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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 21:19

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a cura di Gabriele Santoro

Giovanni Paolo II benedice e saluta la folla di fedeli
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un Papa di Pace

Io voglio ricordare Karol Woytila che invita noi giovani a non credere che il mondo difficile e ingiusto che ci circonda non si possa cambiare, migliorare.

Id Article:7043 date 3 Aprile 2005

Roma, In questi momenti ognuno ricorda qualcosa che lo ha reso più vicino a questo Papa. Io voglio ricordare Karol Woytila che invita noi giovani a non credere che il mondo difficile e ingiusto che ci circonda non si possa cambiare, migliorare. Ricordare l'invito a non abbandonarsi al credo consumistico del dio mercato, ma valorizzare in ogni momento della nostra vita il rispetto della vita umana e della dignità di ogni essere umano in qualsiasi parte di mondo viva.
Un Papa che ha vissuto in prima persona l'esperienza terribile della guerra, e proprio per questo ha lottato perchè essa non sia più una pratica diffusa in questo pianeta.
Un Papa che ha fatto del messaggio evangelico un messaggio di pace e speranza per tutte quelle parti del mondo in cui non c'è pace e speranza. A partire dai suoi primi viaggi nella martoriata ex-Jugoslavia per gridare ai signori della guerra:"fermatevi, fermatevi davanti all'innocenza di un bambino"; passando per il genocidio rwuandese del 1994 nel quale l'Occidente lasciò macellai dell'etnia Hutu massacrare 800mila Tutsi,fino a giungere all'ultima guerra in Iraq a cui il Papa si è opposto con tutte le sue forze fino all'ultimo momento.
Gli uomini delle istituzioni mondiali in queste ore si sovrappongono nel celebrare il valore di Woytila, ma spesso si sono dimenticati o non hanno voluto ascoltare le sue parole, parole scomode per chi non crede che al di là degli interessi particolari nel valore della vita come un bene inviolabile.
Infine voglio ricordare l'ultimo accorato e disperato appello di Giovanni Paolo II: "Mai più guerra, mai più guerra, mai più guerra". Un testamento di pace e speranza che dovrà restare scolpito nella nostra mente e nelle nostre azioni quotidiane. Il miglior modo per portare avanti il suo ideale di giustizia su questa terra senza pace, il miglior modo per mantenere vivo il suo sacrificio.

Gabriele Santoro