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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 21 Agosto 2019, ore 20:29

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a cura di Federico Formica
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Eto danza sulla palla  
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Il Barcellona trionfa: è Liga!

Stanotte è iniziata la festa nella capitale catalana per la vittoria in campionato

Id Article:7916 date 15 Maggio 2005

Roma,

Dopo sei anni il Barcellona ha conquistato la Liga spagnola. Sono serviti 82 punti e una stagione a livelli altissimi per aver ragione del Real Madrid, l'unica squadra ad aver quasi retto il ritmo indiavolato dei blaugrana. A due giornate dal termine i punti di distacco sono 6 in teoria, ma 7 nella pratica, dal momento che negli scontri diretti il Barcellona ha una migliore media reti e a pari punti il titolo sarebbe comunque andato in Catalogna.

Non ci potrebbe essere titolo più meritato: il Barca ha giocato il calcio più bello della Liga. Non sempre, ma per lunghissimi tratti sì. Gli acquisti estivi di Deco, Belletti, Eto'o e Giuly si sono rivelati i migliori possibili, hanno dato un reale miglioramento alla squadra, già ottima, che un anno fa era giunta seconda in classifica. Senza parlare di Victor Valdes e Iniesta, altri due elementi della fertilissima 'cantera' blaugrana. Soprattutto il primo, il portiere, si può considerare come un vero e proprio colpo di mercato gratis. Nei primi tre mesi di Liga il Barcellona ha dato spettacolo, ha accumulato punti su punti e riscosso consensi, senza mai perdere per le prime 11 partite. Il punto più alto, il sigillo di superiorità , Ronaldinho e soci lo han messo a Novembre: 3-0 al Real Madrid, gara dominata dal primo all'ultimo minuto. La Liga sembrava già archiviata e messa in bacheca. Ma i destini di un campionato difficilmente si risolvono senza pathos e sofferenze. In Gennaio e Febbraio un calo fisico del Barcellona aveva ridato animo ai blancos madrileni. A Madrid tornava la speranza, tornava il bel gioco e la continuità di risultati: soprattutto quest'ultima pareva ormai una chimera irraggiungibile. Luxemburgo, il terzo allenatore sedutosi sulla panca del Bernabeu ha ridato smalto a una squadra letteralmente allo sbando, raddrizzando il timone e virando deciso verso il Barcellona. I meriti del tecnico brasiliano vanno sottolineati.

Da questo momento in poi,con un Real Madrid finalmente degno del suo nome, è stato vero duello: appassionante, combattuto sul campo e con titoli di giornali il lunedì. Ma il Barca si è presto ritrovato ad ha saputo mantenere la vetta grazie soprattutto ai gol di Eto'o, spalmati con grande continuità su tutta la stagione, e non a caso l'africano punta al titolo di 'pichichi' ovvero capocannoniere. Non si può non parlare degli assist di Ronaldinho: nella seconda metà della stagione è tornato quel raffinatissimo fuoriclasse di un anno fa. Fondamentale è stato anche il ritorno al 100% di Giuly, che dopo un inizio sfavillante aveva perso idee e passo. Ritrovare questa aletta sgusciante e col vizio del gol è stato decisivo; mentre i metronomi del centrocampo Xavi e Deco (con il portoghese più interditore) hanno garantito un rendimento sempre sopra le righe.

Tutto in equilibrio, un equilibrio favorevole al Barcellona, fino al 10 di Aprile, in cui il Madrid ha sconfitto i rivali per 4-2. Un gol apparentemente inutile di Ronaldinho si rivelerà però decisivo: sarà appunto questo gol a regalare alla sua squadra quel virtuale punticino in più di distacco, in virtù dei gol segnati negli scontri diretti. La bravura di mister Rijkaard si è vista soprattutto in questa occasione: ha strigliato i ragazzi, ha accusato la squadra senza però far singoli nomi, ha fissato gli obiettivi. E da lì in poi la marcia è stata inarrestabile, fino ad arrivare alla notte del 14 Maggio, quando diecimila tifosi hanno seguito il Barcellona a Valencia, sul campo del Levante, per festeggiare quel titolo che mancava da 6 stagioni. L'ultima volta c'era un altro olandese in panchina, era mister Van Gaal. La sua parabola però stava terminando proprio in quei giorni. La stella di Rijkaard sta invece cominciando a brillare adesso. Giochi del destino.



Federico Formica