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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Giovedi 27 Giugno 2019, ore 02:08

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Micci intervistato da Erlupacchiotto
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La Voce giallorossa


Id Article:463 date 31 Gennaio 2003 Dichirazione di: Marcello Micci

Roma,

Marcello, come è nata la tua passione per i colori giallorossi? La passione nasce ai tempi della scuola, quando frequentavo il Cristo Re, avevo dieci-undici anni, per un fatto spontaneo, naturale: un giorno ci chiesero per che squadra tifavamo e io senza il minimo indugio risposi " per la Roma".

Quasi un'illuminazione celeste.......... Direi di si, non saprei proprio come spiegarti, ricordo che un professore mi chiese per chi parteggiavo e a me venne spontaneo rispondere "Io sono della Roma".

Quale è il ricordo più bello e quello più triste legato alla Roma? I ricordi belli sono tanti e non necessariamente sono legati ad una vittoria. Ci sono momenti di aggregazione allo stadio che possono essere un bellissimo ricordo, così come per me il ricordo più bello rimane sempre la vigilia di una partita...e ti lego a questo anche il ricordo più triste: la fine di una partita che mi delude o sul piano della risultanza numerica o sul piano dell'impegno delle squadra.

Tra i giocatori del passato e tra quelli di oggi chi ti ha rapito il cuore da un punto di vista umano. Per quanto rigurda il piano umano devo dirti che raramente nella Roma ho visto delle "carogne", probabilmente perché è proprio l'ambiente, la città, la tifoseria, che ti porta a dare il meglio di te. Per il presente non faccio fatica ad indicarti come esempio da seguire Francesco Totti, per il passato il primo nome che mi viene in mente è il mitico capitano del secondo scudetto Agostino Di Bartolomei.

Venendo alla Roma di oggi cosa credi che sia mancato alla squadra fino ad ora? La volontà di tutti coloro i quali compongono la rosa tecnica ad essere al vertice della classifica e per volontà intendo quello che ogniuno dovrebbe mettere nel momento in cui si dedica al lavoro di calciatore e che io credo sia venuto meno dopo lo scudetto vinto. Personalmente mi vado sempre più convincendo che si sarebbero dovuti vendere alcuni giocatori rimpiazzandoli con altrettanti campioni. Capisco che questa è una tesi alquanto difficile da far accettare a noi tifosi che ci affezionimamo, ci abituiamo e spesso rimpiangiamo coloro che vanno, ma credo che questa ormai sia diventata una regola dalla quale sia impossibile prescindere se si vuole continuare a vincere. Personalmente subito dopo lo scudetto avrei ceduto tre-quattro giocatori tipo Cafù, Batistuta e forse Antonioli e avrei investito quelle cifre acquistando dei validi sostituti. Nel calcio di oggi la strada per la vittoria è questa e di esempi da poter citare nel calcio moderno ce ne sono tanti.
Nel calcio di oggi la strada per la vittoria è questa e di esempi da poter citare nel calcio moderno ce ne sono tanti.

Facendo riferimento alla tua ultima osservazione in tanti indicano i mali della Roma di oggi in carenze antiche a cui non si è riusciti a porre rimedio, mettendo sul banco degli imputati la campagna acquisti. Qual è il tuo parere in proposito? Ti faccio solo due nomi che in estate erano della Roma e che poi sono finiti altrove: Camoranesi e Mutu. Mi è capitato di intervistare entrambi almeno un paio di volte per sentire le loro impressioni e la loro volontà di venire a Roma ed entrambi mi hanno detto che sarebbero venuti qui anche a piedi pur di giocare nella squadra giallorossa. Puoi ben immaginare la mia sorpresa quando non vennero acquistati e, non a caso, Camoranesi e Mutu sarebbero stati sicuramente due valide soluzioni per risolvere i problemi della squadra. Personalmente non credo alla campagna acquisti di gennaio perché la stessa può portare soltanto dei rattoppi, tipo quelli che noi abbiamo avuto in sotanza questa estate, lamentandocene ora. L'innesto di Dacourt a centrocampo rappresenta senza meno una nota positiva ma per il futuro si dovrà pensare a rafforzare a dovere sia la difesa che l'attacco.

: Facendo una similitudine con il ciclismo la Roma di quest'anno sembra più portata per le grandi classiche più che per le gare a tappe! Tu che opinione hai in proposito? Certo fino ad ora la Roma non ha brillato, ma alla fine del campionato mancano ancora tante partite ed in passato siamo stati abituati a vedere squadre che ormai sembravano tagliate fuori per la corsa scudetto, che grazie a fenomenali recuperi sono state in grado di smentire ogni previsione. Sono convinto che la squadra avrebbe avuto nelle sua corde tutte le potenzialità per recuperare ma ormai il distacco dalla vetta è notevole e questo non solo per colpa della Roma.

: Ovvero...... Mi riferisco a certi arbitraggi a dir poco disastrosi che nei momenti topici hanno contribuito ad affossare ulteriormente qualsiasi possibile ripresa. Se facciamo un raffronto tra quanto affermato in tempi non sospetti proprio dal presidente Sensi con la sitematicità con cui i vari torti arbitrali sono stati distribuiti, mi risulta molto difficile pensare a semplici eventi casuali e basta.

Quale calciatore italiano e straniero ti piacerebbe vedere con la maglia della Roma? "Io ho due pallini fissi Bonera come calciatore italiano e Giggs come straniero. Il primo ritengo che abbia dei margini di miglioramento enormi e poi considerando che qui a Roma giocherebbe accanto a Samuel tutto mi lascia presagire quanto lo stesso potrebbe migliorare. Giggs invece è un atleta che a me piace molto; i miei amici opinionisti mi dicono che è abbastanza discontinuo e con qualche problema fisico ma se dipendesse da me lo comprerei comunque. "

Un giocatore del vivaio che secondo te avrà un grande futuro. Di promesse credo che ce ne siano diverse. Ferronetti, Aquilani, De Rossi solo per citarne alcuni ma anche Lanzaro e D'Agostino, anche se su quest'ultimo bisogna ancora vedere se poi alla fine, una volta risolta la conproprietà con il Bari, ritornerà alla Roma o meno.

Tra cento anni chi vedresti bene sulla panchina giallorossa, un tecnico giovane ed emergente tipo Zeman o Del Neri o uno navigato e astuto del genere Mazzone o Trapattoni? Per quanto mi riguarda sono fermamente convinto che per la Roma necessariamente occorra un allenatore di grande personalità, di grande polso e di grande carattere. Quando i campioni già ce li hai devi saperli gestire e motivare a dovere mentre quando non li hai devi essere in grado di dare un gioco alla squadra e questa è la storia dei Zeman, dei Del Neri e dei Cosmi, bravi a riuscire ad ottenere il massimo da squadre di provincia ma poi in difficoltà nel gestire piazze importanti. Pertanto nel dover gestire i campioni che la Roma annovera io vedo bene un uomo che sappia parlare ai giocatori, che li sappia far tacere quando necessario ma sappia andare loro incontro quando questi si trovano in difficoltà. Un nome su tutti per me è Louis Felipe Scolari.

Quando hai deciso di intraprendere la carriera di conduttore radiofonico? Quando mi è stata fatta una offerta in merito. Dopo aver fatto per venti anni il dirigente d'azienda ho cominciato a fare radio per diletto, per un mio hobby. L'operazione si è dimostrata più che soddisfacente sia per me, in quanto il mio intento era quello di divertirmi, ma ancor più per chi mi ascoltava e questo ha fatto si che poi si concretizzasse l'offerta di cui parlavo prima.

Come riesci a coniugare l'imparzialità del giornalista con l'amore cieco del tifoso? Nel mio caso non è certo una missione impossibile: essendo un tifoso e vivendo di passioni sono spontaneamente avviato a vedere le cose con un ottica vagamente alterata ma per come sono fatto io è difficile che mi distacchi dalla verità e quindi da come stanno realmente le cose. Ti confermo poi la tesi che facendo le cose per diletto si è più liberi ma soprattutto più obiettivi. Io in qualunque attività mia non potrei mai prescindere dalla libertà intellettuale. Purtroppo questa è una virtù che ha un prezzo molto alto e quindi resta da vedere solo se si è in grado di poterne pagare il prezzo, in tutti i sensi.

Le tue sensazioni quando per la prima volta hai condotto su Radioincontro una tra le trasmissioni più seguita nella capitale lagate alla Roma. Semplice. Mi sono seduto di fronte ad un microfono ed ho cominciato a parlare, con l'incoscienza di chi fa le cose onestamente.

L'episodio più divertente da quando conduci la trasmissione. La telefonata di Walter un signore di 65 anni di Trastevere che dopo aver ascoltato e apprezzato i numerosi brani Jazz che regolarmente inserisco nella mia trasmissione mi ha detto " A Marcè, se me dicevano che all'età mia me sarebbe piaciuta sta musica me sarei fatto na gran risata. Ma dopo avella ascoltata te devo di che non solo me piace, ma che me so annato a compra un disco de Ella Fitzgerald, e mo me devi da altri due-tre autori che me devo comprà un altro po de dischi".

: Qual'è il tuo rapporto con i mezzi di comunicazione: radio, Tv, carta stampata, internet? Abbastanza conflittuale in quanto riferendomi a quella libertà di pensiero di cui ti dicevo prima , io dico sempre quello che penso anche in merito a chi scrive o a chi esprime la propria opinione in tv o alla radio. Questo naturalmente può costare delle inimicizie. Se tu mi fai una critica ed è corretta io non ti considererò mai come un nemico ma come una persona che mi da l'opportunità di migliorare e di crescere. Questo purtroppo non accade nel mondo della comunicazione sportiva romana dove più si è scarsi e più si è suscettibili.

Nella stessa radio lavorano colleghi che tifano per altre squadre. Ogni tanto qualche sfottò ci scappa? Certo! Per quanto riguarda l'esercizio degli sfottò credo che non si possa prescindere dall'arguzia e dall'ironia, doti che se tu hai puoi affinare e perfezionare a getto continuo. Se invece tali caratteristiche vengono a mancare diventa una noiosa ripetitività che non solo ti fa perdere l'attenzione dell'ascoltatore ma che riesce a mal disporre anche quei pochi che restano a sentirti.

Ogni tanto intorno alla Roma vengono realizzati dei presunti scoop senza alcuna fondatezza che comunque creano turbativa intorno alla squadra. Non sarà che ci sono troppi sedicenti "Giornalisti" a seguire le faccende di Trigoria? Essendo i palinsesti romani improntati per un 80% sulle vicende della Roma e della Lazio puoi ben capire come per nutrire gli stessi nell'arco delle 24 ore a volte sei costretto ad attaccarti al nulla nel disperato tentativo di trasformarlo in qualcosa di concreto. Alla fine però, come è ovvio che sia, resta soltanto il nulla che poi viene dato in pasto a chi ascolta con un conseguente abbassamento generale del livello della qualità dell'informazione.

La perla giornalistica di cui vai orgoglioso? Forse l'intervista in esclusiva al presidente Sensi di cui ha parlato tutta Italia? "Prima ancora, forse, la presenza di Batistuta ai microfoni di una radio privata; cosa mai accaduta e che credo non accadrà più in futuro!"

: Ad un giovane che vorrebbe fare il giornalista che consiglio daresti? Di essere sempre se stesso e di mantenere sempre una caratteristica propria. Uno dei drammi di chi popola le radio oggi è la ripetitività degli argomenti, la ripetitività del lessico, la ripetitività nel riportare in maniera cosciente o incosciente quello che si ascoltato in precedenza senza verificare la bontà di quanto si va dicendo. Allora il consiglio non può essere che uno solo: di quello che pensi se hai qualcosa da dire, ma se non hai nulla da comunicare allora cambia lavoro.

Chi è stato il modello a cui ti sei ispirato? Un modello vero e proprio non c'è stato ma per fare il mio lavoro mi sono nutrito, e continuo a farlo, dei Vaime, dei Boncompagni, dei Mirabella e perché no di Ernesto Basignano.

A quale collega daresti il premio cronista dell'anno per meriti sportivi? Sempre e comunque a Gianni Mura, nella speranza che Dio ce lo conservi a lungo negli anni.

: E una giovane promessa del giornalismo romano? "Ti faccio un nome su tutti: Paolo Ciarravano. Tu dirai perché lavora con me!? Ma ci sono anche altri che lavorano con me alla realizzazione del programma; io però su Ciarravano sono pronto a scommettere più di un penny!"

: Che passioni hai oltre al calcio? Su tutti il Jazz per il quale ho vinto una scommessa tra le più impervie, quella di far conoscere, apprezzare e amare questo fantastico genere musicale, che il grande Louis Armstrong ha definito la musica dell'uomo, a chi ne ignorava l'esitenza. Averglio proposto nella maniera più semplice e diretta, raccontando anche storie e aneddoti legati alla vita di alcuni dei Jazzisti più apprezzati, e quindi riuscire ad ottenere un buon successo facendo conoscere agli altri una tra le mie più grandi passioni, come puoi ben capire, è motivo per me di grande felicità.

: Hai qualche sogno nel cassetto? Quali progetti hai per il futuro? Entrambi sono legati l'uno all'altro: una vita migliore per tutti specialmente per chi vive in Italia riprendendo un po l'utopia di Tommaso Campanella che era arrivato a teorizzare la "città del sole".

: Una domanda che vorresti ti facessimo e che non ti abbiamo fatto.......... Se si può migliorare il mondo della comunicazione romana. Per me la risposta è ovviamente si e in tale ambito diventa fondamentale il ruolo dell'editore. Editori migliori sono l'unico modo per migliorare la qualità dell'informazione. L'editore che fa dell'onestà uno stile di vita nella ricerca dell'informazione inevitabilmente incontra la qualità della stessa e farà quindi in modo che chi lavora per lui persegua gli stessi fini con la medesima determinazione. Ripeto la cattiva stampa è diretta conseguenza di cattivi editori.

: Quindi nell'ottica della ricerca continua della qualità va inserito l'ingresso tra i collaboratori del tuo programma di Dario Brugnioli, fino a poco tempo fa capo ufficio stampa dell'A.S. Roma. Credo che il contributo che Brugnoli potrà fornire si vada ad attestare sulla stessa lunghezza d'onda di quanto già da tempo stanno facendo alcuni dei suoi colleghi quali Roberto Renga, Gianfranco Giubilo, Rino Tommasi e tutti gli altri opinionisti (mi scuso fin da ora con quelli che non ho nominato) che popolano la mia trasmissione, ovvero offrire un ulteriore arricchimento ad un informazione già importante.

: Che messaggio vuoi inviare ai tuoi fans che leggeranno questa intervista? "Ai miei fans dico che mai lesinerò il mio impegno affinchè si possa stare insieme per quattro ore la mattina all'insegna della nostra comune passione che è la Roma. Il messaggio che io mando è di avere tanta fiducia in questa società e in chi la presiede e la governa, ovvero il presidente Francesco Sensi. Non credete quindi a chi va dicendo che Sensi vuole vendere la Roma; la famiglia Sensi non lascerà mai la Roma e i criteri affinche questa continuità venga garantita nel tempo sono già in essere sia per quanto riguarda l'aspetto anagrafico sia per quallo che concerne l'avvenire economico."

Un consiglio alla redazione del Lupacchiotto per migliorare il sito. Sinceramente sono rimasto molto ben impressionato dalla vostra puntualità nell'aggiornare il sito e dalla vostra serietà che ho notato da alcuni piccoli indizi indispensabili, a mio avviso, per individuare le grandi persone. Sono stato particolarmente colpito dall'educazione con cui contattate la gente e la discrezione con la quale andate ad occupare il loro tempo. Quindi se vi devo dare un consiglio vi invito a mantenere questo stile che, per quanto mi rigurda, oggi, rappresente un ottimo biglietto da visita.

Per concludere che saluto mandi ai lettori de Er Lupacchiotto? Ai vostri lettori, tra i quali mi annovero, dico: godiamoci questo rinnovato sito che così seriamente porta avanti un'informazione da mettere nella bacheca delle cose preziose e facciamo sempre in modo che con il sostegno di noi lettori non manchi mai lo lo stimolo ad un miglioramento continuo.


Antonio Dir. Delle Site