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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 26 Agosto 2019, ore 03:34

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Id Article:524 date 16 Novembre 2002

Roma, Si allunga in maniera abnorme la serie di pareggi che la Roma riesce a collezionare dopo aver dominato la gara.... Sicuri assenti in casa romanista, il capitano e Candela. Sulla preannunciata assenza di Totti, Cuper aveva detto che sarebbe stato più facile vincere contro una Roma senza il suo giocatore più rappresentativo, ma da quello che si è visto all'Olimpico, le cose sono andate ben diversamente da quanto prevedeva l'ex trainer del Valencia. Ad esclusione di un tiro parato ad Okan in avvio, l'Inter per tutto il primo tempo non riusciva ad imbastire un azione d'attacco degna di questo nome, eppure lì davanti...ci sono un certo Vieri ed un certo Crespo. La Roma quando attacca mette paura, la difesa interista in più occasioni sembrava sul punto di capitolare ma per questione di centimetri prima Montella e poi Cassano (autore di numeri di alta classe calcistica da applausi a scena aperta) non riuscivano a realizzare la rete del meritato vantaggio. L'inter si affidava quindi al contropiede senza riuscire comunque a combinare molto. Il primo tempo si chiudeva così sullo zero a zero, e oltre alle numerose occasioni giallorosse c'erano solo da segnalare le sfortunate e premature uscite dal campo di Materazzi e Delvecchio per infortunio. Nella ripresa,al primo vero affondo, un pallone stregato si rifiutava di uscire dall'are romanista finendo sui piedi di Morfeo che al primo vero tiro in porta realizzava il goal del vantaggio. Come avrebbero reagito all'immeritato svantaggio gli uomini di Capello? Fortunatamente nel migliore dei modi, e nel giro di un paio di minuti arrivava la rete del pareggio di Montella. Di li a poco Don Fabio decideva di far tirare il fiato a Cassano inserendo il Re Leone,che già dal primo pallone toccato dava la sensazione di voler lasciare il segno sull'incontro. Pochi minuti dopo, su pregevole assist di Guigou, al volo e di piatto destro, Batistuta realizzava una delle reti più belle in maglia giallorossa lasciando Toldo di sasso. La veemente reazione dei neroazzurri tardava ad arrivare,e la Roma con un ritrovato Zebina ( con gli attenti Aldair e Samuel) sembrava poter controllare le cose fino alla fine. Purtroppo su mischia a tre minuti dal termine, Okan trovava l'insperata rete del pari senza che l'Inter avesse fatto molto per meritarlo. Al triplice fischio di Racalbuto, a cui va il merito di aver oltremodo innervosito i romanisti fischiando fallo sistematicamente solo a certi giocatori e sorvolando invece su vistosissime trattenute degli interisti tra cui una colossale su Montella in piena area di rigore, volavano parole grosse e si sfiorava la rissa. La Roma, pur avendo meritato la vittoria, si trova con un pari inutile, e sempre a meno sette punti dalla vetta. La nota positiva invece è che la squadra pur priva di Totti, ha giocato una partita gagliarda e senza timori reverenziali. Adesso però non è più possibile perdere altro terreno; la lotta per lo scudetto, ma anche per un posto in Champions, rischia di complicarsi terribilmente, a meno che non si verifichi l'improbabile ipotesi che le altre li davanti non comincino a perdere colpi. Ma piuttosto che sperare nelle sconfitte degli altri sarebbe bene riacquistare quella cattiveria sotto porta, l'unica cura capace di sconfiggere la "pareggite" che ormai da circa un mese sembra affligere la compagine capitolina.

Antonio Dir. Delle Site