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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Venerdi 22 Marzo 2019, ore 07:37

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Id Article:2417 date 28 Marzo 2004

Roma, Nella domenica in cui si torna all'antico, con le partite tutte alla stessa ora senza lo spezzatino a cui le pay-tv ci hanno ormai abituato, la Roma con una prestazione floscia e senza carattere spreca l'ennesima occasione per perseguire ormai quello che rimaneva l'ultimo obiettivo della stagione: la disperata rincorsa al Milan "schiacciasassi".
Capello, con le assenze di De Rossi e Zebina, decide di schierare il solito 4-4-2 con Candela sulla linea difensiva e Lima a centrocampo, praticamente la stessa formazione schierata contro il Villareal per 10/11. Nel Bologna invece ampio turn-over con Signori e Nervo in panchina e con l'ex Nakata, oggi in ottima forma, a fare da supporto insieme a Bellucci e Pecchia all'unica punta di ruolo, l'albanese Tare (oggi autore, a detta di Carletto Mazzone, della sua miglior prestazione da quando gioca in Italia).
Inizialmente la partita è molto tattica, i rossoblù pressano alto e a centrocampo chiudono tutti gli spazi imbrigliando i centrocampisti giallorossi. Le azioni più pericolose vengono da iniziative personali e l'impressione è che la Roma sia lenta e poco grintosa.
Quando al 22' arriva la notizia che il Chievo è in vantaggio sul Milan lo stadio esplode come ad un goal della Roma ma pochi minuti dopo a passare in vantaggio, alla prima vera occasione da rete, è proprio il Bologna con Pecchia, abile ad approfittare di una palla vagante in area calciata da Nakata.
La Roma accusa il colpo ma riesce a riprendersi e ad agguantare il pareggio 7 minuti dopo con Cassano su assist di testa del fischiatissimo (almeno fino all'assist) Panucci. Neanche dieci minuti ed arriva la notizia che il Chievo ha raddoppiato ed a questo punto ecco venir fuori con veemenza la compagine di Capello capace di creare, senza però concretizzare, 4 limpide occasioni da rete (clamorosa quella di Candela alta a porta vuota) in quattro minuti.
Ad inizio del secondo tempo tutti si aspettavano una Roma da assalto, con il coltello tra i denti, disposta a giocarsi fino alla morte ogni possibile occasione per far risultato e portare a casa una vittoria che l'avrebbe rilanciata nella rincorsa al Milan. Purtroppo per i sessantamila dell'Olimpico le cose non sono andate secondo le aspettative. Come hanno poi confermato in conferenza stampa sia Mazzone che Capello, la compagine giallorossa nella ripresa accusava lo sforzo della partita di Coppa di giovedì e sul più bello andava in rosso e si bloccava. Lenta,impacciata, senza idee e per nulla pericolosa in avanti nonostante dalla panchina fossero subentrati prima Delvecchio, poi Montella e infine Carew, la Roma impattava sulla muraglia eretta dal "Sor Magara" che anzi con l'ingresso del promettente Meghni diventava ancora più pericolosa. Proprio il nuovo entrato al 78' confezionava un assist perfetto per Tare che in tuffo di testa gelava l'intero Olimpico portando in vantaggio il Bologna.
La reazione della Roma è praticamente nulla e al Bologna basterà controllare la situazione fino alla fine per portare a casa una vittoria alla vigilia insperata. A nulla serviranno i 4 minuti di recupero concessi (effettivamente l'Olimpico non è San Siro dove le partite finiscono quando segna il Milan) concessi da Bertini, e ai tifosi romanisti non resta altro che riporre i sogni di gloria nel cassetto e tornarsene mestamente a casa con la delusione di aver perso una grande occasione.
La stessa amarezza che Capello ammetterà in conferenza stampa hanno provato i giocatori rientrando nello spogliatoio. Ma cosa è successo tra primo e secondo tempo? Anche Capello dirà che per lui è un mistero e che sicuramente le fatiche di coppa hanno inciso pesantemente. E il turn-over? "Attualmente la Roma non ha giocatori in condizione o all'altezza per poterlo fare" e così si spiegano le impalpabili prestazioni di Montella e Delvecchio, quest'ultimo sostituito tra i fischi dopo nemmeno 30 minuti da un'altro "invisibile", il norvegese Carew. Bisogna ancora crederci allo scudetto? Al quesito Capello ha risposto con la solita frase standard "Se ci crede la Juve ci crediamo anche noi". Peccato però che adesso la Roma è scivolata al terzo posto e quindi diventa prioritario vincere a tutti i costi il derby con la Lazio, ma più che per rincorrere il Milan almeno per tenere a debita distanza i bianconeri.
E mentre mestamente la gente abbandonava l'Olimpico i pochi intrepidi del Bologna cantavano "Vincerete il Tricolore, Vincerete il Tricolore " e senza un pizzico di sarcasmo "Sospendete la partita, sospendete la partita"..... oltre al danno l'ennesima beffa che i veri tifosi romanisti certo non meritano.





Antonio Dir. Delle Site