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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Venerdi 23 Agosto 2019, ore 09:05

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Id Article:1515 date 27 Novembre 2003

Roma, Questa Coppa Uefa sta diventando un'ottima vetrina per Tonino Cassano da Bari, genio e sregolatezza di casa Roma.
Come all'andata ci pensa lui a chiudere il conto e ad archiviare con successo il passaggio al prossimo turno.
Alla vigilia le assenze di Totti, Dacourt e Delvecchio (rimasti a Roma) a cui si aggiungeva quella di Montella infortunato dell'ultima ora, costringevano Capello a schierare un prudente 4-4-2 nel quale si rivedevano i vari Candela, Tommasi (oggi capitano), D'Agostino e Carew.
Sospinto da un vento abbastanza fastidioso e dal tifo incessante dei propri tifosi l'Hajduk partiva subito in quarta mettendo la compagine giallorossa sotto pressione già dai primi minuti. Complice anche la svagatezza di qualche elemento, dopo alcune pericolose avvisaglie arrivava al 34' la rete del vantaggio croato ad opera di Bule che sottomisura sfruttava una magia di Krpan e indisturbato piazzava la palla alle spalle di Pelizzoli. La prima frazione si concludeva con una potente conclusione di Mancini alta di poco, e l'intervallo veniva accolto come una preziosa ciambella di salvataggio gettata al naufrago in mezzo ai flutti del mare in tempesta. Sin dalle prime battute si capiva,nella ripresa, che lo spirito con cui la Roma era scesa in campo era tutt'altro. Complice il vento a favore e la stanchezza degli avversari nella seconda frazione di gioco si contavano alemo 6 limpide occasioni da rete che per via di pali, traverse, parate del portiere e imprecisione nel tiro non si concretizzavano. La supremazia dimostrata dalla Roma però era evidente; i croati non riuscivano più ad imbastire una azione offensiva degna di questo nome e l'unica loro azione pericolosa scaturiva da una leggerezza di Samuel che metteva in movimento il solito Krpan ottimamente stoppato da Pelizzoli in uscita. Mancava solo la rete che avrebbe definitivamente messo le cose a posto. Con Carew uscito per un pestone,D'Agostino un pò appannato e Mancini schierato come punta (ottimo nei movimenti ma impreciso nel tiro), la rete della sicurezza non poteva che segnarla il buon Tonino, subentrato proprio alla torre norvegese. L'azione sicuramente non è stata una delle più limpide ma a Cassano va il merito di averci creduto fino alla fine. La dinamica è quella tipica del gollonzo: Mancini tenta di deviare un pallone su cui il portiere avversario è in vantaggio. Il romanista si ferma ma l'estremo difensore croato si lascia sfuggire la palla, un suo difensore vedendo la cosa, decide di spazzare il pallone ma la foga fa si che la sfera calciata vada ad impattare sul portiere che nel frattempo cercava una seconda volta di bloccare la palla. Morale della storia, il pallone carambolava sui piedi di Cassano che appoggiava in rete a porta vuota. Alla luce anche del risultato dell'andata, la partita poteva considerarsi virtualmente finita e lo spettro dei supplementari definitivamente scacciato.
Al triplice fischio a Capello restava l'amaro in bocca per un risultato che specie nella ripresa ha visto una sola squadra in campo, ma anche la certezza che alcuni "rincalzi" sono pienamente affidabili e nel corso della stagione sicuramente torneranno utili. Adesso bisogna smaltire in fretta la stanchezza anche perchè tra tre giorni arriva all'Olimpico il Lecce e dato che la Juve sarà impegnata nel big match con l'Inter, nulla dovrà essere lasciato al caso.


Antonio Dir. Delle Site