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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 26 Giugno 2019, ore 00:28

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Capodaglio con erlupacchiotto
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Un tifoso privilegiato, giornalista per hobby

Ristorante Da Albino sulla via del Mare, all'altezza dell'ippodromo di Tor di Valle, una squisita cena a base di pesce: è in nostra compagnia il giornalista laziale Franco Capodaglio, accompagnato dalla moglie Carla di fede giallorossa. Vi starete ch

Id Article:378 date 28 Giugno 2002 Dichirazione di: Franco Capodaglio

Roma,

Ristorante Da Albino sulla via del Mare, all'altezza dell'ippodromo di Tor di Valle, una squisita cena a base di pesce: è in nostra compagnia il giornalista laziale Franco Capodaglio, accompagnato dalla moglie Carla di fede giallorossa. Vi starete chiedendo i motivi che ci hanno indotto ad intervistare un laziale: ebbene trattasi di una persona squisita, a cui piace lo sport e parlarne serenamente. In lui (ovviamente fede sportiva a parte) ritroviamo molti ideali del sito, uno su tutti: l'amore per il calcio!
Nonostante la sua lazialità, Franco Capodaglio è molto stimato da una vasta fetta di tifosi giallorossi, raccoglie consensi umani e professionali sia per la sua simpatia che per la capacità di sdrammatizzare sulle sconfitte ed esultare senza esagerare, senza cadere nel volgare e nelle offese, nel momento delle vittorie della sua Lazio.
Ha una famiglia, un lavoro che lo entusiasma, ma ha intrapreso la strada del giornalista, sospinto dalla passione e dal desiderio di stare accanto ai suoi  beniamini, ai quali non nasconde il suo tifo. Oggi molti giornalisti temono ripercussioni professionali se ammettessero pubblicamente la squadra per la quale tifano, quando sappiamo tutti che ognuno ha una squadra del cuore, anche se a dire il vero ce ne sono alcuni che cambiano squadra troppo di frequente; ma loro non hanno nulla a che vedere con lo sport..... ma bando alle ciance e prima che il cameriere ci cacci dal ristorante per la chiusura serale cominciamo la nostra raffica di domande...........

Prima di tutto un ringraziamento ad Alfio Russo, ideatore e conduttore della trasmissione Calcio e Pepe, dove Er Lupacchiotto ha conosciuto personalmente Franco Capodaglio.  

CHI E' FRANCO CAPODAGLIO

Come hai fatto a diventare laziale ?
Mi sono innamorato di quei colori appena li vidi. Avevo 7 anni, era il 1961, mio padre ed i suoi amici, tutti giallorossi, mi portarono a vedere il derby di ritorno (l'andata era termianta 4-0 per la Roma, ma non lo sapevo). Come segnò la Lazio esultai, mio padre accanto a me rimase stupito, mi dette uno sbuffetto, e mi disse 'Ma che fai il tifo per la Lazio?'. Io non risposi subito, ma chiesi 'Chi sono quelli con la maglia biancoceleste'? Lui mi rispose 'La Lazio' ed io replicai 'Allora io tifo per la Lazio!'. Da quel momento divenne la mia sqaudra, che non avrei più abbandonato. Dimostrai subito un tale attaccamento che mi misi contro tutto e tutti,  come poi nella vita ho sempre fatto per difendere le mie idee. Per la cronaca quel derby lo vinse la Lazio 2-1 grazie ai due gol di Rozzoni, purtroppo al termine della stagione retrocedemmo in B.


Ti definisci 'Un tifoso privilegiato, giornalista per hobby'; per te si tratta di un vincolo o di un pregio?
Sicuramente un pregio: ho la possibilità di avvicinare i giocatori e in alcuni casi anche di stringere amicizie sincere con loro. Certo il ruolo di giornalista mi impone di raccontare le cose come stanno e questo non è sempre facile. Per esempio nel caso un giocatore mi facesse in amicizia una confidenza scottante (ed è accaduto), la mia morale mi impedirebbe di cercare lo'scoop' ad ogni costo. Se rivendermi delle confidenze personali significa perdere un amicizia, allora preferisco conservare l'amicizia. Il fatto di vivere come hobby il giornalismo mi aiuta in ciò.

Come si concilia il tuo 'hobby' con la famiglia ?
'Fattelo dì dà mi moje'.
La moglie Carla ci risponde con un meraviglioso sorriso e ci confida che è contenta nel vedere il proprio marito felice e soddisfatto, anche se questo a volte pesa nella vita familiare. Subito arriva la conferma di Franco.
Si è vero per amore della Lazio ho fatto cose folli.
Programmai la data del mio matrimonio in base ai suoi impegni, la domenica che mi sono sposato ricordo che la Lazio giocava in trasferta a Foggia. Inoltre programmai il viaggio di nozze 3 giorni dopo perch' il martedì c'era la partita all'Olimpico per festeggiare il ritorno di Chinaglia con i Cosmos, mentre la domenica successiva si disputava Lazio-Rimini (una delle squadre più scarse del campionato). Speravo di non perdermi nulla, confidando in un successo striminzito, così fù: la partita terminò 1-0 ed è stata una delle poche che mi sono perso.

E che ci dici di Foggia-Lazio durante il pranzo di nozze ?
Ricordo che mentre ci scattavano le foto con gli invitati, alcuni amici esultavano per i gol della  Roma, che quel giorno vinse 4-2 a Milano contro l'Inter. La Lazio invece mi fece soffrire, dato che vinse solo negli ultimi minuti per 0-1. Era il 26 ottobre 1980, ma a me sembra ieri.

Qualche altro episodio da raccontare brevemente ?

Al battesimo di mio figlio Giorgio, arrivai in ritardo, perch' ero stato allo stadio; arrivato in chiesa, riuscii a prendere mio figlio in braccio giusto in tempo per l'arrivo del prete.

 

DERBY
Il derby più bello ?
Quello vinto per 1-0 con gol di Di Canio. Si tornava dalla serie B e in formazione c'erano ben 4 Primavera. Ma non posso neanche dimenticare il primo derby di cui ho curato la radiocronaca, quello vinto per 1-0 con gol di Signori su rigore, concesso dopo il fallo di mano di Lanna nel finale.

Il derby più brutto ?
L'ultimo, la sconfitta per 1-5 è stata umiliante.

Quello che ti ha regalato maggiori soddisfazioni ?
Il derby vinto per 2-1 nell'anno dello scudetto, con la splendida punizione vincente di Veron, lì capii che avremmo vinto il campionato.

Quello che ti ha fatto più male ?
La sconfitta per 0-1 nell'anno dello scudetto giallorosso, soprattutto per l'autogol di Negro, per l'amicizia che mi lega a lui.

Parlando di derby, sia per i giallorossi che, soprattutto, per i laziali, il momento più triste è stato quello vissuto il 28 ottobre 1979 con la tragica uccisione di Paparelli. Perch' si giocò comunque in quel clima ?

L'arbitro decise di far giocare quella partita per motivi di ordine pubblico: per evitare possibili scontri tra tifosi, che probabilmente ci sarebbero stati se tutti fossero usciti in quel momento. L'impressione generale fu che l'arbitro d'Elia di Salerno fece di tutto per far terminare la partita 1-1 (con 2 gol annullati alla Lazio per fuorigioco), nonostante la Lazio, sapendo quanto era accaduto, giocò in maniera molto determinata. Ma ormai a pochi interessava il risultato.

Un gioco in una tragedia! Assurdo!

Abbiamo letto a tal proposito e invitiamo i nostri lettori a fare altrettanto un tuo editoriale scritto proprio in quel periodo sull'evento. Vuoi raccontarci qualcosa ?
Nello scriverlo non volli calcare la mano, per non riscaldare ulteriormente gli animi, anche se non scorderò mai il boato dei giallorossi quando il razzo colpì mortalmente Paparelli. Già al derby seguente mi aspettavo delle scuse, anzi iniziai ad ascoltare il coro '10, 100, 1000 Paparelli'. Ti confesso che sono diventato anti-romanista per quello che ho visto e sentito sugli spalti della Roma.
Terribile.

Prima di allora come era il tuo rapporto con la tifoseria giallorossa ?

Il rapporto era buono. Pensate che negli anni Settanta andavo allo stadio tutte le domeniche con i miei amici, una volta a vedere la Lazio, la domenica seguente la Roma.

Era un clima di festa, proprio come dovrebbe essere vissuto lo sport, credi che un domani si possa ritornare a quel clima ? Hai qualche suggerimento in proposito?
Credo che non si tornerà più a quel clima, che ormai sembra relegato dove c'è del sano dilettantismo. Prendiamo ad esempio il rugby. In quello sport durante la partita te le puoi dare di santa ragione, ma poi alla fine tutti tornano ad essere amici e ci si stringe la mano. Questo nel calcio non è più possibile: ormai è tutto un grande 'businnes' fatto da grandi aziende, che mirano solo ad incrementare i profitti senza curarsi delle conseguenze.

Però sul caso Paparelli dei ravvedimenti ci sono stati!
Fortunatamente si. Oggi la situazione è profondamente mutata in meglio, dato che la curva della Roma, anche se dopo ben 22 anni, ha reso onore a Paparelli con una serie di  striscioni esposti durante gli ultimi derby. Significativa è stata anche la deposizione della lapide in suo onore che ha visto coinvolte entrambe le tifoserie.Un gesto di doverosa civiltà.

29-10-2001<v:shape id=_x0000_i1027 style='WIDTH: 78.75pt; HEIGHT: 14.25pt' o:button='t' href='http:///www.ilmessaggero.it' alt=" type='#_x0000_t75'> Romanisti e laziali insieme per la targa a Paparelli  

ZEMAN
Come era il tuo rapporto con il tecnico boemo ?
L'ho intervistato spesso in esclusiva.Veramente un grande personaggio.

Cosa ne pensi delle sue teorie sul calcio,finanza, amore per lo sport ?
Una volta mi confidò che i giocatori in passato volevano imparare la tecnica e migliorarsi e che spesso per farlo gli chiedevano allenamenti extra e consigli. Oggi invece sono tutti imprenditori di se stessi; il calcio è diventato il mezzo per fare altro. Ritengo che l'ingresso delle società in Borsa è il culmine dell'escalation iniziata con l'arrivo di Berlusconi.

Eh già, ora i problemi delle società sono i bilanci.
Questo sarà l'anno zero, quello del ridimensionamento. Per me l'unica soluzione ai mali del sistema calcio è la riuduzione gli ingaggi, che sono arrivati a cifre stratosferiche, oltre che introdurre i premi di rendimento, che possono essere uno stimolo in più anche per il calciatore.
Certo la quotazione in borsa ha portato nelle casse delle società tanti bei soldini, che sono serviti a comprare i migliori giocatori in circolazione. Non è un caso che Lazio, Roma e Juventus abbiano vinto proprio prima di essere quotate. I problemi vengono dopo, quando bisogna far quadrare i bilanci e tener conto delle plusvalenze. E' in quel frangente che il tifoso deve essere abbastanza maturo da comprendere che se si vuole continuare a tenere sano il giocattolo è necessario un ridimensionamento. Bisogna quindi saper accettare i periodi di magra dopo quelli di gloria.

L'ingresso di ingenti denari ha determinato una maggiore richiesta di business e di partite, il doping come si innesta in questo meccanismo ?
La ricerca di maggiori guadagni comporta un inevitabile incremento delle partite disputate e purtroppo per garantire certi livelli di rendimento sembra che il doping sia diventato indispensabile al sistema. La soluzione sarebbe quella di cambiare la testa ai calciatori. 
In che senso ?
Dovrebbero essere loro i primi a dire no alle porcherie sia per la loro salute che per la lealtà sportiva! E' inevitabile che volendo  rimanere ad alti livelli il più a lungo possibile, ci si aiuti o ci si faccia aiutare dal doping. Nessuno dovrebbe consentire ai soldi di rovinarti la vita e tutti noi (giornalisti, tifosi o semplici spettatori) dovremmo ragionarci sopra.

Ormai sono in tanti a dire che si gioca troppo. Il tuo parere sulla proposta del campionato a 16 squadre e sull'introduzione dei play-off ?
Dovrebbe partire dall'Uefa e dalla Lega Calcio la volontà di ridurre le partite nel corso della stagione. Per quanto concerne i play-off preferisco che il campionato resti come è dato che in questo modo ad essere premiati sono la regolarità e la continuità. Non mi sembra giusto che ad esempio un squadra che ha condotto in testa il campionato per tutto l'anno lo perda per aver sbagliato una partita dei play-off. La formula può andar bene per altri sport ma non per il calcio.

Cosa rimproveri ai calciatori di oggi rispetto a quelli di ieri ?
Spero che i calciatori giochino senza pensare ai soldi che guadagnano, perch' rispetto a quelli di ieri sono meno spensierati, dovrebbero divertirsi maggiormente. Oggi il calciatore si è fatto sovrastare dal sistema; dove andremo a finire se già a 12 anni i ragazzi siano preda dei procuratori avvoltoi, che vanno a montare loro la testa, facendogli credere chissà cosa ?

La cultura sportiva italiana: il primo vince, il secondo è il primo degli ultimi, le tue considerazioni ?
Purtroppo la colpa è anche della classe giornalistica che spesso contribuisce ad alimentare questo tipo di cultura.

Carlo Zampa sull'aereo di ritorno da Torino mi ha detto 'l'importante è stare lì, senza considerare un fallimento le mancate vittorie', sei d'accordo ?
Si, questa è la mentalità giusta.

GIORNALISMO, MA ANCHE SOLIDARIETA'
Come ti è nata la passione per la radio ?
Come tanti ascoltavo in radio le trasmissioni, in particolare quelle dedicate alla Lazio come 'Uno sguardo al campionato' di Gianni Bezzi, ma soprattutto 'Te lo faccio vedere chi sono io' su RadioDimensione Zero di Gianni Elsener, spesso intervenivo telefonando (come Er Lupacchiotto in questo periodo ndr). Apprezzando i miei interventi, con il passar del tempo mi chiesero di passare a trovarli in radio.

Un ricordo particolare? 
Un  giorno chiamai dopo una gara della Lazio, feci un appunto su uno schema tattico utilizzato dall'allora allenatore Gigi Simoni, facendogli un appunto costruttivo. Lui si complimentò con me, dicendo 'Questo ragazzo è in gamba, vede il calcio come pochi'. Da quel momento Gianni e gli altri mi dissero 'intervieni quando vuoi'. Da lì a poco mi affidarono una 'rubrichetta', che curavo personalmente. Grazie a Gianni mi sono innamorato della radio, a lui va la mia gratitudine.

Il collega più stimato ?
Mario Pennacchia, giornliasta e scrittore, leggo i suoi articoli da quando avevo 14-15 anni. Ora siamo anche amici e per me è un vero onore.

Tra gli altri ?
Fabrizio Ratiglia segue la politica per Radio Montecarlo, un amico vero; uno di quelli su cui mettere una mano sul fuoco; una persona limpida. Poi Ugo Olivieri di RadioIncontro, un amicone, è il conduttore della trasmissione 'Lazio & Company'.

Di quelli di sponda giallorossa ?

Alfio Russo, Max Leggeri, Marione, Carlo Zampa (caratterialmente il mio alter-ego romanista).

Un consiglio per un giovane che vuole fare il giornalista ?

Dipende! Se lo si vuole fare per lavoro, gli consiglio di prepararsi a saper difendersi a gomitate al momento giusto,  sempre però nel rispetto delle regole e della morale.

Ed ad un hobbysta come me (Er Lupacchiotto) ?
Di cambiare squadra.
Tranquilli!!!!!!Ovviamente il suggerimento non verrà affatto accolto!!!

Ci individui una giovane promessa del giornalismo capitolino!
Fabrizio Marchetti de 'Il Tempo', segue lo sport, ed è proprio bravo.

Quale personaggio di fede giallorossa ci suggerisci di intervistare ?
Max Leggeri.

Cosa ti porti nel cuore dell'anno dello scudetto della Roma ?
Il mio scudetto personale è stata la raccolta fondi per Valentina; è stata una delle cose a cui tengo di piu' perch' riuscii ad unire i tifosi della Roma e della Lazio in un grande gesto di solidarietà. Come ripeto spesso 'io feci l'assist e loro il gol'. Lanciai l'appello per la raccolta di denaro e mi risposero in tanti, addirittura alcuni, venutolo a sapere da altri, mi contattarono per divulgare anche loro la notizia. Fu un escalation. Per promuovere la cosa organizzammo un evento al Palazzetto dello sport di Ostia, a cui presero parte Totti e Candela, in quell'occasione Totti firmò un assegno di 10 milioni. Molti mi dissero 'Se ce lo dici tu se fa!' e in tantissimi posti (negozi, uffici e via dicendo) spuntarono i 'dindaroli' per la raccolta pro- Valentina.

Ricordi brevemente a chi non lo sapesse cosa accadde ?
Con i nostri soldi mandammo la bambina negli Stai Uniti per un intervento chirurgico, che le salvò la vita. Preciso che quando incontrai la madre di Valentina non aveva più alcuna speranza, l'unica opportunità sembrava l'intervento oltre oceano. Mi disse che non aveva idea di come poter trovare i soldi e le dissi che avrei fatto il possibile per aiutarla. Sinceramente non credevo che sarei riuscito a raccogliere in un mese i 350 milioni necessari. Adesso per me è una figlia adottiva.

Come sta ora Valentina ?
Sono in tanti che mi fermano per strada per chiedermelo (in molti tifosi giallorossi è ancora vivo il ricordo di quello del 'mio assist'), comunque ora molto meglio, sta proseguendo le cure e i cicli di chemioterapia, che sono molto costosi. Certo che se non si fosse operata, oggi non starebbe più con noi.

Qualche ricordo particolare della storia di Valentina ?
Tantissimi, ma per voi romanisti uno in particolare, il 17 giugno 2001, il giorno della conquista dello scudetto, Valentina si imbarcava sull'aereo che l'avrebbe portata negli Stati Uniti. Ebbene l'Alitalia le offrì il volo a lei e ai suoi cari in prima  classe, le permise di ascoltare la radiocronaca della gara. Al termine della quale alcuni giocatori Tommasi e Di Francesco, le rivolsero il saluto in diretta telefonica. Ecco perch' dico quello di Valentina è stato il mio scudetto!
 

UN PO' DI LAZIO PRIMA DEI SALUTI
Il giocatore della Lazio al quale ti senti più legato ?
Negro e Bergodi per l'affetto; due persone squisite con cui ho potuto intrattenere una amicizia sincera. Con loro ho un rapporto che va oltre il mondo del calcio: ci si vede fuori, con le famiglie, sono stato invitato ai loro matrimoni, ai battesimi dei figli, con loro non stiamo lì fissati a parlare solo di pallone, sono affetti veri e sinceri.

A tuo avviso, in futuro, quale giovane promessa del vivaio laziale potrà prendere il posto di Nesta nel cuore dei tifosi ?
Fermo restando che mi auguro che Nesta non venga ceduto, ritengo che sarà difficile per un altro giocatore ripercorrere le gesta del capitano e conquistare il cuore dei tifosi come ha fatto lui. Forse in futuro sentiremo parlare di Calandrelli ed Evacuo, ragazzi del settore giovanile biancoceleste di sicuro avvenire.

Quale messaggio rivolgi ai lettori del sito ?
'Dopo quest'intervista, è meglio che cambiate sito, se hanno intervistato me pensate come stanno messi male............'.

 


: Nonostante la sua lazialità, Franco Capodaglio è molto stimato da una vasta fetta di tifosi giallorossi, raccoglie consensi umani e professionali sia per la sua simpatia che per la capacità di sdrammatizzare sulle sconfitte ed esultare senza esagerare, senza cadere nel volgare e nelle offese, nel momento delle vittorie della sua Lazio.

Ha una famiglia, un lavoro che lo entusiasma, ma ha intrapreso (con successo) la strada del giornalista, sospinto dalla passione e dal desiderio di stare accanto ai suoi beniamini, ai quali non nasconde il suo tifo. Oggi molti giornalisti temono ripercussioni professionali se ammettessero pubblicamente la squadra per la quale tifano, quando sappiamo tutti che ognuno ha una squadra del cuore, anche se a dire il vero ce ne sono alcuni che cambiano squadra troppo di frequente; ma loro non hanno nulla a che vedere con lo sport..... ma bando alle ciance e prima che il cameriere ci cacci dal ristorante per la chiusura serale io e Antonio cominciamo la nostra raffica di domande...........

Come hai fatto a diventare laziale ? "Mi sono innamorato di quei colori appena li vidi. Avevo 7 anni, era il 1961, mio padre ed i suoi amici, tutti giallorossi, mi portarono a vedere il derby di ritorno (l'andata era termianta 4-0 per la Roma, ma non lo sapevo). Come segnò la Lazio esultai, mio padre accanto a me rimase stupito, mi dette uno sbuffetto, e mi disse ""Ma che fai il tifo per la Lazio?"" ?"". Io non risposi subito, ma chiesi ""Chi sono quelli con la maglia biancoceleste""? Lui mi rispose ""La Lazio"" ed io replicai ""Allora io tifo per la Lazio!"". Da quel momento divenne la mia sqaudra, che non avrei più abbandonato. Dimostrai subito un tale attaccamento che mi misi contro tutto e tutti, come poi nella vita ho sempre fatto per difendere le mie idee. Per la cronaca quel derby lo vinse la Lazio 2-1 grazie ai due gol di Rozzoni, purtroppo al termine della stagione retrocedemmo in B."

"Ti definisci ""Un tifoso privilegiato, giornalista per hobby""; per te si tratta di un vincolo o di un pregio?" "Sicuramente un pregio: ho la possibilità di avvicinare i giocatori e in alcuni casi anche di stringere amicizie sincere con loro. Certo il ruolo di giornalista mi impone di raccontare le cose come stanno e questo non è sempre facile. Per esempio nel caso un giocatore mi facesse in amicizia una confidenza scottante (ed è accaduto), la mia morale mi impedirebbe di cercare lo""scoop"" ad ogni costo. Se rivendermi delle confidenze personali significa perdere un amicizia, allora preferisco conservare l'amicizia. Il fatto di vivere come hobby il giornalismo mi aiuta in ciò."

"Come si concilia il tuo ""hobby"" con la famiglia ?" """Fattelo dì dà mi moje""."

La moglie Carla ci risponde con un meraviglioso sorriso e ci confida che è contenta nel vedere il proprio marito felice e soddisfatto, anche se questo a volte pesa nella vita familiare. Subito arriva la conferma di Franco. Si è vero per amore della Lazio ho fatto cose folli. Programmai la data del mio matrimonio in base ai suoi impegni, la domenica che mi sono sposato ricordo che la Lazio giocava in trasferta a Foggia. Inoltre programmai il viaggio di nozze 3 giorni dopo perché il martedì c'era la partita all'Olimpico per festeggiare il ritorno di Chinaglia con i Cosmos, mentre la domenica successiva si disputava Lazio-Rimini (una delle squadre più scarse del campionato). Speravo di non perdermi nulla confidando in un successo striminzito, così fù: la partita terminò 1-0 ed è stata una delle poche che mi sono perso.

: E che ci dici di Foggia-Lazio durante il pranzo di nozze ? Ricordo che mentre ci scattavano le foto con gli invitati, alcuni amici esultavano per i gol della Roma, che quel giorno vinse 4-2 a Milano contro l'Inter. La Lazio invece mi fece soffrire, dato che vinse solo negli ultimi minuti per 0-1. Era il 26 ottobre 1980, ma a me sembra ieri.

: Qualche altro episodio da raccontare brevemente ? "Al battesimo di mio figlio Giorgio, arrivai in ritardo, perché ero stato allo stadio; arrivato in chiesa, riuscii a prendere mio figlio in braccio giusto in tempo per l'arrivo del prete."

: Il derby più bello ? Quello vinto per 1-0 con gol di Di Canio. Si tornava dalla serie B e in formazione c'erano ben 4 Primavera. Ma non posso neanche dimenticare il primo derby di cui ho curato la radiocronaca, quello vinto per 1-0 con gol di Signori su rigore, concesso dopo il fallo di mano di Lanna nel finale.

: Il derby più brutto ? L'ultimo, la sconfitta per 1-5 è stata umiliante.

: Quello che ti ha regalato maggiori soddisfazioni ? Il derby vinto per 2-1 nell'anno dello scudetto, con la splendida punizione vincente di Veron, lì capii che avremmo vinto il campionato.

: Quello che ti ha fatto più male ? La sconfitta per 0-1 nell'anno dello scudetto giallorosso, soprattutto per l'autogol di Negro, per l'amicizia che mi lega a lui.

: Parlando di derby, sia per i giallorossi che, soprattutto, per i laziali, il momento più triste è stato quello vissuto il 28 ottobre 1979 con la tragica uccisione di Paparelli. Perché si giocò comunque in quel clima ? L'arbitro decise di far giocare quella partita per motivi di ordine pubblico: per evitare possibili scontri tra tifosi, che probabilmente ci sarebbero stati se tutti fossero usciti in quel momento. L'impressione generale fu che l'arbitro d'Elia di Salerno fece di tutto per far terminare la partita 1-1 (con 2 gol annullati alla Lazio per fuorigioco), nonostante la Lazio, sapendo quanto era accaduto, giocò in maniera molto determinata. Ma ormai a pochi interessava il risultato.
Un gioco in una tragedia! Assurdo!

: Abbiamo letto a tal proposito e invitiamo i nostri lettori a fare altrettanto, un tuo editoriale scritto proprio in quel periodo sull'evento. Vuoi raccontarci qualcosa ? "Nello scriverlo non volli calcare la mano, per non riscaldare ulteriormente gli animi, anche se non scorderò mai il boato dei giallorossi quando il razzo colpì mortalmente Paparelli. Già al derby seguente mi aspettavo delle scuse, invece iniziai ad ascoltare il coro ""10, 100, 1000 Paparelli"". Ti confesso che sono diventato anti-romanista per quello che ho visto e sentito sugli spalti della Roma."
Terribile.

: Prima di allora come era il tuo rapporto con la tifoseria giallorossa ? Il rapporto era buono. Pensate che negli anni Settanta andavo allo stadio tutte le domeniche con i miei amici, una volta a vedere la Lazio, la domenica seguente la Roma.

: Era un clima di festa, proprio come dovrebbe essere vissuto lo sport, credi che un domani si possa ritornare a quel clima ? Hai qualche suggerimento in proposito? "Credo che non si tornerà più a quel clima, che ormai sembra relegato dove c'è del sano dilettantismo. Prendiamo ad esempio il rugby. In quello sport durante la partita te le puoi dare di santa ragione, ma poi alla fine tutti tornano ad essere amici e ci si stringe la mano. Questo nel calcio non è più possibile: ormai è tutto un grande ""businnes"" fatto da grandi aziende, che mirano solo ad incrementare i profitti senza curarsi delle conseguenze."

: Però sul caso Paparelli dei ravvedimenti ci sono stati! Fortunatamente si. Oggi la situazione è profondamente mutata in meglio, dato che la curva della Roma, anche se dopo ben 22 anni, ha reso onore a Paparelli con una serie di striscioni esposti durante gli ultimi derby. Significativa è stata anche la deposizione della lapide in suo onore che ha visto coinvolte entrambe le tifoserie.Un gesto di doverosa civiltà.

Come era il tuo rapporto con il tecnico boemo ? L'ho intervistato spesso in esclusiva.Veramente un grande personaggio.

Cosa ne pensi delle sue teorie sul calcio, finanza, amore per lo sport ? "Una volta mi confidò che i giocatori in passato volevano imparare la tecnica e migliorarsi e che spesso per farlo gli chiedevano allenamenti extra e consigli. Oggi invece sono tutti imprenditori di se stessi; il calcio è diventato il mezzo per fare altro. Ritengo che l'ingresso delle società in Borsa è il culmine dell'escalation iniziata con l'arrivo di Berlusconi."

Eh già, ora i problemi delle società sono i bilanci. Questo sarà l'anno zero, quello del ridimensionamento. Per me l'unica soluzione ai mali del sistema calcio è la riuduzione gli ingaggi, che sono arrivati a cifre stratosferiche, oltre che introdurre i premi di rendimento, che possono essere uno stimolo in in più anche per il calciatore.Certo la quotazione in borsa ha portato nelle casse delle società tanti bei soldini, che sono serviti a comprare i migliori giocatori in circolazione.Non è un caso che Lazio, Roma e Juventus abbiano vinto proprio prima di essere quotate. I problemi vengono dopo, quando bisogna far quadrare i bilanci e tener conto delle plusvalenze. E' in quel frangente che il tifoso deve essere abbastanza maturo da comprendere che se si vuole continuare a tenere sano il giocattolo è necessario un ridimensionamento. Bisogna quindi saper accettare i periodi di magra dopo quelli di gloria.

Però i soldi dei risparmiatori.... Certo la quotazione in borsa ha portato nelle casse delle società tanti bei soldini, che sono serviti a comprare i migliori giocatori in circolazione. Non è un caso che Lazio, Roma e Juventus abbiano vinto proprio prima di essere quotate.

: L'ingresso di ingenti denari ha determinato una maggiore richiesta di business e di partite, il doping come si innesta in questo meccanismo ? La ricerca di maggiori guadagni comporta un inevitabile incremento delle partite disputate e purtroppo per garantire certi livelli di rendimento sembra che il doping sia diventato indispensabile al sistema. La soluzione sarebbe quella di cambiare la testa ai calciatori.

: In che senso ? Dovrebbero essere loro i primi a dire no alle porcherie sia per la loro salute che per la lealtà sportiva! E' inevitabile che volendo rimanere ad alti livelli il più a lungo possibile, ci si aiuti o ci si faccia aiutare dal doping. Nessuno dovrebbe consentire ai soldi di rovinarti la vita e tutti noi (giornalisti, tifosi o semplici spettatori) dovremmo ragionarci sopra.

Ormai sono in tanti a dire che si gioca troppo. Il tuo parere sulla proposta del campionato a 16 squadre e sull'introduzione dei play-off ? Dovrebbe partire dall'Uefa e dalla Lega Calcio la volontà di ridurre le partite nel corso della stagione. Per quanto concerne i play-off preferisco che il campionato resti come è dato che in questo modo ad essere premiati sono la regolarità e la continuità. Non mi sembra giusto che ad esempio un squadra che ha condotto in testa il campionato per tutto l'anno lo perda per aver sbagliato una partita dei play-off. La formula può andar bene per altri sport ma non per il calcio.

Cosa rimproveri ai calciatori di oggi rispetto a quelli di ieri ? "Spero che i calciatori giochino senza pensare ai soldi che guadagnano, perché rispetto a quelli di ieri sono meno spensierati, dovrebbero divertirsi maggiormente. Oggi il calciatore si è fatto sovrastare dal sistema; dove andremo a finire se già a 12 anni i ragazzi siano preda dei procuratori avvoltoi, che vanno a montare loro la testa, facendogli credere chissà cosa !"

: La cultura sportiva italiana: il primo vince, il secondo è il primo degli ultimi, le tue considerazioni ? Purtroppo la colpa è anche della classe giornalistica che spesso contribuisce ad alimentare questo tipo di cultura.

: "Carlo Zampa sull'aereo di ritorno da Torino mi ha detto ""l'importante è stare lì, senza considerare un fallimento le mancate vittorie"", sei d'accordo ?" Si, questa è la mentalità giusta.

Come ti è nata la passione per la radio ? "Come tanti ascoltavo in radio le trasmissioni, in particolare quelle dedicate alla Lazio come ""Uno sguardo al campionato"" di Gianni Bezzi, ma soprattutto ""Te lo faccio vedere chi sono io"" su RadioDimensione Zero di Gianni Elsener, spesso intervenivo telefonando (come Er Lupacchiotto in questo periodo ndr). Apprezzando i miei interventi, con il passar del tempo mi chiesero di passare a trovarli in radio."

Un ricordo particolare? "Un giorno chiamai dopo una gara della Lazio, feci un appunto su uno schema tattico utilizzato dall'allora allenatore Gigi Simoni, facendogli un appunto costruttivo. Lui si complimentò con me, dicendo ""Questo ragazzo è in gamba, vede il calcio come pochi"". Da quel momento Gianni e gli altri mi dissero ""intervieni quando vuoi"". Da lì a poco mi affidarono una ""rubrichetta"", che curavo personalmente. Grazie a Gianni mi sono innamorato della radio, a lui va la mia gratitudine."

: Il collega più stimato ? Mario Pennacchia, giornliasta e scrittore, leggo i suoi articoli da quando avevo 14-15 anni. Ora siamo anche amici e per me è un vero onore.

: Tra gli altri ? "Fabrizio Ratiglia segue la politica per Radio Montecarlo, un amico vero; uno di quelli su cui mettere una mano sul fuoco; una persona limpida. Poi Ugo Olivieri di RadioIncontro, un amicone, è il conduttore della trasmissione ""Lazio & Company""."

: Di quelli di sponda giallorossa ? Alfio Russo, Max Leggeri, Marione, Carlo Zampa (caratterialmente il mio alter-ego romanista).

Un consiglio per un giovane che vuole fare il giornalista ? Dipende! Se lo si vuole fare per lavoro, gli consiglio di prepararsi a saper difendersi a gomitate al momento giusto, sempre però nel rispetto delle regole e della morale.

: Ed ad un hobbysta come me (Er Lupacchiotto) ? Di cambiare squadra.
Tranquilli!!!!!!Ovviamente il suggerimento non verrà affatto accolto!!!

Ci individui una giovane promessa del giornalismo capitolino! "Fabrizio Marchetti de ""Il Tempo"", segue lo sport, ed è proprio bravo."

: Quale personaggio di fede giallorossa ci suggerisci di intervistare ? Max Leggeri.

Cosa ti porti nel cuore dell'anno dello scudetto della Roma ? "Il mio scudetto personale è stata la raccolta fondi per Valentina; è stata una delle cose a cui tengo di piu' perché riuscii ad unire i tifosi della Roma e della Lazio in un grande gesto di solidarietà. Come ripeto spesso ""io feci l'assist e loro il gol"". Lanciai l'appello per la raccolta di denaro e mi risposero in tanti, addirittura alcuni, venutolo a sapere da altri, mi contattarono per divulgare anche loro la notizia. Fu un escalation. Per promuovere la cosa organizzammo un evento al Palazzetto dello sport di Ostia, a cui presero parte Totti e Candela, in quell'occasione Totti firmò un assegno di 10 milioni. Molti mi dissero ""Se ce lo dici tu se fa!"" e in tantissimi posti (negozi, uffici e via dicendo) spuntarono i ""dindaroli"" per la raccolta pro- Valentina."

Ricordi brevemente a chi non lo sapesse cosa accadde ? Con i nostri soldi mandammo la bambina negli Stai Uniti per un intervento chirurgico, che le salvò la vita. Preciso che quando incontrai la madre di Valentina non aveva più alcuna speranza, l'unica opportunità sembrava l'intervento oltre oceano. Mi disse che non aveva idea di come poter trovare i soldi e le dissi che avrei fatto il possibile per aiutarla. Sinceramente non credevo che sarei riuscito a raccogliere in un mese i 350 milioni necessari. Adesso per me è una figlia adottiva.

: Come sta ora Valentina ? "Sono in tanti che mi fermano per strada per chiedermelo (in molti tifosi giallorossi è ancora vivo il ricordo di quello del ""mio assist""), comunque ora un po meglio, sta proseguendo le cure e i cicli di chemioterapia, che sono molto costosi. Certo che se non si fosse operata, oggi non starebbe più con noi."

: Qualche ricordo particolare della storia di Valentina ? Tantissimi, ma per voi romanisti uno in particolare, il 17 giugno 2001, il giorno della conquista dello scudetto, Valentina si imbarcava sull'aereo che l'avrebbe portata negli Stati Uniti. Ebbene l'Alitalia le offrì il volo a lei e ai suoi cari in prima classe, le permise di ascoltare la radiocronaca della gara. Al termine della quale alcuni giocatori Tommasi e Di Francesco, le rivolsero il saluto in diretta telefonica. Ecco perché dico quello di Valentina è stato il mio scudetto!

Il giocatore della Lazio al quale ti senti più legato ? "Negro e Bergodi per l'affetto; due persone squisite con cui ho potuto intrattenere una amicizia sincera. Con loro ho un rapporto che va oltre il mondo del calcio: ci si vede fuori, con le famiglie, sono stato invitato ai loro matrimoni, ai battesimi dei figli, con loro non stiamo lì fissati a parlare solo di pallone, sono affetti veri e sinceri."

A tuo avviso, in futuro, quale giovane promessa del vivaio laziale potrà prendere il posto di Nesta nel cuore dei tifosi ? Fermo restando che mi auguro che Nesta non venga ceduto, ritengo che sarà difficile per un altro giocatore ripercorrere le gesta del capitano e conquistare il cuore dei tifosi come ha fatto lui. Forse in futuro sentiremo parlare di Calandrelli ed Evacuo, ragazzi del settore giovanile biancoceleste di sicuro avvenire.

: Quale messaggio rivolgi ai lettori del sito ? """Dopo quest'intervista, è meglio che cambiate sito, se hanno intervistato me pensate come stanno messi male............""."


Antonio Dir. Delle Site