Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Marzo 2019, ore 03:23

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Calcio , SkSoggetto:Roma , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Antonio Dir. Delle Site
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 1747 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 13 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato

Dal Galatasaray alla Corea


Id Article:728 date 20 Giugno 2002

Roma, Il dramma vissuto dopo l'eliminazione della nostra nazionale dal mondiale ad opera della Corea del Sud ricorda molto le vicende recenti della storia della Roma di Mazzone e di Zeman. Rigori non concessi, fuorigioco inesistenti, reti annullate ingiustamente, ammonizioni mirate e via dicendo. Allora come adesso le reazioni sono state le stesse. A Roma tifosi e stampa locale urlavano contro i 'padroni del vapore del nord' che perpetravano ogni tipo di angheria pretendendo maggior giustizia e considerazione (le cose cominciarono a cambiare parzialmente solo quando il presidente Sensi ha cominciato la sua battaglia per ottenere quel peso politico indispensabile per ricevere trattamenti equi). Le risposte erano più o meno la stesse che oggi ricevono i tifosi e la stampa italiana che si lamentano dei torti subiti.

'Non ci sono complotti è solo sfortuna, le sviste fanno parte del gioco', 'Vi lamentate perchè sul campo non siete riusciti a vincere', 'I soliti piagnoni che vedono complotti in ogni dove', 'alla fine gli errori si compensano' e via dicendo. Allora come adesso il tenore delle risposte è lo stesso. Il discorso che ieri veniva fatto per la Roma è lo stesso che ora si sente per la nazionale; purtroppo sia per la Roma di allora che per l'Italia di oggi non possiamo parlare di squadre stellari capaci di vincere contro tutto e tutti come ad esempio capitava al Milan che pur senza ricevere rigori a favore vinceva tutto. E fa un certo effetto vedere certi personaggi, che fino a ieri definiva i romanisti dei piagnoni, scagliarsi con veemenza contro gli 'arbitraggi scandalosi' che ci hanno buttato fuori dai mondiali.

Facciamo finta di voler giocare alla composizione di un puzzle e mettiamo quindi in ordine gli elementi.

Il primo è che nel calcio ormai da tempo se non hai potere politico spesso vieni penalizzato. Quindi conquistare un posto al sole non vuol dire essere necessariamente degli intrallazzoni o peggio, ma sembra essere l'unico modo per ottenere quella forza necessaria per poter richiedere garanzie minime di imparzialità che permettano di non partire svantaggiati. L'esempio più recente è quello avvenuto con la designazioni di Collina per Giappone-Turchia. Dopo le angherie subite nella partita con il Brasile, dovendo affrontare una delle squadre organizzatrici della manifestazione pare che il potentissimo Senes Erzik, alto dirigente turco dell'Uefa, abbia fatto si che l'arbitro fosse uno dei più bravi e quindi meno influenzabili e così è stato. Alla fine la Turchia ha vinto con merito senza subire torti o favori dall'arbitro come era giusto che fosse.

Oggi il calcio italiano a livello dirigenziale non conta nemmeno un rappresentante in nessun organo esecutivo a livello sia europeo che mondiale. Tale situazione è la logica conseguenza dei limiti dei dirigenti del calcio di casa nostra.

Innanzi tutto in quasi 40 anni non si è riusciti o non si sono voluti trovare dirigenti nuovi in grado di sostituire i vari Carraro e Mataresse ma anzi, è successo pure che tra i dirigenti stessi non ci sia quell'armonia indispensabile per mandare avanti il carrozzone. Faide interne e giochi di potere hanno creato un clima di generale conflittualità che all'estero è stato recepito come forma di debolezza e i fatti confermano tale realtà. La realtà è che il nostro calcio conta sempre meno a livello internazionale. Non dimentichiamoci Roma-Galatasaray. Quel giorno l'arbitro con il nome di una caramella, il signor Frisk, (attualmente arbitro anche ai mondiali) permise ai turchi di tutto contribuendo non solo a far perdere punti vitali alla Roma ma anche a creare i presupposti per la rissa di fine partita (evento a cui i turchi sono ampiamente abituati sia a livello di nazionale che a livello di squadre di club come accaduto recentemente nella partita con il Costarica). Il frutto di tali errori fu la scandalosa sentenza della Uefa,dove i cattivi erano solo i romanisti, che fu poi in parte ridimensionata in secondo grado grazie alla bravura degli avvocati scelti della Roma e non certo per merito dell'intervento della Federcalcio. Allora si sentì dire da parecchi che la questione rigurdava la Roma e che anzi era colpa dei giallorossi se non erano stati in grado di mantenere il controllo.

In quel frangente non si era voluto capire che il problema riguardava il calcio italiano all'estero e non semplicemente la squadra giallorossa.

Dopo tale episodio arrivò la non-elezione di Carraro alle cariche dirigenziali del calcio che conta. Sono entrati negli organi direttivi membri di paesi che hanno a malapena tornei a carattere amatoriale mentre il nostro rappresentante veniva sonoramente trombato. Ma nemmeno questa volta si è fatto nulla anzi chi paventava che tale atteggiamento avrebbe penalizzato il nostro calcio a partire dai mondiali addirittura venne bollato come pessimista, porta jella, prevenuto, di parte e via dicendo. E arriviamo ai 5 goals annullati agli azzurri: Carraro che corre in Giappone dopo Italia -Croazia (ma un presidente federale non dovrebbe partire con la squadra?), rassicurazioni di ogni genere, scuse per gli errori e poi l'uno-due Messico (passiamo grazie al sorprendente Ecuador) e Corea.

E allora ecco altri tasselli per il puzzle:

1) A fine partita tutti sono incavolati come belve (perfino le più alte cariche istituzionali dello stato si sono espresse sull'argomento) tranne il pacato Carraro che si limita a dire 'Parlerò in Italia', come a dire 'ci avete buttato fuori dal mondiale ma adesso ve ne diremo quattro'....perchè questo atteggiamento?

2) Qualche minuto prima Carraro non era sembrato così pacato nei confronti della segretaria di Matarresse (vicepresidente Fifa fino al 30 giugno) apostrofata con 'parole irripetibili'. Perchè prendersela con quella persona in particolare?

3) Si viene a sapere che il sig. Blatter, da poco riconfermato presidente della Fifa, è stato sostenuto proprio da Carraro. La domanda sorge spontanea: Carraro appoggiando Blatter si è fatto più nemici del dovuto oppure come accade con il due di briscola è stato considerato un alleato sacrificabile di fronte ad interessi più forti?

4) Invitato ad esprimere un parere a caldo dopo Italia-Corea Roberto Renga, inviato de 'Il Messaggero', dichiara ai microfoni di Amedeo Goria della Rai 'Non so cosa pensare: stai a vedere che qualche dirigente si è venduto la partita'. Stupore, imbarazzo e poi la cosa finisce li immediatamente. Rabbia del dopo partita o sospetto fondato?

5) In molti chiedono le dimissioni di Carraro e poi paradossalmente tutti i giornali riportano la notizia che Galliani ha intenzione di candidarsi come presidente della lega, decisamente un volto nuovo considerando che l'altro candidato sembrava essere Matarrese. Ma non si doveva rifondare il calcio dalle fondamenta?

Forse i pezzi nelle nostre mani non sono ancora sufficenti per delineare cosa ritrae il nostro puzzle. Di una cosa però si è certi che servono facce nuove che sappiano ridare al nostro movimento calcistico il prestigio che gli appartiene; inoltre i dirigenti dei club devono capire che per il bene comune è indispensabile accantonare gli interessi di bottega e collaborare fattivamente. In attesa dei prossimi sviluppi speriamo che per il bene della nazionale e dei singoli club, che comunque anche se antipatici rappresentano sempre il nostro paese all'estero, qualcosa possa mutare perchè in caso contrario in futuro le cose non potranno che peggiorare sempre più.


Antonio Dir. Delle Site