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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 23 Gennaio 2019, ore 07:16

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Confermato il tabù Olimpico in Champions

Roma-Valencia 0-1 2002-2003 Champions League

Id Article:634 date 18 Febbraio 2003

Roma, Volendo riassumere la partita in un detto potremmo dire che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. La Roma esce immeritatamente sconfitta dalla gara con il Valencia e con zero punti dopo tre gare si avvia mestamente verso una eliminazione che a questo punto sembra difficilmente evitabile. Le cose si erano messe male sin dalla vigilia in quanto alle già annunciate assenze di Marazzina, Dacourt, Samuel ed Emerson si aggiungevano quelle per infortunio di Totti e Candelà. Il Valencia non sembra poi essere una squadra trascendentale e la Roma con il passare dei minuti una volta prese le misure all'avversario sembra riuscire a condurre la partita. L'avvio sembra un po quello con il Brescia con la differenza che questa volta per Pelizzoli e compagnia c'è da lavorare un po di più. A centrocampo è vero che c'è poca fantasia con Tommasi, Lima e Guoigou ma anche tanta sostanza. Nel primo tempo l'azione più limpida capita a Delvecchio che alza di poco di testa da posizione favorevole; l'attaccante sembra essere in buona forma contrariamente al suo compagno di reparto Montella, che quando non viene anticipato, sembra avere un conto aperto con il pallone. Il Valencia si rende pericoloso solo con due tiracci da lontano sui quli l'estremo difensore romanista fa buona gurdia. Nella ripresa subito dentro Cassano per Montella e le cose sembrano mettersi meglio....ma come dicevamo la sfiga in agguato ne combina una delle sue. Prima il duplice infortunio in contemporanea di Delvecchio e Dellas sostituiti da Bombardini e Cufrè e poi nel finale quando la Roma stava crescendo e sembrava cominciare a maturare la convinzione di poter far suoi i tre punti (per poco Cafù non beffava Canizares) eccoti un autentico gollonzo stronca gambe. L'evanescente,fino a quel momento, Carew, lungagnone di nazionalità svedese ma di origini giamaicane, nel tentativo di crossare al centro si invetava un tiro cross che complice un colpo di sonnno improvviso di Pelizzoli spizzava il paletto e si adagiava in rete. Immeritatamente in vataggio il Valencia doveva solo limitarsi a controllare la partita, mentre una Roma con una formazione inedita, più da torneo estivo che da Champions League, non riusciva più a riprendersi nonstante l'impegno dei ragazzi in campo. Al triplice fischio del tedesco Stark, l'unica immagine che alleviava leggermente l'amarezza per una partita che sarebbe stato più giusto fosse finita almeno in parità, era vedere l'ex capitano Amedeo Carboni, per la prima volta avversario della sua ex squadra, sotto la sud a salutare i suoi vecchi supporters e quasi a scusarsi per una vittoria che rilancia il Valencia nel girone ma che per la Roma suona come una condanna pressochè definitiva, salvo miracoli.

Antonio Dir. Delle Site