Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 22 Gennaio 2019, ore 23:56

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Calcio , SkSoggetto:Roma , Tipo Articolo:Voce del Direttore ,
,
a cura di Antonio Dir. Delle Site
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 1747 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 13 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato

Il derby è sempre il derby!

Roma-Lazio 1-1 2002-2003 Serie A

Id Article:677 date 8 Marzo 2003

Roma, Per questo centoventesimo derby di campionato la Roma solo all'ultimo recupera l'influenzato Totti (schierato dal primo minuto) e Cassano, grazie allo sconto di squalifica concesso della Caf, che inizialmente si accomoda in panchina insieme a Delvecchio, dato da molti come titolare, evidentemente non ancora in piena forma. Per la Lazio confermata la presenza dell'incerottato Mihajlovic e quella di Chiesa al posto di Lopez, anche lui alle prese con qualche linea di febbre.
La partita si infiamma subito; le due squadre fin dai primi minuti tengono alto il ritmo della partita e dopo appena 8 primi la Lazio va in vantaggio: pregevole lancio di Chiesa, Panucci sbaglia il fuorigioco e Stankovic, solo soletto, con un lob millimetrico evita l'uscita disperata di Pelizzoli realizzando la rete dell'1 a 0.
La Roma accusa il colpo e cerca di abbozzare una reazione senza però riuscire mai ad impensierire la porta di Peruzzi.
La manovra troppo involuta dei romanisti produce poco o nulla e il passare dei minuti non fa altro che accrescere tra i giallorossi il nervosismo per un risultato che rimane sempre uguale. Nell'occasione si sono rivisti per l'ennesima volta giocatori che, palla al piede, tentavano improbabili dribbling con il solo risultato di venire inevitabilmente e sistematicamente anticipati vanificando anche pericolose azioni offensive, e il povero Montella, spesso smarcato e in diverse occasioni inspiegabilmente ignorato dai compagni, smoccolare nei confronti di quello o di quell'altro compagno di squadra. La Lazio dal canto suo si limitava a controllare la situazione e mai come questa volta sembrava riuscirci a dovere.
Nella ripresa Capello toglieva Candela per inserire Super Marco Delvecchio disponendo la squadra con la difesa a tre e il centrocampo a cinque, mentre Mancini nel tentativo di sfruttare al meglio gli spazi sostituiva Chiesa con Lopez.
La Roma cominciava subito con la solita baldanza ma di tiri verso la porta biancoceleste ne arrivavavo veramente pochi: ad esclusione di due conclusioni di Totti sparacchiate in curva,l'unico che riusciva a centrare lo specchio era Lima, finalmente autore di una prestazione pienamente sufficiente. Era invece la Lazio che approfittando degli spazi si proponeva nella metà campo romanista con pericolose azioni di contropiede, che però non venivano sfruttate a dovere. Negli ultimi minuti veniva messo in scena il classico finale trilling nel rispetto di quel copione non scritto a cui però tutti i protagonisti fanno sempre riferimento e che non mancherà in settimana di alimentare numerose polemiche: Prima Capello sostituiva Montella con Cassano, poi il guardalinee annullava la rete del possibile 2 a 0 di Corradi per fuorigioco (passivo?!) di Couto e infine a due minuti dalla fine il buon Antonio da Bari tirava fuori dal cilindro un micidiale colpo di testa a palombella che si andava ad insaccare proprio nell'angoletto dove Peruzzi non poteva arrivare. Prima del fischio finale, inoltre,assistevamo all'immancabile scambio di scorrettezze tra Stankovic e Delvecchio, con la conseguenza che venivano entrambi espulsi dall'arbitro Messina, il quale...a detta dei laziali è stato troppo benevolo verso i colori giallorossi dato che nel primo tempo avrebbe dovuto ammonire Totti e prima del pareggio romanista avrebbe dovuto cacciare per doppia ammonizione Dacourt reo di una vistosa trattenuta a centrocampo. Resta comunque il fatto che per quello che si è visto il pareggio è il risultato più giusto; la Lazio una volta in vantaggio, forse anche per colpa delle fatiche accumulate in settimana con l'impegno in Polonia di Coppa Uefa, non ha saputo chiudere l'incontro dando quindi alla Roma la possibilità di pareggiare. La compagine di Capello sicuramente distratta dalla partita della vita che dovrà giocare martedì contro l'Arsenal, non ha saputo ripetere le prestazioni di Valencia e contro l'Empoli, ma ha comunque dimostrato di aver ritrovato grinta e carattere, doti indispensabili per un finale di stagione ancora tutto da giocare.




Antonio Dir. Delle Site