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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Sabato 16 Febbraio 2019, ore 22:44

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a cura di Luca Gabriele Punziano
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Ex coach ed ora commentatore televisivo  
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Basket- La ricetta di Dan Peterson

Alla nazionale italiana manca uno alla Melli, queste le parole del coach che ha esaltato il giocatore reggiano

Id Article:20997 date 26 Agosto 2008

Roma, PUÒ pure essere che negli ultimi anni si sia dedicato a più redditizie attività quali quelle di testimonial in spot pubblicitari e commentatore televisivo, ma Dan Peterson resta una delle figure più importanti degli ultimi trent'anni di basket. Quando uno come lui cita Nicolò Melli (in più di un intervento su Eurosport domenica durante la finale olimpica di basket) come pietra di paragone per il rilancio della Nazionale azzurra, la convinzione di stare allevando in casa propria un possibile campione di gran razza si rafforza sempre più. 


Coach Peterson, a sentirla parlare domenica mattina ci siamo convinti che stiamo allevando a Reggio il futuro del basket italiano... 

“Santo cielo! Lo sapevo di aver parlato troppo (passano gli anni ma lo slang italoamericano che tanto lo ha reso popolare è immutato, ndr). Sentite, io non conosco Melli così bene, ho fatto il suo nome come esempio di un elemento da sfruttare per voltare finalmente pagina. Non voglio prendere meriti che non ho. Melli è un talento strepitoso che altri hanno scoperto”. 


Ma che lei manderebbe direttamente in nella Nazionale maggiore… 


“Il mio discorso è più articolato. Io sostengo che bisogna riazzerare tutto. Auguro ogni bene ai trentenni, trentacinquenni che stanno cercando di portarci agli Europei, ma il problema è il futuro”. 


Ovvero? 


“L'Italia dovrebbe avere il coraggio di puntare sui suoi ragazzi, allevarli in casa. Dirò di più: lasciamo Bargnani, Belinelli e Gallinari al loro futuro in Nba, ripartiamo invece da chi c'è qua. Imitiamo la Spagna: ha fatto crescere gli juniores facendoli giocare, ha vinto un mondiale di categoria con i vari Gasol e Navarro,che guardo caso, tre giorni fa, hanno tenuto testa degnamente ai fenomeni Nba”. 


Un progetto affascinante ma azzardato, Melli potrebbe esserne un protagonista


“Allora volete proprio farmi picchiare dalla società, da Marcelletti e dai suoi familiari! Ribadisco: è un grande talento, anche geneticamente visto che è figlio di un ex giocatore di basket e di una pallavolista di altissimo livello. Basta che non si esalti solo perché vede il suo nome tutti i giorni sui giornali o perché Peterson lo ha elogiato”. 


Gli darebbe qualche consiglio? 


“Ha già Franco Marcelletti a dargli quelli giusti. Per me è un eroe, un allenatore dei miei tempi, che sa insegnare la pallacanestro, che cura ancora i fondamentali, è perfetto per Melli. Al ragazzo posso solo dire di lavorare come un pazzo, di non avere paura di sacrificarsi. Di andare agli allenamenti con una missione: lavorare più degli altri. Arrivare prima di tutti e andarsene dopo. Alla sua età faceva così un certo Bonamico… poi sarà importante per lui avere anche compagni che lo aiutino a non montarsi la testa oltre che a farlo crescere come giocatore.”. 


Il “ragazzo”, come lo chiama lei, è pronto a giocarsi le sue carte in Legadue, un campionato che appare durissimo…

 
“Confermo, sono consulente per la Reyer Venezia e pur non volendo guardare in casa d'altri mi spingo a dire che tante squadre hanno costruito formazioni di ottimo livello, sulla carta in grado di vincere il torneo. Si vedrà poi alla fine se hanno fatto una scommessa vincente. Di certo non sarà facile per nessuno”.

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Luca Gabriele Punziano