Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 20:48

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Chiesa , SkSoggetto:Mondo Cattolico , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Pietro Vultaggio
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 1747 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 13 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato
Il Papa sul maxischermo dell'Olimpico in occasione del Giubileo degli Sportivi
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Il Giubileo degli sportivi insieme al nostro Papa Sportivo

Lo sport metafora della vita, con questo spirito Papa Giovanni Paolo II ha concluso il Giubileo degli Sportivi.

Id Article:7025 date 1 Aprile 2005

Roma, "Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!" (1 Cor 9,24).
A Corinto, dove Paolo aveva portato l'annuncio del Vangelo, vi era uno stadio molto importante, in cui si disputavano i "giochi istmici". Opportunamente, pertanto, l'Apostolo, per spronare i cristiani di quella città  ad impegnarsi a fondo nella "corsa" della vita, fa riferimento alle gare di atletica. Nelle corse allo stadio - egli dice - tutti corrono, anche se uno solo è il vincitore: correte anche voi... Attraverso la metafora del sano agonismo sportivo, egli mette in luce il valore della vita, paragonandola ad una corsa verso una meta non solo terrena e passeggera, ma eterna. Una corsa in cui non uno soltanto, ma tutti possono essere vincitori.
Ascoltiamo oggi queste parole dell'Apostolo, raccolti in questo Stadio Olimpico di Roma, che ancora una volta si trasforma in un grande tempio a cielo aperto, come in occasione del Giubileo internazionale degli sportivi, nel 1984, Anno Santo della Redenzione. Allora, come oggi, è Cristo, unico Redentore dell'uomo, che ci accoglie e con la sua parola di salvezza illumina il nostro cammino.

Nella meravigliosa cornice dello Stadio Olimpico di Roma si è svolta ieri la cerimonia eucaristica del Giubileo degli Sportivi, celebrata dal Santo Padre. Oltre 70.000 persone erano presenti all'avvenimento, moltissimi l'hanno seguito in mondovisione.

I cancelli sono stati aperti alle ore 7.00. Lungo la strada si vedevano moltissime auto e persone che gremivano le fermate della metro.

Alle 9.30 il Papa ha dato il benvenuto E' stato accolto calorosamente, ha compiuto il giro di campo a bordo dell'auto scoperta. Nel frattempo al centro del campo i bambini, con le loro magliette colorate, si disponevano per "disegnare" tutti insieme il logo del Giubileo.

Papa Giovanni Paolo II si sistemava in Tribuna Monte Mario, nel settore centrale dove per l'evento era stato realizzato un grande altare di legno ai piedi del quale poco dopo alcuni tedofori hanno acceso il braciere .

La cerimonia è iniziata con la prima lettura del profeta Geremia, in cui il Signore dice "essi erano partiti nel pianto e io li riporterò tra le consolazioni", poi c'è stato il Salmo "Grandi cose ha fatto il Signore per noi". Nella seconda lettura di San Paolo viene spiegato come chi corre in Dio, non corre come chi è senza meta.

Dal Vangelo di Marco è stato letto l'episodio del cieco di Rabbuni, che voleva rivedere, riottenere la vista grazie alla Fede. Proprio la Fede permette di applicare nella nostra vita la "mentalità  vincente", che prevede sacrifici, ma la Fede in Dio ci illumina dall'alto verso la conquista degli importanti traguardi da raggiungere nella nostra vita quotidiana. Lo sport per questo viene giustamente considerato come una "metafora della vita", un poeta del secolo scorso parafrasava le difficoltà  della vita alle onde del mare, come se fossero tante partite da giocare, come se la vita fosse un mega-campionato, dove si gareggia non contro l'altro, ma per noi stessi.

Nell'omelia il Pontefice ha ricordato come lo sport sia il mezzo e non il fine dell'uomo, riportando così alla mente l'antico massima "Mens sana in corpore sano". Come al solito tanti applausi hanno interrotto le parole del Papa. Non c'era nulla di prestabilito, ma erano il frutto della condivisione delle idee da parte del pubblico presente.

Lo sport è il mezzo per l'unione dei popoli e del popolo, affinchè le differenze sociali, economiche, politiche, religiose vengano meno. Per raggiungere il fine che esso "contribuisca a far amare la vita,educhi al sacrificio, al rispetto e alla responsabilità  ". Questo è quanto Dio chiede ai suoi fedeli, la strada è dura, ma lo sport (come del resto anche la cultura, il lavoro, ecc.) può facilitarci nel percorso di questa strada, lunga e piena di insidie. Ma cosa sarebbe una vittoria senza aver prima combattuto ?

Lo sfruttamento e l'idolatria sono i pericoli maggiori che lo sport può generare nell'uomo, così come la cultura può alimentare il mito del super-uomo.

Siamo esseri umani, condannati a sbagliare, ma anche capaci di riconoscere i nostri errori, chiedendo perdono a Dio e a coloro a cui abbiamo fatto del male o fatto soffrire, anche a noi stessi. Il Papa ha ricordato l'invito che "la grazia del perdono riscaldi il nostro cuore...infonda in noi il coraggio di seguire Gesù".

Il doping è una violenza sia contro il proprio corpo, sia contro la mente; ma a volte i falsi miti e gli obiettivi fuorvianti alimentano la cultura del sembrare a discapito di quella dell'essere.

La cerimonia, è proseguita festante con il pubblico teso ad intonare canti, saranno state distribuite oltre 50.000 ostie ai fedeli, e si è conclusa con l'Angelus e la benedizione Papale.

Dopo l'Angelus è stato letto in più lingue il Manifesto dello Sport; nel frattempo i maggoiri personaggi dello sport italiano si recavano a rendere omaggio al Pontefice, con Carraro (presidente del Coni) che li presentava uno ad uno al Papa.

Al termine della cerimonia si è tenuta la gara dei 200 metri per atleti disabili, subito dopo quella dei 100 metri piani.

Successivamente la partita di calcio (due tempi da 24 minuti ciascuno) tra la nazionale italiana e gli stranieri della Serie A, il risultato che poco contava è stato 0-0. Il Pontefice ha assistito all'intera partita, nonostante la stanchezza, ma era visibilmente felice di vedere intorno a se tante persone gioiose. Da segnalare come il pubblico abbia cantato per qualche minuto l'inno nazionale di Mameli, nonostante non ci fosse più la base musicale sotto, poichè gli organizzatori avevano previsto l'esecuzione dell'inno in forma "ridotta", di soli 20 secondi. Ma gli spettatori a differenza della banda, hanno continuato.

Durante la gara si sono segnalati i gesti tecnici di Batistuta, Davids, Zola, Fiore, Montella e Delvecchio, Totti ha illuminato il duo d'attacco Inzaghi e Del Piero, che hanno miseramente fallito le occasioni gol avute a disposizione; a Del Piero sono stati indirizzati anche dei fischi.

Nel secondo tempo sono entrate le riserve, il ritmo è sceso e Bogdani ha graziato l'Italia nei minuti finali: solo in area ha tirato addosso a Buffon.

E' stata una magnifica giornata di sport, molti bambini dopo aver disegnato il logo del Giubileo in mezzo al prato, al momento dello "sciogliete le righe" sono corsi da una parte all'altra del campo, giocando, simulando una partita, con tiri, cross, sia singolarmente che in gruppo. Alcuni di loro facevano finta di tirare punizioni, rigori, ecc. , addirittura uno si è buttato dentro la rete simulando il pallone e rimanendoci anche incagliato. Incredibile ! Questo è il bello dello sport, che distribuisce gioia a tutti. Soltanto lo sport può far divertire tanto i bambini, desiderosi di giocare, e per i quali, come diceva Gesù: loro è il regno dei Cieli. Proprio a loro devono rivolgersi le nuove generazioni, istruendoli al contatto con quel meraviglioso meccanismo che Dio ha creato per l'uomo: la natura; in modo che possano esprimere tutta la loro spensieratezza, serenità  e creatività  .
For more info: Premi per andare alla fonte della notizia

Pietro Vultaggio