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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 20:21

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a cura di Dario D'agostino
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Zeman sorridente seduto in panchina
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Zeman invita i suoi a non pensare solo alla salvezza

Ancora una volta il Boemo si dimostra diverso e migliore dei suoi colleghi

Id Article:5119 date 6 Dicembre 2004

Roma, Il 3-2 contro il Livorno è un successo che dà al Lecce un'indispensabile boccata d'ossigeno, poichè porta i giallorossi a 20 punti, quindi a metà strada del percorso salvezza, quando mancano ancora 5 gare al termine del girone d'andata. Il Lecce viaggia, pertanto, a ritmi superiori al ruolino di marcia programmato ad inizio anno. Il suo tecnico, però, vuole che i suoi ragazzi e tutto l'ambiente non pensino come sempre...solo alla salvezza. A mio avviso si deve leggere nelle dichiarazioni nel mister la volontà di inculcare nei suoi uomini una mentalità che sia sempre vincente, non solo quando la difficile situazione in classifica, come fino ad ieri, impone un successo, ma anche quando la posizione in campionato è più tranquilla. Il Lecce, infatti, ha nel suo DNA la lotta per non retrocedere perchè questo è da sempre il suo obiettivo. Quando questo traguardo sembra raggiunto, la squadra, sazia e priva di stimoli, "giochicchia" e magari fa anche spettacolo, come nella folle gara contro l'Udinese, ma, mancando di rabbia e cattiveria agonistica, inevitabilmente finisce per perdere, spesso a causa di errori banali. Insomma ancora una volta Zeman, da maestro di calcio qual'è, ha dato una lezione ai suoi colleghi, in particolare ai vari Guidolin e Novellino,allenatori che siedono su panchine di squadre medio-grandi, dalle ambizioni e dai mezzi sicuramente superiori a quelli del Lecce, visto che sono costruite per centrare quantomeno un posto in Uefa. Questi tecnici per tutto il campionato ripetono sempre lo stesso ritornello: 'Noi dobbiamo prima di tutto pensare a salvarci!'- Ed i tifosi mugugnano perchè loro vogliono sognare, vorrebbero riempire la squadra di entusiasmo ma c'è in panchina il solito allenatore che li riporta coi piedi per terra. Ma la vera assurdità di questo teatrino è che se queste squadre incappano in un momento difficile, il tecnico dichiara: 'Ve l'avevo detto che dovevamo prima di tutto pensare a salvarci!'- E no, caro Guidolin, La colpa non è dell'ambiente ma è dei tecnici, come insegna Zeman. Se si dà alla squadra come obiettivo la salvezza, i giocatori saranno determinati fino a quando tale traguardo sarà in bilico; quando, invece, sembrerà ormai raggiunto, inevitabilmente le motivazioni verranno meno ed inizieranno i problemi.Un ragionamento che non fa una piega e che stravolge un comune e complice modo di pensare. L'ennesimo pensiero fuori dal coro. Non si smentisce mai, è sempre lui. Semlicemente Z.Z.

Dario D'agostino