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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Lunedi 22 Luglio 2019, ore 15:55

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a cura di Elisabetta Carucci

L'egiziano Mido e il francese Mexes con le maglie giallorosse durante la loro presentazione a Trigoria
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Il ritorno di Mido

Dopo due anni lontano dal club giallorosso, e dopo l' esperienza in Inghilterra, il giocatore egiziano e' tornato alla Roma ed e' impaziente di stare a disposizione di Spalletti.

Id Article:11954 date 25 Luglio 2006

Roma, Due anni fa lo definivano una promessa del calcio, ma l'esperienza in casa Roma non ha dato i risultati sperati. Ma dopo questi due anni di lontananza dalla capitale, Ahmed Hossam Mido e' tornato ad indossare la maglia giallorossa. E nelle dichiarazioni da lui rilasciate ai giornalisti, il ventitreenne egiziano rassicura in primis sulle sue ottime condizioni fisiche, non di meno sulle sue prossime prestazioni in campo. Il dottor Bronzi lo definisce “una macchina da guerra”, dopo che il giocatore ha terminato di sottoporsi alle visite mediche a Villa Stuart. Una roccia nel fisico, quindi, ma soprattutto nello spirito, che appare vincente e determinato. Alla domanda sul perche' abbia rifiutato le offerte di Blackburn e Tottenham pur di far ritorno a Roma, Mido risponde: “Sono qui per dimostrare di essere un buon giocatore. E poi Roma mi piace. Mi piace la citta' e anche lo Stadio Olimpico e' bellissimo. Due anni fa ero venuto per rendere felici i tifosi, sapevo gia' che ambiente avrei trovato”.


A chi azzarda un paragone tra lui e Ibra, Mido dichiara: “Il paragone e'impossibile. Siamo due giocatori molto diversi: Zlatan e' un grande giocatore, Mido, nuovo attaccante della Roma,felice per un gol
(Premi per la FOTO Ingrandita) ma e' piu' un uomo assist. Io sono una prima punta, ho caratteristiche piu' simili a Toni, Crespo e Gilardino. Due anni fa ho giocato spesso fuori ruolo e non sono praticamente mai partito titolare. Era la mia prima esperienza nel campionato italiano e non e' stato semplice entrare sempre a partita in corso”. Ma ancor di piu'Mido ha le idee chiare su cosa non abbia funzionato due anni fa: “Il problema pricipale e' stato Delneri. Lui arrivava dal Chievo e secondo me non era pronto per allenare una squadra come la Roma. Aveva paura dei grandi giocatori, si faceva condizionare. Mi sono sentito escluso e allora ho preferito andar via. Con Voeller invece siamo stati insieme solo due settimane: se fosse rimasto le cose sarebero andate molto meglio sia per me che per la squadra”. Ultime battute, quelle sul futuro: “Non pretendo di giocare titolare – ha aggiunto il calciatore - voglio solo mettermi a disposizione del mister. La Roma ha grandi giocatori e un attaccante straordinario come Montella. Vorrei avere piu' spazi di due anni fa, non voglio sentirmi escluso”.


Elisabetta Carucci