Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 20 Marzo 2019, ore 22:46

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Calcio , SkSoggetto:Roma , Tipo Articolo:Voce del Direttore ,
,
a cura di Antonio Dir. Delle Site
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 634 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 1 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato
L'arbitro racalbuto e Totti durante un deciso scambio di battute
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Disastro Racalbuto. La Juve ride, la Roma recrimina.

Roma-Juventus 1-2 2004-2005 Serie A
La Roma penalizzata oltremodo dall'arbitro perde la sfida con la Juve di Capello.

Id Article:6595 date 6 Marzo 2005

Roma,

Doveva essere la 'madre di tutte le partite', la rivincita che i tifosi aspettavano da questa estate ma alla fine le cose sono andate nel peggiore dei modi: con un furto perpetrato con la complicità del signor Racalbuto, direttore di gara assolutamente inadeguato a dirigere una sfida così importante e ricca di contenuti, e del suo assitente sig. Pisacreta, gurdalinee di lungo corso che ieri ne ha combinate di tutti i colori. Errare è umano ma perseverare è diabolico e ieri la terna arbitrale ha sbagliato quasi sempre nella stessa direzione, danneggiando quasi esclusivamente la Roma.

Il pre-partita.

Per questa occasione particolare il popolo giallorosso si era mobilitato riempiendo lo stadio in ogni ordine di posto nonostante il freddo, la pioggia e la grandinata che, poco prima della partita, contribuiva non poco a intasare ulteriormente il traffico veicolare intorno allo stadio.

Come accade per le grandi occasioni veniva allestita una suggestiva coreografia da parte dei tifosi giallorossi con un innumerevole quantità di striscioni dedicati agli odiatissimi Capello, Zebina ed Emerson.

Frecciate singole a tutti e tre ma anche molti riferimenti alla vicenda doping: si andava dai classici 'traditore', 'ti detesto', 'ti odio', 'vigliacco', 'coniglio' a quelli che andavano a scomodare personaggi storici come ' Capello, Zebina ed Emerson eredi di Giuda' a 'Capello, Badoglio suo fratello'. Sul doping: 'Guariniello bevete pure Capello', 'Juve squadra EPO..cale', 'Cepu, no c'EPO', 'Juve garantita marchio D.O.P.ing' e via dicendo.

Oltre agli striscioni tanti fischi per Zebina ed Emerson, specie quando toccavano palla, mentre per Capello tanti cori variopinti tutti quanti comuque sempre con lo stesso tenore.

Prima della partita doveroso il minuto di raccoglimento, scandito da un grande applauso, in onore di Nicola Calipari l'agente del Sismi ucciso in Iraq dopo aver liberato la girnalista rapita, Luciana Sgrena.
La gara.

Venendo alle formazioni Del Neri e Capello confermavano le formazioni previste alla vigilia: al tridente classico giallorosso con il rientro dopo la squalifica di Capitan Totti si contrapponeva quello juventino, inedito in trasferta, con dal primo minuto con Del Piero-Ibrahimovic-Zalayeta.

Fin da i primi minuti era evidente che in campo ci fosse molto nervosismo, si assisteva così ad una serie di fallacci da codice penale che comunque a parere dell'arbitro non meritavano sanzioni disciplinari.

Buona la partenza della Roma che si mostrava molto aggressiva, mettendo subito in difficoltà la Juve. Al 3' veniva annullata una rete di Montella per fuorigioco. Al 5' altra ghiotta opportunità per passare ma la conclusione a botta sicura di Ferrari, che aveva raccolto una respinta di Buffon, trovava il corpo di Emerson. Dopo altri 5' alla prima vera azione in avanti dei bianconeri arrivava le rete del vantaggio juventino con Cannavaro, che ribadiva in rete una respinta di Pelizzoli su colpo di testa di Ibrahimovic. Paccato che al momento di concludere a rete il difensore bianconero fosse in netta posizione di fuorigioco. Ne arbitro ne gurdalinee reputavano opportuno intervenire. La Roma subiva il colpo ma soprattutto i colpi degli avversari e i primi cartellini gialli arrivavano solo dopo uno scambio di colpi proibiti tra Zebina e Totti.

La Roma palesava i soliti limiti di gioco impattando contro le barricate bianconere; al 39' solo grazie ad una palla persa banalmente dalla difesa di Capello, Totti poteva confezionare un assit pregevole per Cassano che con un tocco morbido batteva Buffon e riportava la gara in parità . Ovviamente come accaduto la scorsa stagione a pagare l'esultanza del talento barese era la bandierina del calcio d'angolo presa a calci, che veniva prontamente sotituita da uno dei magazzinieri della Roma. I festeggiamenti però duravano poco. Al 41' Zalayeta,servito da Ibrahimovic in nettissima posizione di fuorigioco, veniva affrontato da Dellas fuori dall'area di rigore. Un fallo che forse tale non era, comunque fuori area e viziato da una precedente posizione di fuorigioco, veniva prontamente sanzionato dall'arbitro con un calcio di rigore.

Immediati i capannelli dei giocatori romanisti intorno al sig. Racalbuto ma soprattutto al gurdalinee sig. Pisacreta.

Montella urlava 'Il fallo era fuori area, non vedere solo bianconero', ma l'assistente era irremovibile e dopo circa tre minuti di chiacchere alla fine Del Piero siglava il rigore del 2 a 1 (tiro che andava ripetuto in quanto al momento della conclusione nell'area di Pelizzoli c'erano almeno 10 giocatori).

Prima della fine del primo tempo un ceffone di reazione ai falli subiti di Cufrè a Del Piero non veniva sanzionato, mentre come recupero venivano concessi solo 3 minuti per una partita oltremodo spezzettata e nella quali i minuti di gioco effettivi erano di 9 a favore della Roma e 7 di marca bianconera.

Stesse formazioni al ritorno delle due squadre in campo per il secondo tempo ma di li a poco sarebbero arrivano i primi cambi. Del Neri inseriva Mancini per De Rossi, mentre Capello si copriva tirando fuori Del Piero per Pessotto. La Roma cominciava con maggiore determinazione ma era la Juve ad avere al 55' la prima buona occasione con Zalayeta, nell'occasione Pelizzoli era bravo a parare il suo sinistro ravvicinato.
Del Neri le provava tutte: prima l'ingresso di Mancini (per De Rossi) per aumentare il potenziale offensivo giallorosso e poi la mossa della disperazione (dentro Corvia fuori Cufrè) ma nonstante tutto la Roma non riuscirà ad ottenere il meritato pareggio nonostante un paio di ghiotte occasioni terminate fuori di poco o neutralizzate da Buffon.

Il post-partita.

Alla fine della gara Totti protestava veementemente contro Racalbuto e dalla panchina giallorossa lo stesso tecnico Del Neri e Vito Scala, preparatore atletico del giocatore, dovevano correre per trattenere il capitano e portarlo via. Tra i più nervosi, nella gran calca di persone che si avviavano agli spogliatoi, anche Antonio Cassano, trattenuto ancora una volta dagli inservienti giallorossi come già alla fine del primo tempo.

Davanti all'ingresso della sala stampa sotto la tribuna Montemario si radunavano un centinaio di tifosi che intonavano slogan del tipo 'sapete solo rubare' e 'ladri, ladri', assembramento che prontamente veniva disperso dalle forze dell'ordine in divisa antisommossa. In sala stampa arrivava prima Fabio Capello che evitava accuratamente di esprimersi sull'operato dell'arbitro (lo stesso che quando qualche anno addietro arbitrò anche allora in modo scandaloso la Roma aveva portato l'allenatore a dire 'dopo certi arbitraggi viene voglia di fuggire all'estero'). Tante le domande sulla 'fuga da Roma' e sulle famose 'scelte di vita' che Capello cercava per quanto possibile di dribblare dando prova di essere un buon arrampicatore di specchi. Del Neri invece dopo esser stato bacchettato per le dichiarazione rilascita alla vigilia della gara, con una certa rassegnazione, incalzato sull'operato dell'arbitro diceva 'Certo che sono arrabbiato ed amaraggiato per l'arbitraggio di questa sera, ma cambia qualcosa se io mi indigno pubblicamente o meno? Certe rimostranze non spettano a me ma alla società che sono sicuro farà i dovuta passi nelle sedi più opportune'. E il fatto che alla Roma ancora manchi uno straccio di gioco?! 'Sto lavorando per la Roma con il massimo impegno per arrivare a conquistare un posto in Champions, nel quale ancora credo. Altre considerazioni le farò a fine stagione'.



Antonio Dir. Delle Site