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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Sabato 23 Marzo 2019, ore 15:37

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Id Article:788 date 18 Gennaio 2004

Roma, Nella giornata in cui tutte le attenzioni sono rivolte alla crisi dell'Inter, la Roma battendo la Sampdoria ottiene non solo il titolo, seppur virtuale, di Campione d'Inverno con il record dei punti (42) realizzati, ma anche un successo che in chiave psicologia, come ha ammesso lo stesso Capello a fine gara, vale doppio.
Infatti l'approccio alla partita non era stato dei migliori sia perchè si veniva dalla sconfitta immeritata di metà settimana in Coppa Italia sia soprattutto per i problemi legati a quelle che sarebbero state le assenze (Samuel squalificato, Chivu, Pelizzoli e Delvecchio infortunati e Panucci non al meglio). Va da sè che dover schierare una difesa inedita contro avversari in forma smagliante come Bazzani, Doni e Flachi, sicuramente rappresentava un motivo di apprensione non trascurabile.
Tali timori divenivano preoccupante certezza dopo poco più di 5 minuti dal fischio di inizio quando Bazzani, approfittando di una indecisione tra Dellas e Panucci, si inseriva tra i due difensori, rubava loro palla e batteva l'incolpevole Zotti (oggi all'esordio stagionale in campionato).
Fortunatamente però la Roma reagiva con veemenza e già al 10' agguantava il pari firmato da Carew con preciso colpo di testa su cross di Cassano. Dopo 4 minuti Amantino Mancini di testa per poco non realizzava la rete del vantaggio sfruttando una respinta corta di Antonioli su calcio piazzato battuto da Totti. La Sampdoria però, superato il comprensibile sbandamento, riusciva a ricompattare le fila e a imbrigliare una Roma che con il passare dei minuti riusciva ad affacciarsi sempre meno nell'area blucerchiata. Prima della fine della prima frazione di gioco da segnalare almeno un paio di episodi dubbi in area con relative richieste di penalty da entrambe le parti.
Nella ripresa, Capello vedendo la difficoltà delle squadra ad esprimersi al meglio reputava rischioso continuare a schierare il tridente e quindi optava per sostituire subito Cassano inserendo Tommasi al 1' min. della ripresa,e poi al 58' facendo entrare Candela per Lima. Novellino invece si trovava costretto a sostituire gli infortunati Falcone e Diana con Carrozzieri e Cipriani. I doriani si rendevano subito pericolosi,e in un paio di occasioni erano gli interventi provvidenziali di Zotti ad evitare il peggio. Quando ormai le cose cominciavano a complicarsi e la possibile scesa in campo di Montella sembrava potesse essere l'unica soluzione per sbloccare la partita, ecco salire in cattedra capitan Totti abile in sette minuti (60' e 67') a realizzare due reti di pregevole fattura e a mettere in cassaforte il risultato. Le marcature: la prima con un preciso colpo di testa e la seconda dopo una progressione in slalom conclusa con un mezzo cucchiaio a beffare Antonioli in uscita disperata.
Partita virtualmente chiusa? Neanche a dirlo perchè al 72' i liguri ottenevano un sacrosanto calcio di rigore che, se realizzato, avrebbe di fatto riaperto la partita. La massima punizione veniva decretata per un fallo commesso dall'estremo difensore della Roma su Flachi. Fortunatamente era lo stesso Zotti a rimettere a posto le cose e a salvare la situazione deviando in angolo il penalty calciato da Flachi e conquistando così gli applausi a scena aperta dell'Olimpico.
A questo punto alla Roma era sufficiente controllare la gara e operare in contropiede......
Nelle dichiarazioni del dopo partita Novellino dichiarava di non essere inferiore attribuendo la sconfitta solo ad una serie di episodi poco fortunati. Capello invece ci teneva a sottolineare come oggi, senza alcuni correttivi tattici (ovvero i 5 a centrocampo), difficilmente si sarebbe vinto. Grandi elogi poi agli eroi della giornata: Totti e ovviamente Zotti.
Evento storico. Oggi dopo tempo immemorabile è finalmente venuto in sala stampa un giocatore della Roma, Carlo Zotti. L'inspiegabile assenza dei giocatori in sala stampa era ormai la norma: tempo fa a Capello era stata fatta una domanda sull'argomento e la risposta era stata che se i giocatori non avevano voglia di parlare...non sarebbe stato certo lui a costringerli.
Speriamo che questo sia l'inizio di un cambio di direzione che fino ad ora aveva costretto i cronisti che volevano qualche battuta dai giocatori a dover fare delle "poste" agli stessi prima che questi salissero sull'autobus o lasciassero lo stadio.







Antonio Dir. Delle Site