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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 23 Gennaio 2019, ore 06:07

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Nils Liedholm allenatore della Roma campione di italia 1982-83  
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Addio Barone

All'età di 85 anni se ne è andato Nils Liedholm l'allenatore che regalò alla Roma il secondo scudetto

Id Article:19729 date 6 Novembre 2007

Roma, All'età di 85 anni è morto Nils Liedholm, capitano della nazionale svedese vicecampione del '58, oro olimpico nel '48, da giocatore in Italia ha vinto 4 scudetti mentre da allenatore aveva vinto due scudetti, uno con il Milan e soprattutto nella stagione 1982-83 aveva guidato la Roma di Dino Viola alla conquista del suo secondo scudetto. Viveva a Cuccaro, nel Monferrato dove aveva una villa con annesso vigneto (sua grande passione) ed era malato da tempo. I funerali si svolgeranno giovedì prossimo. Liedholm era nato a Valdermarsvik in Svezia l'8 ottobre del 1922. Dal 1942 al 1949 aveva disputato sette stagioni nel campionato di calcio svedese, poi si era trasferito in Italia nelle fila del Milan dove è rimasto fino al ritiro nel 1961, totalizzando 359 presenze e 81 gol. In maglia rossonera fu affiancato dai connazionali Gren e Nordahl, con cui formò il celeberrimo trio Gre-No-Li. Con la nazionale svedese vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1948, e giunse secondo ai mondiali del 1958 in casa alle spalle del grande Brasile di Pelè. Dopo aver smesso di giocare a 39 anni, il Barone nel 1963 divenne allenatore. Ha guidato il Milan, con il quale ha vinto lo scudetto della stella nel 1979, il Verona, il Monza, il Varese, la Fiorentina e la Roma.
Proprio con la società giallorossa aprì un ciclo importante che portò la squadra, capitanata da Agostino Di Bartolomei, prima allo scudetto e poi fino alla finale di Coppa Campioni l'anno successivo.
Roma e Milan giocheranno le partite di Champions con il lutto al braccio.
Di seguito riportiamo alcune dichiarazioni di alcuni grandi romanisti.

Franco Sensi
"Il dolore provocato dalla notizia della scomparsa di Nils Liedholm ha scosso tutta la famiglia della Roma, perché la traccia lasciata a Trigoria dal tecnico svedese è ancora viva e presente. Liedholm ha portato nel nostro club una cultura, un modo di interpretare il calcio, la voglia di distinguersi attraverso la zona, lo spettacolo. E' stato il primo a pretendere un cambio di mentalità nel Paese del catenaccio e della speculazione tattica. La Roma degli anni ottanta, la sua Roma, ha creato le basi per una crescita decisiva e ha dettato l'impronta che ancora oggi porta la nostra squadra a cercare i risultati secondo una logica che sposa un calcio positivo e spettacolare. Io ho tifato per Liedholm e ho voluto Nils al mio fianco, perché sapevo di poter sfruttare in pieno questo esempio, nella linea di una continuità che ritenevo necessaria per arrivare al successo nel rispetto di una tradizione."
"L'unica consolazione, in un momento del genere, è rappresentata dalla certezza che Nils resterà vivo per tutti i romanisti come simbolo vincente e unico. La Roma, con lui, vinse il titolo italiano, giocando un calcio di alto livello tecnico. Quella Roma entrò nell'elite del calcio europeo. Liedholm è nella storia del calcio e nella nostra storia, per sempre"

Rosella Sensi
'Non posso credere che non ci sia più l'uomo per il quale ho cominciato a sentirmi orgogliosa di essere romanista. Avevo sette anni, forse sei, era l'epoca dei primi passi di Nils con la Roma e già la squadra veniva portata ad esempio per la qualità del suo gioco. Sono cresciuta frequentando l'Olimpico con mio padre,mia madre e le mie sorelle, trepidando per quella squadra fino a vederla campione d'Italia. Sono i ricordi centrali nella memoria di una tifosa che non potrà mai scordare un'epoca così significativa e importante. Poi, da consigliere della Roma, ho ritrovato Nils al mio fianco, consigliere voluto da mio padre e mio primo esempio o riferimento. Oggi per la Roma è un giorno di grande tristezza, un pezzo della nostra storia diventa, purtroppo, solo un meraviglioso ricordo'

Bruno Conti
"Nils Liedholm è stato la mia vita calcistica e umana. E' l'allenatore con cui ho iniziato ed esordito ed è stata la persona che mi ha insegnato l'importanza del lavoro e al contempo del sapersi prendere in giro e sdrammatizzare. Gli devo la carriera da calciatore e la mia formazione umana."


Francesco Totti
Dopo il Presidente e il Capitano è scomparso anche l'Allenatore del penultimo scudetto. L'ho incontrato e conosciuto e ho potuto apprezzare una persona di grande ironia ed umanità. Una perdita grandissima per il calcio e per la Roma.

Paulo Roberto Falcao
Gente come lui non dovrebbe sparire mai. È stato un padre per me, era uno che sapeva voler bene al naturale, con altruismo quante cose mi ha insegnato... Quando andai via da Roma gli regalai la mia maglietta numero 5 con questa dedica 'la do a lei perchè è stato lei a darla a me facendomi diventare quello che sono. So dal figlio Carlo che l'ha conservata come un oracolo, come una delle cose più belle della sua storia. Insomma, gli devo molto.

Giuseppe Giannini
Sono molto legato a lui, per me era un gran maestro. Era una persona simpatica, ironica e sapeva sdrammatizzare in tutte le situazioni. Sono tanti gli episodi che mi legano a lui, non ce n'è uno in particolare. Cosa mi disse quando sbagliai un passaggio al mio esordio? Niente in particolare, capì il mio momento, lui non era un tipo che parlava molto con i giocatori.

Carlo Ancelotti
Per me è stato un grande maestro e non potevo trovare miglior persona per cominciare la carriera da calciatore. Lo ricordo con affetto e ironia, come del resto è stata tutta la sua vita, se in questo calcio ci fossero tanti Liedholm, sarebbe un calcio migliore.

Ubaldo Righetti
Sono tanti i ricordi del mister che porto nel cuore. Mi ha dato tanto. Tantissimo. Mi ha permesso di conquistare uno scudetto, di raggiungere una finale di Coppa dei Campioni, di arrivare alla Nazionale. Lo ringrazierò sempre per la fiducia che riposto in me. Un ricordo particolare? Il modo con cui parlava alla squadra. Riusciva a farti sentire libero. Riusciva a trasmetterti la gioia e il divertimento per il calcio, ma anche il rispetto per l'avversario e per il prossimo. Questo è il massimo insegnamento che un calciatore può ricevere.

Giancarlo De Sisti
Buon viaggio maestro. Se ne va un grandissimo allenatore, uno che ti insegnava tanto anche dal punto di vista tecnico. Sono sicuro che a lui sarebbe piaciuto essere ricordato col sorriso.


Antonio Dir. Delle Site