Comandi

Immagine logo sito
Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Giovedi 27 Giugno 2019, ore 02:21

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Calcio , SkSoggetto:Roma , Tipo Articolo:Voce del Direttore ,
,
a cura di Antonio Dir. Delle Site
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 634 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 1 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato
Per il secondo anno consecutivo è l'Inter ad alzare al cielo la Supercoppa Italiana.  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Maledizione Inter

Inter-Roma 4-3 2006-2007 SuperCoppa Italiana
L'Inter nonstante lo svantaggio di tre reti a zero batte la Roma e si aggiudica la supercoppa

Id Article:12154 date 27 Agosto 2006

Roma, Dopo la sbornia dei mondiali e il rigurgito della cloaca di calciopoli si torna a parlare di calcio giocato. Purtroppo per la Roma continua la maledizione Inter (terza finale di coppa persa in due anni), solo che questa volta l'amarezza per non aver centrato l'obiettivo è tanta in considerazione del fatto che dopo la prima mezzora la roma conduceva per 3 a 0.

Alla vigilia nemmeno il più inguaribile degli ottimisti avrebbe potuto prevedere una partenza a razzo così devastante ed invece la squadra di Saplletti per la prima ora di gara mostrava una organizzazione di gioco impressionante, un meccanismo ben oliato capace di annichilire San Siro ma soprattutto i giocatori nerazzurri incapaci di abbozzare la benché minima reazione se non al 45' del primo tempo con la rete di Vieirà frutto più di una giocata di classe che di una vera reazione di squadra.

La Roma del primo tempo, schierata senza nuovi acquisti (lasciati inizialmente tutti in panchina) e con Totti a giostrare come unica punta, faceva stropicciare gli occhi dalla meraviglia. Difesa impenetrabile con Panucci, Chivu, Mexes e Cufrè , centrocampo arrembante con continui inserimenti dalle retrovie e con Mancini e Aquilani (doppietta) a finalizzare, mentre gli interisti riuscivano ad avvicinarsi alla porta di Doni solo con calci da fermo.
Sembrava di vivere un sogno ad occhi aperti: la piccola Roma capace di fare una modesta campagna acquisti per via degli ormai noti problemi di natura finanziaria che maramaldeggiava sull' Inter stellare infarcita di campioni e fuoriclasse.

Purtroppo però la forma fisica precaria, tipica di inizio stagione, impediva alla compagine romanista di continuare a macinare gioco con il piglio e la disinvoltura della prima frazione di gioco e così con il passare dei minuti gli attacchi si facevano sempre più radi, la manovra si appesantiva, la squadra arretrava troppo il suo baricentro e l'Inter cominciava a prendere in mano le redini di una gara che pareva segnata ma che nel giro di una ventina di minuti veniva nuovamente rimessa in parità.

Mister Mancini azzeccava tutte le sostituzioni inserendo prima un ottimo Crespo (subito in rete) al posto dell'evanenscente Adriano e poi il brasiliano Maicon al posto di Stankovic.

Spalletti invece,avendo ben altra panchina a disposizione, cercava di ridare mordente ad una squadra rimasta a secco di carburante proprio sul più bello inserendo Cassetti per Taddei, Mido per Totti e Tonetto per Aquilani.
Purtroppo però lo stato di appannamento generale era tale che la crisi sembrava irreversibile con la logica conclusione che prima del triplice fischio di Saccani l'Inter non solo aveva recuperato lo svantaggio con una rete di Crespo e la seconda di Vieirà ma addirittura aveva letteralmente divorato la rete del possibile 4 a 3 al 90' con l'ex juventino Ibrahimovic, che solo davanti al portiere romanista sparecchiava incredibilmente fuori.
Sul punteggio di 3 a 3 si andava ai supplementari.

Con entrambe le squadre ormai ridotte allo stremo era il portoghese Figo a pescare il jolly beffando su calcio di punizione dal limite (che peraltro era abbastanza dubbio) il portiere romanista Doni non del tutto privo di colpe sulla prodezza balistica del campione lusitano.

L'amarezza in casa romanista era tanta: Chivu perdeva la Trebisonda e si faceva espellere per aver applaudito platealmente l'arbitro per una punizione concessa sempre a Figo, questa volta a seguito di un intervento decisamente più netto del precedente, lasciando la Roma in 10. Senza poter fare altri cambi, con i giocatori esausti ed in inferiorità numerica alla squadra di Mancini era sufficiente controllare la gara tenendo palla per poter portare a casa una vittoria che per la squadra milanese significa 3 supercoppa italiana della carriera.

La Roma ha impressionato nel bene nel primo tempo e nel male nel secondo, dimostrando ancora una volta che all'organico serve ancora qualcosa per poter essere maggiormente competitivi in vista sia del campionato che degli impegni di Champions.

Il calcio mercato si chiude a fine mese …..speriamo bene!!!!!

Antonio Dir. Delle Site