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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 23 Gennaio 2019, ore 07:19

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Gilardino esulta dopo aver segnato il pareggio contro il Ghana
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L'Under 21 esordisce alle Olimpiadi.

Italia-Ghana 2-2 (Torneo Olimpico) 2004-2005
De Rossi e compagni non vanno oltre il 2 a 2.

Id Article:2840 date 13 Agosto 2004

Roma,

Nell'Olimpiade ostaggio degli sponsor (guai a chi entra negli stadi senza i prodotti giusti) succede anche che il torneo di calcio sia maschile che femminile abbia inizio due giorni prima della Cerimonia Inaugurale, per la serie prendiamo il secondo prima dell'antipasto.

All'Italia, neo campione d'Europa under 21, guidata da Claudio Gentile, subito un avversario ostico per mille ragioni: il Ghana. Gli azzurrini infatti sono chiamati in primis a lavare l'onta della Nazionale maggiore, eliminata prematuramente ed ingloriaosamente da Euro 2004; poi a rimpinguare un medagliere quanto mai scarno con solo un bronzo e un oro conquistato nel 1936, quando sulla panchina della nazionale c'era un certo Vittorio Pozzo. Altro tabù da infrangere i precedenti con le squadre africane che hanno sempre creto qualche motivo di apprenzione basti pensare al caso più eclatante: le quattro pappine che beccarono i nostri 'professionisti' guidati da Francesco Rocca nel 1998 a Seul ad opera dei dilettanti dello Zambia, e allora nella rosa c'era gente come Tacconi, Desideri, Carnevale, Crippa e Virdis solo per citarne qualcuno. Il Ghana, bronzo a Barcellona 92, oltre ad essere guidato da una vecchia volpe come il portoghese Barreto, ci conosce bene in quanto tra le sue fila giocano gli 'italiani' Appiah della Juventus come fuori quota, poi Mensah del Chievo oltre a Asamoah e Muntari (quest'ultimo tornato a casa ufficialmente per infortunio) in forza all'Udinese.

Rispettando le previsioni della vigilia l'Italia si schierava con una formazione relativamente guardinga con Gilardino unica punta affiancato da Sculli leggermente arretrato; Pirlo e De Rossi a centrocampo, Pinzi e Palombo esterni; Ferrari, Barzagli, Moretti e Bonera davanti a Pelizzoli. Gli africani invece si affidavano all'estro di Appiah e soprattutto alla prestanza fisica, arma con cui riuscivano a surcalssarci verso la fine del primo tempo.

Facendo sfoggio di diplomazia possiamo definire oltremodo leziosi i primi trenta minuti della gara; la prima vera azione da rete della gara solo al minuto 32 grazie a Sculli che spediva di poco a lato. Nemmeno tre minuti dopo percussione di Appiah sulla fascia destra e cross a tagliare l'area azzurra; sulla sfera si avventava Pappoe che di carambola con il palo metteva a segno la rete del vantaggio ganese. L'Italia sembrava aver capito l'antifona e provava subito a reagire: dal 36' al 40' sfiorava in tre occasioni la rete grazie a De Rossi, Sculli e Pirlo su punizione. A sorpresa però nei minuti di recupero arrivava la seconda rete africana grazie ad una perla del solito Appiah che da fuori area,dopo aver seminato un paio di avversari, lasciava partire un bolide su cui Pelizzoli non poteva fare molto.

La ripresa faceva bene agli azzurri che scendevano in campo con ben altra grinta e determinazione e i frutti cominciavano già a maturare al 49' quando Pinzi riusciva con un tiro sporco a dimezzare lo svantaggio.

L'Italia con il passare dei minuti riusciva a districare il bandolo della matassa molto meglio degli avversari che a tratti sembravano incapaci di capitalizzare al meglio il vantaggio raggiunto. De Rossi cresceva a vista d'occhio riuscendo perfino a non far notare la progressiva sparizione dal campo di Pirlo in evidente debito di ossigeno. Proprio il romanista al 78' dopo aver saltato il portiere veniva vistosamente sgambettato dall'estremo difensore Owa che impediva così a De Rossi di ribadire in rete un pallone che solo in questa maniera poteva esser spedito in calcio d'angolo dal disperato recupero della difesa ganese.

Rigore sacrosanto per tutti ma non per l'arbitro argentino Elizondo, la cui designazione aveva suscitato qualche mugugno subito rientrato in quanto tale scelta era avvenuta con il benestare anche di Paolo Bergamo, giunto in terra ellenica a fare da commissario. L'Italia però non si demoralizzava e continuava a spingere mentre per il Ghana, spentosi lentamente Appiah poi sostituito nel finale, le azioni in contropiede diventavano sempre più rare.

Il meritato pareggio arrivava al l'83' grazie ad una caparbia iniziativa di Gilardino, sempre marcatissimo per tutta la gara, che vistosi respingere la prima conclusione riusciva comunque sulla ribattuta a fissare il punteggio sul 2 a 2.

Gli azzurri avrebbero potuto anche vincere la gara se Del Nero, subentrato a Sculli, partito sul filo del fuorigioco non si fosse fatto iptonitazzare dal portiere Owa con cui si era trovato a tu per tu o se Pirlo nei minuti di recupero non avesse calciato malamente un calcio di punizione da ottima posizione.

Comunque per come si erano messe le cose nel primo tempo va dato merito agli azzurri di aver saputo raddrizzare una situazione che ormai sembrava compromessa.

In ottica qualificazione, alla luce della vittoria del Paraguay sul Giappone, sarà fondamentale domenica prossima battere i nipponici senza esser costretti a fare pericolosi calcoli in base anche all'esito dell'altra sfida tra Ghana ed i sudamericani.

L'appuntamento è quindi per il 15 Agosto alle 19,30 in diretta su Rai2.



Antonio Dir. Delle Site