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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Febbraio 2019, ore 12:34

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a cura di Federico Rossini

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La stella nascente del basket italiano ha trafitto Roma: 18 punti e dominio assoluto nei confronti di Dejan Bodiroga.  
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In un minuto, da Varese a Napoli

E’ l’amaro destino della Virtus Roma: il minuto finale a Milano, con la complicità di una Varese sprecona, spedisce i capitolini al quarto posto, senza fattore campo nell'eventuale semifinale, dal lato di tabellone di Siena e contro Napol

Id Article:17803 date 14 Maggio 2007

Roma, Fino al terzo quarto del match contro l'Armani Jeans Milano, la Lottomatica Virtus Roma era al secondo posto della classifica generale, con i quarti di finale e l'eventuale semifinale in casa, ma soprattutto dall'altra parte del tabellone rispetto al Montepaschi Siena. Per nove minuti Roma è parsa resistere ancora a Milano, per poterle contendere il posto. Poi, l'ultimo minuto. 

Nell'ultimo minuto, punteggio di 59-59. Si verifica per la terza volta la stessa precisa situazione: giocatore di Milano nell'angolo, nessun giocatore di Roma nel raggio di quattro metri, tripla. Il realizzatore è Kiwane Garris. A Stefansson capita una delle sue palle, quelle che tante volte hanno risolto match in bilico o persi (Livorno, Siena, in misura minore anche Varese). Questa volta, però, il fato non è dalla parte del biondo islandese: ferro e rimbalzo di Milano. Fallo dello stesso Stefansson su Bulleri. 1/2 dell'ex trevigiano, ma sul secondo capita che ci sia un certo Travis Watson, che non è esattamente quello che ti sbaglia un tap-in da sotto. La chicca finale è di Mire Chatman: a conferma del fatto che nell'ultimo minuto dell'ultimo quarto non deve stare in campo, arriva l'ennesima palla persa decisiva (per quanto lo potesse essere una con 6 punti di distacco). Finisce 69-59

Sarebbe terzo posto, perché la Whirlpool Varese è avanti a Casalecchio di Reno. Riesce, però, nell'impresa di farsi recuperare dal +12 nel terzo quarto e, quindi, perdere all'overtime con lo zampino dell'ex romano Vlado Ilievski, che con 26 punti mette la firma anche sulla terza piazza. 

Per Roma, c'è la quarta posizione. La posizione che nessuno voleva,e che capita proprio a una squadra che se l'è ampiamente meritato, andandosi a infilare nei guai con le proprie stesse mani. Andiamo a elencare i motivi per cui il folle minuto milanese significa, con alte probabilità, l'aver messo a rischio la stagione: 

1) scontro con la Eldo Napoli, e questo forse è il male minore 

2) mancanza del fattore campo in un'eventuale semifinale 

3) scontro in eventuale semifinale con Siena, e questo è certamente il male peggiore. 

Siena, nel girone di ritorno, è stata sconfitta dalla sola Lottomatica. Ma potrebbe essere stato soltanto un episodio, generato comunque con assoluto merito da una Virtus strepitosa con Jon Stefansson eroe di quella notte. 

Tra le tante cause di questo quarto posto, ce n'è una che andrebbe citata sopra ogni altra: il presidente Claudio Toti ha assemblato una squadra adeguata non in estate, quando sarebbe stato opportuno, ma a febbraio, un errore che venne fatto nel 2003 ed è stato ripetuto quest'anno. Se Lorbek, Askrabic, Stefansson e Chiacig (Gabini non fa testo) fossero arrivati prima, in estate, e fossero stati in campo a ottobre (al posto dei resti di Mavrokefalidis incostante fuori dalla Grecia, di Marmarinos che a un certo punto è stato messo fuori roster e quindi spedito a Napoli, di Vlado Ilievski che ha provocato danni su danni e si è dichiarato, in seguito, a disagio nella Capitale, oppure di quel che resta di Jerome Moiso), forse qualcosa sarebbe cambiato. E in questo, Toti dovrebbe prendere esempio proprio da Siena: una squadra costruita tutta in estate e, a parte un marginale scambio tra Rombaldoni e Datome, mai cambiata nel corso dell'anno.


Federico Rossini