Progresso, regolarmente iscritto al campionato 2003-2004, e Virtus, società senza affiliazione e senza squadra; la sesta e forse la più importante ottenere la nuova riaffiliazione alla FIP per la vecchia Virtus fusasi con Castelmaggiore e soprattutto con il suo titolo sportivo di Legadue.

Questo coraggioso passaggio ha permesso dopo un anno di forti investimenti su Castelmaggiore (che ricordiamo perdette la finale playoffs con Jesi nel giugno 2004) di iniziare la stagione 2004-2005 con una squadra ben costruita e assortita impegnata nella riconquista di quel posto ingiustamente sottratto ai bianconeri in quel sinistro 4.08.2003.

Ecco che allora la festa è la fine di un vero incubo per i numerosi tifosi virtussini che hanno potuto gioire per il ritorno nel basket che conta e che loro compete della loro squadra che ricordiamo mai retrocesse sul campo.

C' è un ulteriore intermezzo da segnalare per la cronaca: quella di Sabatini non fu l' unica cordata di salvataggio. Il 4 agosto 2003 assieme all' esclusione della Virtus la FIP concesse l' affiliazione e l' iscrizione per meriti sportivi (non si capisce bene quali) al campionato di serie B d' eccellenza alla neonata Virtus Bologna 1934, fondata da una gruppo di imprenditori locali capitanati da un ex presidente bianconero, Paolo Francia.

Questa seconda Virtus non ha mai ottenuto i favori del pubblico, pur disputando per due stagioni il campionato di serie B. Ecco che la demenziale estate del 2003 oltre a regalare colpi di scena e decretare la sparizione quasi totale della vecchia e gloriosa Virtus, sancì una vera e propria diaspora di giocatori, tecnici e giovani campioncini (il vecchio vivaio della Virtus Bologna fu rilevato dalla Virtus 1934 e divenne casus belli di una lunga lite tra Sabatini e Francia) e formalizzò la nascita di una nuova Virtus disconosciuta dal pubblico (la 1934) e una "quasi Virtus" la FuturVirtus Castelmaggiore.

Oggi tutto questo è fortunatamente storia, la Virtus è una sola ed è quella vera, si trova a soli cinque scudetti dalla seconda stella. Da venerdì è di nuovo dove deve stare e lottare: in serie A. Questa bella notizia per migliaia di Bolognesi e non, è sicuramente un' ulcera e un pugno nello stomaco per tanti altri, per tutti coloro che hanno fatto il possibile per porre fine alla sua storia. I nomi sono noti, il pubblico Virtus non ha dimenticato e già non vede l' ora di preparare una degna accoglienza a questi signori attesi a Bologna a partire da Settembre 2005.

Per adesso un plauso è d' uopo per patron Claudio Sabatini, coach Giordano Consolini, e gli alfieri della vitttoria più bella, quella ottenuta sul parquet che rimane il luogo dove il basket deve sublimarsi: AJ Guyton, Corey Brewer, Bennett Davison, Mario Boni, Simone Flamini, Roberto Casoli, Anthony Giovacchini, Daniele Parente, Matteo Maestrello, Willie Deane, Andres Pelussi, Samuele Podestà e Leopoldo Ruiz Moreno. Bravissimi. L' applauso, la standing ovation sono necessarie! Questo successo per il vero tifoso vale come uno scudetto, come un tricolore speciale.



Gnudos