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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Febbraio 2019, ore 11:46

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a cura di Federico Rossini

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Prova incolore per la Virtus Roma contro il Maccabi. Sotto tono Bodiroga (nella foto) e Hawkins  
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Il Maccabi non perdona

A Tel Aviv la Virtus tiene per un quarto d'ora, poi crolla sotto i colpi di Eliyahu, Buford e Bynum e perde 78-65

Id Article:13977 date 10 Novembre 2006

Roma, Sconfitta si temeva e sconfitta è stata, alla Nokia Arena di Tel Aviv strapiena (10500 persone), per la Virtus Lottomatica Roma di Jasmin Repesa. Ma, al di là del 78-65 finale, la Lottomatica non ha fatto una partita bruttissima, anzi per quindici minuti è riuscita a rimanere pienamente nel match, prima che il Maccabi prendesse il largo con Eliyahu e soprattutto Bynum protagonisti. 

In particolare, il primo è stato autore di 18 punti con 5 rimbalzi, mentre il secondo ne ha messi 19 con un 4/5 da tre che è risultato poi decisivo per l'esito del match. 14 i punti di Buford e 13 quelli di Sharp. Per la Lottomatica, invece, 16 punti di un buon Ilievski, anche se ha perso cinque palle, 11 di Askrabic e 19 di Bodiroga, ma soprattutto il cuore di Capitan Tonolli. Le statistiche non gli rendono minimamente giustizia alla bandiera di Roma, da ormai 12 anni. Con lui in campo, la Virtus ha trovato l'armonia che serviva. Il problema è che non basta solo Tonolli, ci vogliono anche gli altri giocatori, altrimenti, solo con lui, Bodiroga e Askrabic che giocano bene costantemente, sarà difficile cogliere qualche risultato importante. Lo sarà ancor di più se David Hawkins non si risveglierà dal torpore in cui è caduto: 2/14 dal campo per soli sette punti nella serata israeliana. Un fantasma

Il Maccabi parte con Bynum, Halperin, Jasaitis, Eliyahu e Vujcic. Roma risponde con Ilievski, Hawkins, Bodiroga, Askrabic e Tonolli

L'inizio si rivela favorevole al Maccabi, che sale fino al 12-6 in buona parte con le giocate di Eliyahu. Roma, però, ci mette poco a ribaltare la situazione con un pesante parziale di 13-2 aperto da Hawkins e chiuso da cinque punti di Ilievski. Il merito di buona parte del break è anche da attribuire a Tonolli, che, in difesa, non fa respirare Vujcic, benché gli conceda, non senza aver opposto resistenza, il canestro che chiude il primo quarto sul 16-19.

A inizio di secondo periodo,Roma controlla il vantaggio finché il Maccabi non piazza un break di 12-0 soprattutto con Eliyahu e Bynum che lo riporta avanti. Il tutto avviene contemporaneamente al calo di intensità difensiva da parte della Virtus, che comincia a fare il gioco dei padroni di casa accettando i cambi di marcatura (senza Tonolli in campo). A quel punto per i gialloblù c'è solo da mantenere il vantaggio fino alla fine del tempo, che si chiude sul 36-30

Si ritorna in campo e a Tel Aviv scoppiano le bombe. Fortunatamente non quelle vere, bensì quelle di Bynum, che porta il Maccabi fino al 45-30. Roma trova quattro punti con Bodiroga e Mavrokefalidis, poi, sempre a suon di tiri da tre, gli israeliani volano fino al +19. Ma la Virtus tenta di recuperare, piazzando un break di 0-8 e tornando a –11, prima che Sharp rubi due palle su due errori di Bodiroga e infili un 58-42 che sa di seria ipoteca sul match. Riducono le distanze Hawkins e Tonolli dalla lunetta, stampando sul tabellone il punteggio di 58-46 in favore del Maccabi. 

L'ultima frazione inizia come peggio non potrebbe. Dopo una segnatura di Vujcic, per una viva protesta di Bodiroga, viene fischiato il fallo tecnico alla panchina di Roma. Sharp mette i due tiri liberi del 62-46. Ma, dal +18 che raggiunge, Tel Aviv rischia di sciupare tutto perché Roma arriva fino al 67-59 (1-11), prima che un nuovo break di 7-0 ponga definitivamente fine a ogni sua speranza. Il vantaggio, assestatosi sui quindici punti, rimane più o meno lo stesso fino alla fine: Maccabi Elite Tel Aviv batte Lottomatica Roma 78-65

Il risultato di Tel Aviv fa sì che la Virtus scenda al quinto posto nella classifica del girone, in compagnia di Olimpia Lubiana e Partizan Belgrado. In testa c'è il Panathinaikos, seguito da Cibona Zagabria, Joventut Badalona e, appunto, Maccabi Tel Aviv. In coda, sorprendentemente, l'Unicaja Malaga di Sergio Scariolo.


Federico Rossini