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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Marzo 2019, ore 02:44

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Sandro Tovalieri posa all'interno del suo ufficio nel centro sportivo di Ardea
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Intervista a Sandro Tovalieri

Il Cobra ai microfoni de ErLupacchiotto, nel suo splendido centro sportivo ad Ardea dove gestisce una scuola calcio per i campioni del futuro

Id Article:7198 date 12 Aprile 2005 Dichirazione di: Sandro Tovalieri

Roma,

Nel suo nuovo ed efficiente centro sportivo, ad Ardea in un comprensorio immerso nel verde, con due campi da calcio e uno da calciotto, dove gioca e si allena il settore giovanile della Racing Club S.T(che sta ottenendo ottimi risultati in ambito giovanile ndr), abbiamo fatto quattro chiacchiere con Sandro Tovalieri, ex bomber di Roma,Cagliari, Bari, Samp e tante altre.


Cresciuto nella Roma..il primo contatto con la prima squadra, quando è stato? Ho fatto tutte le trafile delle giovanili. Poi nell'anno dello scudetto, quando avevo 16 anni, Liedholm mi ha portato una volta in panchina.

Le impressioni? Per me era fantastico allenarmi con i grandi campioni. E' stata una settimana indimenticabile, ero attento a tutto e a tutti. Volevo carpire i segreti e prendevo tutto ad esempio, anche le minime cose.

Con la Primavera nel 83' hai vinto il Viareggio, ricordi di quell'esperienza? Quello fu un grande Viareggio, non mi dimenticherò mai quell'esperienza. Eravamo una grande squadra, c'erano Giannini, Di Mauro, Baldieri, ma in più eravamo dei grandi amici. Per noi fu un'emozione fantastica, soprattutto perché, il giorno della finale, c'erano ben 10.000 tifosi della Roma.

Tra tutte le squadre in cui hai militato, oltre la Roma, a quale sei rimasto più legato? Sono due. La prima è il Bari, dove ho passato tre anni stupendi, la seconda è l'Ancona dove ho giocato per due stagioni. Con il Bari ci salvammo, mentre con l'Ancona salimmo in Serie A, e furono emozioni uniche.

Il momento più bello e quello più brutto della tua carriera? I momenti brutti sono due: il primo Roma-Lecce, con lo scudetto perso in quel modo dopo tanti sacrifici, il secondo è la rottura del crociato nel 1988. Il momento più bello, invece, oltre l'esordio con la Roma, il goal al San Paolo, in Napoli-Roma 1-1. Sul tabellone veder scritto Tovalieri e...Maradona è stato unico.

Un ricordo di Roma-Lecce del 86? E' difficile da commentare. Abbiamo sottovalutato l'avversario e ci siamo rimasti "fregati". L'unica perplessità era la furia agonistica del Lecce. E' stato un peccato, un sogno svanito per tutti. Per tutta la squadra fu un gran dolore non regalare ai tifosi quel tricolore.

Che ne pensi del caso doping-Juve? E' un argomento delicato. Sono state dette e scritte molte cose. Io penso che se i calciatori hanno fatto uso di quelle sostanze non hanno rispettato il proprio corpo e le conseguenze poi le avranno in futuro. Credo, inoltre che se c'è stato reato, è giusto che qualcuno paghi. Mi auguro che il calcio non debba più affrontare il discorso doping, perché è una delle cose più brutte.

La crisi del calcio a cosa è dovuta? Al sistema sbagliato. E' un sistema dove per troppi anni hanno comandato persone sbagliate. Ci vuole un cambiamento, con persone trasparenti. Se no diventa un mondo di sospetti e poi la gente si stufa.

La Roma arriverà in Europa? L'obiettivo era la Champions League, ma è durissima. La stagione potrebbe essere salvata dalla Coppa Italia. Questa è stata una stagione maledetta per i colori giallorossi per varie ragioni. Speriamo nel futuro.

Totti potrà vincere il pallone d'oro solo lontano da Roma? Lo può vincere anche a Roma, però pesano le vittorie. Mi auguro comunque che rimanga a lungo nella Roma e se dovesse vincere questo trofeo, sarebbe bello che lo alzasse sotto la Sud.

Il difensore più forte che hai incontrato? Costacurta e Vierchowood erano difficili da superare. Ti facevano sudare molto, erano forti sia fisicamente che tecnicamente.

Hai ancora amici nel calcio? Nel calcio le amicizie vere sono rare. Un'amicizia è con Conti, il quale viene ogni tanti a vedere le partite dei ragazzi della mia scuola calcio. Qualcuno dei miei ragazzi è finito a giocare anche nella Roma. Anche con Igor Protti sono molto legato. Eravamo amici a Bari e anche ora ci sentiamo spesso,e quando possiamo ci incontriamo.

L'allenatore con cui ti sei trovato meglio, o quello che ti ha insegnato di più? Sicuramente Liedhlom perché ha creduto in me, portandomi in prima squadra e Carletto Mazzone a Cagliari, che mi ha trasmesso valori enormi. Anche io gli ho dato più di quello che avevo.

A proposito di Cagliari, nel 97 la squadra andò in B dopo lo spareggio con il Piacenza, sapevi già che saresti andato alla Samp? No, il mio intento era quello di rimanere a Cagliari. Mi applaudirono in 25.000 e capì tante cose. E' stata la decisione della società. Volevo rimanere con Mazzone per riportare il Cagliari in A. Ma non fu così, un peccato.

Mai pensato di rimanere nel calcio? Quando ho smesso ho fatto l'osservatore per la Ternana, poi una volta aperta la scuola calcio mi sono sempre dedicato ai bambini. E oggi faccio questo, però un giorno mi piacerebbe allenare una squadra giovanile, magari proprio della Roma.

Quale giocatore, oggi, ti somiglia di più? Io penso Gilardino e Montella. Qualsiasi palla vagante in area è loro, e non perdonano.

Un aneddoto particolare di una partita o della vita di spogliatoio? A Perugia, mancavano 12 partite e avevamo cambiato diversi allenatori. Prendemmo Castagner e, io e Rapaijc ci invettammo la cosa di fumarci una sigaretta in bagno prima della partita. Alla fine vincemmo 2-0 e segnammo proprio io e lui. Allora decidemmo di farlo sempre e portò fortuna, andammo in A.

Si è parlato di un tuo ritorno a Roma..? Si stavo a Bergamo, Mazzone mi voleva. Sarebbe stato bellissimo tornare a casa e giocare nella squadra della mia città. Sarebbe stato fantastico, peccato che alla fine le due società non si sono più messe d'accordo e non si sia fatto più nulla.

Come vivi la Roma oggi? La segui? Certamente, vado allo stadio e la vedo sempre in Tv. Sono rimasto un grande sostenitore della squadra

Chiudiamo con il rapporto con i tifosi della Roma, com'è oggi? E' ancora ottimo. Ci incontriamo allo stadio, mi fanno elogi. Il rapporto non si è mai incrinato. E' una tifoseria bellissima.