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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 21:22

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a cura di Ekstroem

agricola e giraudo vicino ai loro difensori in tribunale durante la lettura della sentenza per il processo sul doping
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Depositata la motivazione della sentenza del giudice Casalbore

La sentenza e' lunga ben 300 pagine. Nei prossimi giorni il dettaglio

Id Article:6443 date 25 Febbraio 2005

Torino,

Nella giornata di ieri il giudice del Tribunale di Torino, dott. Giuseppe Casalbore, ha depositato le motivazioni della sentenza con cui, quattro mesi fa, era stata pronunciata la condanna a 22 mesi di reclusione per il medico sociale della Jucentus Riccardo Agricola.

E' d'obbligo precisare che, non avendo ancora ultimato la lettura del testo, particolarmente copioso, le parti che si riportano sono tratte dall'edizione odierna del Corriere dello Sport. Nei prossimi giorni vi daremo conto nel dettaglio del testo della sentenza.


La sentenza e' lunga ben 300 pagine, ma colpiscono, gia' ad una breve lettura, alcuni passaggi shockanti, come si evidenzia in frasi del seguente tenore: 'E' stata sicuramente acquistata l'EPO ed e' stata somministrata ai giocatori in forma acuta nei casi riguardanti Conte e Tacchinardi. Nelle altre circostanze e' stata somministrata in una forma cronica ai vari calciatori specificatamente presi in esame con un particolare riferimento a quelli destinati a uno sforzo piu' intenso e con particolari periodi rispetto ad altri'.
Il giudice, inoltre, non disdegna riferimenti alla dirigenza juventina, sostenendo che 'Agricola non puo' aver agito senza la preventiva approvazione dei suoi superiori se non altro per i gravissimi effetti che l'eritropoietina avrebbe comportato per la salute dei giocatori e per la responsabilita' disciplinare della societa' stessa'.
Tuttavia, il Giudice conclude, con riferimento alla responsabilita' dell'a.d. juventino, che 'la prova a suo carico non risulta completa e sufficiente. In mancanza di elementi diretti che possano almeno portare all'individuazione della forma utilizzata per i pagamenti relativi all'acquisto di epo, non si ritiene che possa essere affermata con certezza la responsabilita' dell'imputato Giraudo'.
Le reazioni non si sono fatte attendere,a cominciare dai legali della Juventus, i quali non hanno mancato di rilevare che mentre 'lunghe ed approfondite difese dei periti d'ufficio sono state riservate dal giudice nella sentenza, ci sono invece state poche risposte alle obiezioni presentate dai difensori'.
Il perito D'Onofrio, sul cui elaborato peritale sembrerebbe fondato il grosso della ratio decidendi della sentenza, invece, rileva come il suo lavoro sarebbe stato giudicato con obiettivita', affermando di essere 'stato ritenuto credibile e sono state ritenute valide le mie conclusioni', sottolineando come 'certe variazioni di emoglobina non potevano essere spiegate come un normale variabilita'. Era necessario dare altre spiegazioni che non fossero fisiologiche'.
Molta cautela, invece, traspare dagli ambienti istituzionali sportivi, nazionali ed internazionali, i cui commenti sono dominati dalla considerazione del fatto che la decisione e' pur sempre una sentenza di prime cure e non riveste ancora carattere definitivo.
Sono rimbalzate, invece, su tutti i giornali le dichiarazioni di un importante esponente del ciclismo, Francesco Moser, il quale ha sottolineato l'ingiustizia patita dalla sua disciplina. 'Cosa sarebbe accaduto - sottolinea l'ex corridore - se tali motivazioni fossero state accoppiate al ciclismo? La verita' e' che nel passato il doping e' stato un fenomeno che ha coinvolto tutti, ma alla fine ha pagato solo il ciclismo', sottolinando come proprio il ciclismo e' lo sport che piu' di ogni altro, in questi anno ha fatto passi da gifante nella lotta al doping.



Ekstroem