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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 20:52

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a cura di Pietro Vultaggio
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Primo piano di Alberto Sordi mentre mangia gli spaghetti nel famoso film "Un Americano a Roma"
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La scomparsa di Alberto Sordi

Oggi all'età di 82 anni ci ha lasciato Alberto Sordi, uno tra i più grandi attori del cinema italiano.

Id Article:7046 date 4 Aprile 2005

Roma, Ricordare Sordi è come descrivere i Fori Romani, per tutto quello che ha fatto e per come lo ha fatto rischi sempre di scordare qualcosa e di dire delle banalità

: Un ricordo di Alberto Sordi ?
----non specificata----:Abbiamo cominciato ad amare Albertone fin dagli albori della sua carriera come doppiatore, in quanto in quel campo divenne subito famossissimo dando la sua voce ad Oliver Hardy, il mitico Ollio, e doppiando film indimenticabili come ad esempio "Casablanca". Poi venne l'esperienza radiofonica, dove per anni ricevette il riconoscimento quale miglior attore radiofonico; ma la definitiva consacrazione avvenne grazie al cinema. Accanto ai più grandi attori e attrici (Gassman, De Filippo, Loren, Mangano, ecc.) e diretto dai migliori registi (De Sica, Fellini, Zampa, Risi, ecc.), Alberto Sordi è riuscito, in più di 60 anni di carriera e in quasi 200 film, a raccontare l'Italia e gli italiani in modo comico e drammatico allo stesso tempo. Tra i suoi personaggi...sempre figure che appartengono all'immaginario collettivo; dall'impiegato d'ufficio al vigile urbano, dal tassinaro al guidatore di carrozzelle, dal bancario al giudice istruttore, dal metalmeccanico al sacerdote, dal medico della mutua al carcerato: personaggi che nel tempo hanno raccontato i cambiamenti che l'Italia ha subito dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Con i suoi peronaggi abbiamo scoperto interi continenti come l'Africa, l'America, l'Oceania ma anche paesi come la Scandinavia, Londra......in molti, a ragione,lo hanno definito l'ambasciatore dell'Italia all'estero. Ma in tutti i suoi lavori Alberto Sordi non ha mai scordato di evidenziare con orgoglio la sua romanità e il suo affetto per la città che gli ha dato i natali. Sordi non ha mai mancato di esaltare la bellezza della città eterna e soprattutto il suo attaccamento al mondo del calcio (chi non ricorda "il presidente del Borgorosso"?!) ma soprattutto alla squadra della Roma che menzionava ogni volta che ne capitava l'occasione. In proposito, mi viene subito alla mente come il trafficante d'armi di "Finchè c'è guerra c'è speranza", utilizzando la tessera dell'abbonamento alle partite della Roma, riesca a far arrestare dalla polizia di frontiera un suo rivale in affari, o come nel film "il Tassinaro" il povero tassista venga suo malgrado coinvolto nei festeggiamenti del secondo scudetto romanista. La sua Roma per ricordarlo domenica giocherà con il lutto al braccio e osserverà un minuto di silenzio, mentre per noi, per sentirlo sempre vicino, sarà sufficiente mettere nel videoregistratore per la duemillesima volta la cassetta de " Un americano a Roma" o de "Il Marchese del Grillo" e morire dalle risate come se fosse la prima...........

----non specificata----:Nessuna parola all'altezza. Per la morte di Alberto Sordi, penso che nessuna parola possa essere all'altezza della sua "postura", delle sue battute. Anche quando esagerava, con la sua romanità, non l'ho mai trovato volgare, pacchiano, indisponente. Lo scrivo da bolognese che lavora e vive fra Milano e Torino. Sapeva ridere e ironizzare sia di lui stesso(romano)che degli altri. Eraa una maschera, sì, ma non di carnevale.

----non specificata----:Ci lasci l'orgoglio e la felicita' . Addio Albertone, ti porti via i Vitelloni e gli Americani a Roma, ma ci lasci l'orgoglio e la felicita' di averci rappresentato al meglio, in "quel meglio" dove ogni romano ritrova il senso di un'esuberanza antica, forse anacronistica ai nostri tempi. Per questo morivo il tuo ricordo sara' sempre piu' prezioso, piu' confortante per chi, della vita vorra' sempre cogliere l'aspetto piu' nobile. Ti sia lieve e gentile la terra che ti copre, insostituibile amico.

----non specificata----:La figura dell'italiano.... Negli anni più importanti della carriera di Alberto Sordi, gli anni de "I vitelloni", "Un americano a Roma", "Tutti a casa", "Il medico della mutua", "Fumo di Londra" e tantissimi altri film, gli anni cinquanta e sessanta, io dovevo ancora nascere.
I suoi film non li ho visti né al cinema né in prima serata ma nei pomeriggi d'estate, quando per le televisioni il problema di "riempire" il buco del primo pomeriggio nei palinsesti estivi è facilmente risolto da uno qualsiasi dei suoi fantastici film. E vivo a Catania. Lontano dalla sua Roma, dalla Capitale, dalla romana goliardia che viveva in ogni suo gesto, in ogni sua battuta. Ma oggi è dolore anche per me, come per l'Italia intera. Dolore per chi più di ogni altro ha incarnato la figura dell'italiano, con la sua allegria e i suoi vizi, con le sue qualità e i suoi difetti. Dolore per chi ha saputo portare non tanto Roma quanto i romani e la romanità dentro ogni casa , in ogni parte d'Italia e del mondo.

Capodaglio:Sei stato generoso con tutti noi...Oltre ad essere stato forse il piu' grande attore italiano, e' stato un grande personaggio storico, avendo portato la nostra storia e la cultura romana in giro per il mondo.Sara' triste ora trovarsi a sorridere vedendo i suoi film, ma sorrideremo per quello che ci ha dato ed insegnato.Qualcuno lo accusava di tirchieria, invece si e' dimostrato sempre attento nei confronti di chi soffre: lo dimostra il fatto che non ha mai sbandierato ai quattro venti le sue opere di beneficienza.Nonostante la fama e la ricchezza, non ha mai trascurato il contatto umano con la gente, ha sempre stretto la mano a chiunque gli si avvicinasse, dando del "tu" a tutti.Mi rimase impressa una sua frase "non moriro' mai", infatti il cinema l'ha reso immortale.


Pietro Vultaggio