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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 20 Marzo 2019, ore 22:26

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Ritrovata la grinta ma non la testa!

Roma-Juventus 2-2 2002-2003 Serie A

Id Article:526 date 1 Dicembre 2002

Roma, Dopo il tumultuoso chiarimento di metà settimana, la Roma si presenta all'Olimpico con un prudente 4-4-2 : a sorpresa troviamo Sartor dal primo minuto e Montella in panchina. La Juventus, priva solo di Trezeguet, sfoggia una solida intelaiatura di ex-biancocelesti affidandosi ai vari Nedved, Di Vaio e, nel secondo tempo, Salas. La partita si mette subito bene e dopo nemmeno un quarto d'ora ecco arrivare la rete del vantaggio romanista con Totti, abilissimo a rubare il tempo al suo marcatore diretto, un fallossissimo Montero, e a trafiggere Buffon quasi dal dischetto del rigore. I bianconeri latitano e faticano a rendersi pericolosi, per contro la retroguardia romanista (su tutti Antonioli e Zebina) sembra poter controllare la situazione senza troppi patemi. Totti in versione Pallone d'Oro dà spettacolo e dopo aver servito un delizioso assist a Emerson, che volendo concludere di tacco si faceva deviare in corner il tiro a botta sicura da Ferrara, si ripeteva in occasione della rete di Cassano: delizioso tocco di tacco per il ragazzaccio di Bari vecchia che dopo uno scatto di 30 metri, saltava con un po di fortuna Buffon e concludeva a porta vuota realizzando il 2 a 0. Quando ormai tutti erano con la testa negli spogliatoi, nell'ultimo minuto di recupero del primo tempo Del Piero riusciva a dimezzare di testa lo svantaggio anticipando Emerson, per l'occasione suo marcatore diretto. Salvo questa madornale leggerezza, per il resto la Roma sembrava quella del passato e tutto lasciava ben sperare per la ripresa. Passano i minuti e la musica non cambia, la Roma si limita a chiudere tutti gli spazi neutralizzando gli avanti bianconeri e pungendo in contropioede dove Totti, da autentico faro guida sembra essere in grado di tenere in piedi da solo la baracca. Ad un certo punto si verifica un evento inaspettato: Capello decide di sotituire Cassano con Batistuta invece che con Montella. La Juve nel tentativo di recuperare offre molti spazi dove un giocatore con le caratteristiche dell'areoplanino avrebbe potuto fare sfraceli; sembrava quindi scontata la sotituzione, ed invece a scendere in campo è il vecchio e sempre più "moviolato" Re Leone. Lento, impacciato, in ritardo su ogni pallone, il vecchio Batistuta non ne imbrocca una giusta facendo recuperare qualche voto in pagella al povero Montero, fino a poco prima alle prese con il capitano giallorosso.Nemmeno l'ennesima invenzione di Totti, che lo libera solo davanti al portiere,ha gli effetti sperati, anzi, nell'occasione è Zambrotta a fare un figurone anticipandolo in angolo e sventando la minaccia. La Roma pur mantenendo il pallino del gioco va pian piano spegnendosi con il passare dei minuti, e il primo campanello d'allarme suona fragorosamente quando un (fino a quel momento) impeccabile Zebina decide di regalare a Di Vaio un comodo assist di testa che però la punta pensa bene di scaricare su Antonioli in uscita disperata. Purtroppo, come accaduto contro l'Inter, a meno di dieci minuti dal termine arriva l'ennesima doccia scozzese ad opera di Nedved, autore di un tiro "a voragine", per dirla alle Peo Pericoli, capace di risucchiare anche l'estremo difensore romanista. Sul 2 a 2 il nervosismo la fa da padrone e nell'ordine finiscono espulsi Candela e Birindelli per reciproche scorrettezze, e poi Totti per qualche parola di troppo detta all'arbitro, macchiando in questa maniera una prestazione superlativa. Questi episodi finivano per segnare l'incontro e, nonostante i 5 minuti di recupero, non accadeva più nulla fino alla fine. La nota positiva è che per un tempo la Roma è tornata ad essere quella che conoscevamo. Il rovescio della medaglia invece ci conferma che la Roma non sa più gestire il vantaggio accumulato, ha degli attaccanti che ormai segnano solo con il contagoccie e ha una difesa da zona retrocessione che almeno un goal a partita lo prende sempre. Questa sera impegno e grinta non sono mancati, quella che invece è venuta meno è la testa, non solo nella gestione della partita, ma sopratutto quando nel finale sarebbero servite tutte le energie per poter tentare il forcing finale. Continua quindi la crisi di risultati, e osservando la classifica viene il magone........la Roma è a -10 dalla Lazio, prima in classifica, ed ha gli stessi punti di Empoli e Perugia. Inoltre il calendario non agevola il compito: prima la Coppa Italia dove la compagine capitolina affronterà la Triestina, una delle formazioni più in forma della serie B, poi sabato sera la trasferta di S. Siro con il Milan (dove saranno assenti per squalifica Totti e Candela), poi la sfida di Coppa contro l'Ajax e infine la Reggina in campo neutro. Sicuramente non sarà agevole ma rinviare ulteriormente l'appuntamento con i tre punti potrebbe rivelarsi assai problematico per il prosieguo dell'intera stagione.

Antonio Dir. Delle Site