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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Venerdi 23 Agosto 2019, ore 08:33

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Alcuni Cardinali durante una funzione in S. Pietro.  
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Come avverrà l'elezione del Sommo Pontefice.

Tutte le tappe che porteranno all'elezione del duecentosessantacinquesimo Papa.

Id Article:7273 date 16 Aprile 2005

Roma,

Da lunedì gli occhi del mondo intero saranno nuovamente rivolti su Roma e sul Vaticano in particolare, in quanto verrà aperto ufficilamente il conclave che dovrà eleggere il nuovo Pontefice.

Le regole che scandiscono le tappe di tale operazione sono dettate dalla Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis" del 1996 voluta proprio da Giovanni Paolo II.

In vista dei due scrutinii al giorno, alle votazioni partecipano solo i cardinali che non hanno compiuto 80 anni di età prima del giorno della morte del Pontefice. Per ogni turno di votazioni vengono estratti a sorte, tra gli stessi elettori, tre scrutatori, tre "revisori" e tre cardinali detti "infirmarii", incaricati di recarsi a raccogliere i voti dei porporati ammalati che rimangono nelle loro stanze senza unirsi al conclave nella Cappella Sistina. Anche questa è un'altra novità in quanto i cardinali verranno ospitati nel nuovo complesso di Santa Marta e non come in passato in alloggi di fortuna ricavati all'interno della Cappella Sisitina. Per tale motivo la consegna del segreto per tutto lo svolgimento del conclave è rigidissima e vale tanto per i cardinali elettori, quanto per gli altri componenti del collegio cardinalizio che partecipano alle riunioni preparatorie. Prima del conclave i cardinali elettori pronunciano una solenne formula di giuramento con la quale si impegnano ad "osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia consacrati che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l'elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell'elezione". Devono impegnarsi al segreto e prestare giuramento anche quanti, nel corso del conclave, entrano in contatto con i cardinali elettori, in particolare alcuni religiosi di varia nazionalità che sono chiamati a svolgere il servizio di confessori per i cardinali durante il conclave, il personale sanitario a disposizione degli infermi, i camerieri che servono i pasti e gli addetti delle pulizie. Per chi viola il segreto è prevista la scomunica. Ai cardinali elettori, per tutto il periodo del conclave, è fatto esplicito divieto di intrattenere comunicazioni di qualsiasi genere con l'esterno, vietato inoltre leggere i giornali, ascoltare la radio, guardare la televisione, contrallare l'e-mail e connettersi ad internet. Una squadra di tecnici della gendarmeria vaticana ha provveduto a "bonificare" la Cappella Sistina, a verificare che al suo interno non vengano immessi mezzi di ripresa o di trasmissione audiovisiva e soprattutto a schermarla in modo da isolarla da qualsisasi tipo di comunicazione. Iniziato il conclave a ciascun elettore viene consegnata una scheda prestampata con scritto "Eligo in Summum Pontificem" e, sotto, lo spazio per scrivere il nome dell'eletto. L'urna è posta sopra l'altare della Cappella Sistina e ciascun cardinale, in ordine di precedenza, porta la scheda all'altare tenendola in alto con la mano, in modo che sia visibile a tutti. Prima di deporre la scheda nell'urna pronuncia a voce alta la formula di giuramento: "Chiamo testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà , che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto".

Terminata la votazione e raccolte anche le schede dei cardinali infermi, si procede con lo spoglio. Gli scrutatori siedono su un tavolo posto di fronte all'altare. Il primo scrutatore legge la scheda e la passa al secondo che, dopo averla esaminata, la passa al terzo scrutatore il quale ha il compito di leggere il nome a voce alta. Quindi perfora la scheda con un ago e la inserisce in un filo sul quale verranno aggiunte via via tutte le schede scrutinate.

Terminato lo spoglio e il conteggio dei voti,i tre cardinali revisori procedono a loro volta al controllo delle schede. Una volta dichiarato l'esito della votazione le schede vengono bruciate. Ai cardinali è fatto anche obbligo di consegnare, al termine di ciascuno scrutinio, scritti e appunti che possano riguardare la votazione affinchè vengano bruciati insieme con le schede. Il cardinale camerlengo, Eduardo Martinez Somalo, ha il compito di redigere, al termine dell'elezione del nuovo Pontefice, una relazione nella quale verbalizza l'esito di ciascuna sessione di voto. La relazione viene chiusa in una busta sigillata e conservata nell'archivio del papa. Solo lui potrà autorizzarne l'apertura.

Raggiunto il quorum per l'elezione del Pontefice, il collegio dei cardinali elettori, attraverso il cardinale decano Joseph Ratzinger chiederà all'eletto: "Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?". Appena ricevuto il consenso gli chiederà : "Come vuoi essere chiamato?". Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, mons. Piero Marini, con funzione di notaio, affiancato da due cerimonieri con funzione di testimoni, redige un documento circa l'accettazione del nuovo Pontefice e il nome che ha assunto. Quindi i cardinali elettori prestano atto di ossequio e di obbedienza al nuovo Pontefice. La norma prevede che possa essere eletto sommo Pontefice chiunque abbia ricevuto il battesiamo, sia di sesso maschile e non sia sposato.

Questo significa che in teoria può divenire Papa anche un vescovo, un presbitero o un diacono e perfino un laico cattolico. Se l'eletto è scelto tra coloro che non hanno l'Episcopato allora dovrà essere ordinato vescovo e quindi la prassi da seguire dovrebbe essere quella della nomina di un nuovo vescovo, anche se solo in via orientativo ovvero: saldezza di fede, buoni costumi, pietà , zelo delle anime, saggezza, prudenza, virtù umane e ogni altra qualità che dimostri l'attitudine del soggetto all'adempimento del suo ufficio oltre che buona reputazione e almeno 35 anni.

In questo caso, assai imprababile ma non impossibile, l'eventuale fumata bianca o nera (a seconda dell'accettazione) avverrà solo dopo che l'eletto sia fatto arrivare in Vaticano e abbia risposto alle domande del cardinale decano.

Dopo circa 45 minuti dalla fumata bianca, terminate tutte le formalità previste, il neo eletto verrà rivestito degli abiti pontificali. Effettuata questa operazione avverà la presentazione del nuovo Pontefice dal primo dei cardinali diaconi, che annuncierà ai fedeli in attesa in piazza San Pietro l'avvenuta elezione e il nome del nuovo Pontefice con la celebre frase "Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam" che significa "Vi annuncio una grande gioia: abbiamo il (nuovo) Papa" quest'ultimo, subito dopo la proclamazione, impartirà la benedizione apostolica "Urbi et Orbi" dalla loggia della Basilica Vaticana e se lo riterrà opportuno potrà seguire l'esempio del suo predecessore che, infrangendo un protocollo millenario, volle anche pronunciare un breve discorso di saluto. Sarà questo l'inizio del duecentosessantacinquesimo pontificato della Chiesa Cattolica.



Antonio Dir. Delle Site