Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 25 Giugno 2019, ore 23:47

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Calcio , SkSoggetto:Roma , Tipo Articolo:Voce del Direttore ,
,
a cura di Antonio Dir. Delle Site
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 1747 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 13 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato

Id Article:533 date 22 Ottobre 2002

Roma, La Roma si presenta all'Olimpico senza capitan Totti ma con le migliori premesse (4 vittorie di seguito era roba che non accadeva dai tempi dell'anno dello scudetto) per mettere una seria ipoteca sulla qualificazione al passaggio del turno. I primi 10 minuti sembrano promettere bene, con Cassano pimpante e vivace che fallisce di poco la rete del possibile vantaggio spedendo fuori di poco una comoda semirovesciata. L'impressione sembra quella che alla Roma possano bastare un paio di accelerazioni per archiviare la pratica e passare senza troppi patemi. Ma accade quello che non ti aspetti. Nel giro di pochi minuti su apparenti azioni di alleggerimento, il Genk prima impegna Antonioli in parata plastica su tiraccio di Dagano e poi coglie l'incrocio dei pali con Sonk. Da quel momento la partita cambia, con la squadra belga capace, passato lo sbandamento iniziale, di chiudere tutti gli spazi neutralizzando le punte e ibrigliando il centrocampo. Il portiere belga non viene impegnato mai seriemente e la partita si trascina tra gli sbadigli fino all'intervallo. Ad inizio ripresa Capello inserisce subito Montella per il "fuoco di paglia" Cassano, che dopo il promettente avvio non era riuscito ad imbroccarne una giusta. Il pallino del gioco è sempre nelle mani dei giallorossi che creano molto ma non riescono quasi mai ad essere pericolosi. Sintomatico come a metà ripresa per almeno 15 minuti la Roma schiacci la squadra belga nella sua metà campo senza però riuscire a impensierirne il portiere. Cafù e Candelà sulle fasce si danno un gran da fare ma con scarsi risultati difettando sempre in precisione,specie nell'ultimo passaggio; Batistuta,evanescente,si fa notare solo per leziose sponde all'indietro che permettono sistematicamente il riposizionamento della difesa avversaria; inoltre con la squadra belga chiusa a protezione del pareggio il movimento senza palla è praticamente nullo. Anzi è sempre il solito Dagano che si mangia l'occasione della vita trovandosi solo davanti ad Antonioli e calciando malamente tra le braccia di quest'ultimo. Capello dalla panchina nel tentativo di dare una scossa alla squadra decide di inserire prima il redivivo Guigou per Tommasi, e poi a 10 minuti dal termine Bombardini per Cafù. E' proprio l'ex rosanero (ma non poteva entrare prima?) a rendersi pericoloso scodellando a centro-area un paio di cross insidiosissimi. Purtroppo si capisce che non è serata quando su una di queste pennellate l'areoplanino in spettacolare semirovesciata trova coordinazione e potenza ma non l'angoletto giusto per insaccare. Alla fine è zero a zero, ma il rammarico per aver perso un occasione d'oro c'è tutto specie poi alla luce del pareggio tra Real Madrid e Aek Atene. Onore al Genk che era venuto a Roma per non perdere ed è tornato a casa con quanto desiderato. Forse si è fatta sentire la stanchezza di Empoli (per la serie "il tourn-over, questo sconosciuto"), forse la testa erà già al Derby di domenica o forse si è sottovalutato l'avversario; resta comunque il fatto che adesso la sfida con l'Aek diventa decisiva e a Madrid potrebbe costare caro non conquistare almeno un punto.

Antonio Dir. Delle Site