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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 23 Luglio 2019, ore 09:00

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a cura di Lorenzo D'albergo
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Il mister giallorosso davanti ai microfoni
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La parola a Spalletti

L allenatore della Roma tra mercato e Calciopoli

Id Article:11978 date 29 Luglio 2006

Roma,
Prima conferenza stampa stagionale a Trigoria per Spalletti. Il tecnico ha risposto soprattutto a domande inerenti il mercato, che, dopo le sentenze di appello, sta per entrare nel vivo. Molti i nomi accostati alla società giallorossa, anche se Spalletti preferisce non farli: “Se dico chi preferisco, automaticamente questo poi costa di più”.
Nonostante questa dichiarazione i nomi in circolazione sono ormai i soliti: Vucinic, Iaquinta o Crespo per l'attacco (aggiungiamo anche il sogno, Trezeguet); Appiah, Diarra e Pizarro per il ruolo di centrale di centrocampo; Semioli, appena dichiarato incedibile dal Chievo, in caso di cessione di Amantino Mancini, magari per arrivare a David Pizarro, regista cileno che tanto piace all'allenatore giallorosso.

Tornando alla conferenza stampa, le prime domande riguardavano soprattutto lo scandalo di “Calciopoli” ( o Moggiopoli, chiamatelo come più vi piace).
Così Spalletti sulle ultime sentenze: “Da parte mia rimane difficile giudicare le sentenze di appello. Bisognerebbe conoscere i fatti e quei particolari per poter giudicare e diventa difficile dall'esterno. Devo prendere in considerazione la nostra situazione. Riporre le attenzioni verso di noi. Vedo che qualcuno di quelli penalizzati è contrariato, nonostante gli siano state ridotte le pene”.
Intanto la Roma si gode la Champions League… “Non avevamo impostato in nessun modo il lavoro in vista della Champions. Eravamo andati ad affrontare la corsa, resistenza. Ora direzioniamo il fabbisogno in base alle esigenze”.

Questione mercato. A questo punto la conferenza stampa si fa più vivace. A giudicare dall'insistenza con la quale vengono riproposte le stesse domande di mercato, anche i giornalisti, oltre ai tifosi, sognano un colpo di mercato da parte della Roma. Questo il pensiero di Spalletti sul mercato: “Non dobbiamo affrettare il mercato. Non tanto per una questione numerica, ne abbiamo 34 in rosa, va creato un gruppo giusto, soprattutto con quelli che siamo andati a cercare: Tonetto e Cassetti. Magari bisogna migliorare la squadra, questo sì. Non vogliamo fare confusione - ha precisato mister Spalletti - Buttar via qualche giocatore come si rischiava lo scorso anno. Dobbiamo affrontare un mercato, ma dire che i nostri non sono buoni non va bene”.

Dopo le considerazioni generali sul mercato che la Roma si accinge ad affrontare, si cominciano a fare i nomi…
Appiah o Diarra? “Sono due buoni centrocampisti. Se ne potrebbe mettere qualcun'altro sulla lista. Appiah più tecnico, nervoso sotto l'aspetto della frequenza di passo,è sempre molto rapido. L'altro fisico, muscolare e forse più forte di testa e nei contrasti. Appiah ha qualcosa di più nella fase propositiva”. Unico punto a sfavore del ghanese il fatto di non poter essere più utilizzato in Champions (ha già esordito nei preliminari con la sua squadra).
Vucinic o Crespo? “Se dico che prendiamo un centravanti gli altri non vengono considerati. Abbiamo Tulli, Corvia, Nonda, Montella, Okaka, Totti e Taddei che possono giocarci. Cercheremo di prenderne una se migliorerà il nostro reparto”.

Tommasi e Mancini, il primo è partito dopo dieci anni di Roma, il secondo potrebbe essere inserito nella trattativa che porta a Pizarro. “Non penso che Mancini possa riservarmi qualche sorpresa sgradevole. Questo ragazzo ha qualità che tutti hanno visto. Quella che più è nascosta che si allena sempre al massimo. Difficilmente ho visto bravi giocatori sviluppare una seduta con tanta intensità. Ed è una qualità fondamentale per i futuri calciatori importanti. Se lui fosse intenzionato a fare. qualcosa di diverso non parteciperebbe con la stessa attenzione. Sicuramente Mancini se dovesse andare altrove, porterebbe dei soldi per acquistare qualcuno di pare valore. Su Tommasi non posso dire altro che mi mancherà. Come ho sempre detto nella passata stagione, gli sport di gruppo passano per l'amicizia, la voglia di suddividersi le fatiche e lui in questo è un maestro di vita. Al di là delle qualità tecniche”.

Faty e Mido, due dei nuovi innesti giallorossi. Cosa ne pensa? “Faty è giovane, ma con qualità importanti. Classico giocatore da quel ruolo lì. Forza fisica, controllo di palla. Ma giocare nella Roma diventa importante l'esperienza e lui ne deve fare. Ha prospettive molto interessanti”.
“Mido fisicamente è bello tosto. Di testa ha delle qualità. La palla la spinge”.


Capitolo amichevoli. “Stiamo cercando un'amichevole per il cinque. La vogliamo di qualità altrimenti sarà inutile andarla a fare. Dobbiamo fare test importanti, al di là del fatto della Champions. Cercando di prevenire quello che può succedere in futuro”.

Per chiudere, gli auguri al Presidente Sensi: “L'augurio è che passi serenamente gli anni a venire. La cosa che mi ha riempito di gioia è che lui mi ha fatto sempre sorrisi rassicuranti e carichi di fiducia. Cercherò di contraccambiare la fiducia che ha in me”.


Lorenzo D'albergo