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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Giovedi 19 Settembre 2019, ore 14:39

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a cura di Francesco Conti
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Zeman sorridente seduto in panchina
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Zeman: "Ultimi campionati da riscrivere"

L'ex tecnico giallorosso, da sempre uno dei massimi accusatori della Juventus e dell'intero sistema calcio, commenta l'incredibile scandalo delle intercettazioni venuto a galla in questi giorni.

Id Article:11370 date 15 Maggio 2006

Roma,

Quando si pensa a Zdenek Zeman la prima cosa che viene in mente è accostare il suo nome ad un calcio pulito e divertente. Da sempre infatti, il tecnico boemo, attualmente sulla panchina del Brescia in serie B, è in assoluto il primo degli accusatori di un certo sistema nel nostro calcio italiano ed in particolare proprio della Juventus, a partire dalla vicenda doping.

Non si è mai nascosto Zeman anche a costo di rimetterci personalmente, e non è un caso che la sua carriera sia stata fortemente influenzata negativamente da un certo potere per via delle sue accuse e del suo carattere "anticonformista" rispetto al "palazzo del calcio".

 

Il suo nome è stato anche tirato in ballo in alcune intercettazioni tra Moggi e Giraudo in cui i due dirigenti della Juventus parlano esplicitamente di un modo per "legnare Zeman" e per così dire complicargli la sua carriera come allenatore in serie A.

 

Adesso il boemo può finalmente prendersi qualche rivincita su certi personaggi che da sempre aveva accusato, a ragione aggiungiamo noi, di essere il male di questo sport.

 

Non poteva dunque mancare un suo commento su questa vicenda che sta sconvolgendo il campionato italiano e che lo vede come uno dei massimi vincitori morali proprio perchè non si è mai piegato a questo sistema ed è sempre andato avanti per la sua strada senza scendere a compromessi con nessuno.

Queste le parole del tecnico boemo, intervenuto ai microfoni della trasmissione Te la do io Tokyo in onda su Centro Suono Sport: "Secondo me non ha senso stare a vedere chi ha vinto, chi ha perso e chi è retrocesso negli ultimi anni. L'inchiesta - spiega l'ex allenatore di Roma e Lazio - si basa su una stagione ma anche le altre non erano differenti. Non ci saranno le prove o le intercettazioni, ma il fenomeno è cominciato molto prima."

 

Zeman punta il dito su Moggi e su tutti quelli che gli giravano e gli girano tuttora intorno facendo ponendosi il quesito se realmente ci sia l'intenzione di dare una pulita a questo calcio: "Moggi si andrà a difendere e dirà che non è successo niente. Io penso che quello che è successo basta e avanza. Non è lui che smette,devono essere gli altri a impedirgli di fare calcio. Non mi sorprendo - continua deciso Zeman - se oggi la situazione è gravissima e se si vuole approfittare della situazione per cambiare ma la domanda é se si vuole cambiare. Perché non è tanto cambiare le regole che ci sono, ma bisogna farle rispettare. A me dispiace per la gente, ci sono milioni di persone che ci credevano e che sono appassionati, che invece sono stati sempre imbrogliati."

 

E' tutto d'un pezzo Zeman quando gli viene chiesto se secondo lui c'è l'intenzione di cambiare realmente questo sistema completamente marcio: "Non so se c'é la volontà di cambiare, visto che tutte le parti sono colluse con questo sistema, e che sono contenti perché gli conveniva così. Io ho sempre detto che il sistema non è giusto, che si sono persi tutti i valori e dalle intercettazioni che sono uscite finora c'é una conferma del mio pensiero e della mia voglia di cambiare. Non credo oggi ci sia volontà di cambiare: oggi come oggi nessuno è colpevole, tutti hanno fatto il loro dovere. Invece dalle intercettazioni sembra il contrario. Oggi sento dire che nessuno c'entra niente, non capisco come si faccia ad affermare una cosa simile".

 

Come è nel suo stile, mister Zeman ritira in ballo il ct della Nazionale, Marcello Lippi, ricordando una puntata della trasmissione Rai "la Domenica Sportiva" in cui disse che il sistema doveva cambiare e Lippi rispose che si doveva stare zitto perchè ne faceva parte e doveva dunque uniformarsi: "Io - afferma laconico Zeman - ripeterei la stessa cosa che dissi a suo tempo, non so se anche Lippi invece farebbe la stesso".

 

Non si scompone neanche quando gli viene chiesto come ha giudicato i festeggiamenti visti ieri a Bari della Juventus per la conquista "aleatoria" di uno scudetto che probabilmente gli verrà revocato: "C'é qualcuno che gioisce ancora, a me piace vincere in un altro modo".

 

Zeman elogia poi il capitano della Roma, da sempre suo pupillo, uno dei pochi calciatori che ha preso da tempo una posizione decisa contro questo sistema: "Francesco Totti dice quello che pensa e se la pensa così vuol dire che ha capito cos'é il calcio. A lui è sempre piaciuto giocare e gli dispiace che non si rispettano le cose che per lui sono giuste".

 

Per chiudere l'attuale mister del Brescia ribadisce il suo apprezzamento per Gianni Rivera che vedrebbe bene a capo della Figc e si auspica un futuro con valori diversi da quelli emersi in questo periodo, ricordando quando veniva deferito a seguito delle sue dichiarazioni ritenute scomode: "Ero leale e dicevo la verità - sostiene Zeman - e venivo multato perché ero leale. Ma la cosa importante è ridare al calcio valori, verità e che si faccia calcio come sport. Mi hanno sempre detto che le mie sono utopie e invece penso sia possibile".



Francesco Conti