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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Domenica 20 Gennaio 2019, ore 20:08

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Calcio Caos: trovato l'accordo per la B


Id Article:1130 date 9 Settembre 2003

Roma,

Domenica in serie B si sono giocati solo due incontri sui 12 previsti. Sintomo inequivocabile che mai come in questo periodo il mondo del calcio si è trovato in una situazione di estrema confusione. Per analogia se andiamo a vedere quello che accadde lo scorso anno noteremo che per certi versi i soggetti dello scontro sono sempre gli stessi: i soliti noti che governano il calcio ormai da una vita e che sembrano attaccati alla poltrona più di un ministro della repubblica delle banane e i peones che reclamano più diritti e più soldi. Lo scorso anno a cappeggiare la rivolta c'era Franco Sensi che si era erto a paladino dei deboli prendendo le difese dei piccoli club mettendosi in aperto contrasto con i poteri forti del pianeta calcio. Il risultato fu che una volta disinnescata la grana dei diritti tv e quindi normalizzata la situazione, questa levata di scudi alla Roma venne fatta pagare a caro prezzo con una serie di torti arbitrale che sommatisi alle difficoltà di squadra e società (tanti giocatori fuori forma per via del mondiale, campagna acquisti inesistente, ecc. ecc.) contribuirono ad un campionato incolore dei giallorossi.

Questa volta la Roma nella vicenda ha mantenuto, gioco forza, una posizione molto defilata, non solo per aver fatto memoria di quanto accaduto in passato ma anche per via dell'"affair" false fedeiussioni che ha costretto la società ad assumere un atteggiamento cauto e attendista.

L'oggetto del contendere rigurda sia l'allargamento della B a 24 squadre, cosa che comporterà tante partite in più, rose delle squadre più folte e quindi costi più elevati, ma anche i soldi che la serie A elargisce alla B e che restano gli stessi mentre a chiedere un pezzo della torta ci sono 4 nuovi soggetti rispetto al passato e poi la somma ritenuta troppo bassa per i diritti tv che Sky (ormai in una situazione di monopolio di fatto) non ha alcuna intenzione di ritoccare verso l'alto. Tra tentativi di mediazione e proposte di vario genere alla fine però la richiesta fissa è stata la testa del presidente della FIGC e anche di quello della Lega; più o meno l'obiettivo di Sensi lo scorso anno.

Per risolvere i problemi definitivamente sarebbe necessario un intervento deciso di una autorità super partes in grado di ristabilire la serenità, di salvare quello che ne vale la pena e quindi fissare regole che in futuro non potranno essere messe in discussione dai potenti di turno.

Tale intervento però dovrebbe partire dall'interno del mondo dello sport e non dall'esterno, come accaduto nel recente passato, e come primo problema dovrebbe affrontare il discorso delle regole, attualmente inesistenti, atte ad eliminare i vari conflitti di interesse in cui oggi sono coinvolti troppi elementi illustri. Purtroppo però questo, se mai avverrà, rigurderà un futuro che si spera prossimo venturo e sicuramente non il presente.

Quello che risulta estremamente fastidiosa è la politica dello struzzo adettatta da tanti adetti ai lavori e da parecchi organi di informazione. Non ha caso si è voluta far partire la serie A a tutti i costi senza mai fare un minimo accenno a possibili soluzione per risolvere i problemi che ormai da anni tormentano il governo del calcio. Sempre più spesso sentiamo dire "adesso parliamo del calcio vero...." riferito alle imprese della nazionale o ai risultati della prima giornata come a dire: "basta con le polemiche,lasciamo tutto così come è....anzi chi si lamenta è bene che non tiri troppo la corda...tanto alla gente questo non ineressa".

Perché in tanti, troppi, hanno evitato di esprimersi in proposito? Perché si tenta di nascondere i problemi del governo del calcio con le prodezze dei suoi migliori esponenti? A chi giova questo tipo di politica dell'informazione, che tende a minimizzare invece di spiegare? Forse a chi vorrebbe che le cose restassero come sono, a coloro che hanno capito quanto essere nella stanza dei bottoni alla fine sia assai rilevante nell'economia di un campionato, a chi ormai si è costruito una posizione dominante e della mutualità non sa che farsene?

Andando poi ad analizzare i vari soggetti coinvolti nella vicenda è difficile individuare un cavaliere senza macchia che si batta solo per il bene del movimento calcistico senza però allo stesso tempo tirare l'acqua al proprio mulino. Non va scordato che oggi alcuni dei più accaniti oppositori dei vertici del calcio, ieri ne hanno permesso l'elezione. Pertanto, come spesso accade, fare il gioco dei buoni e dei cattivi è assai pericoloso, anche perché c'è chi oggi dice una cosa e domani sarà pronto a smentirsi, perché di grandi vecchi ce ne sono in entrambi gli schieramenti, perché sono troppi gli amici del giaguaro.....

Oggi finalmente il tanto sospirato accordo, la classica soluzione di compromesso che pur lasciando i problemi sul tappeto è in grado di salvare baracca e burattini: serie A dal prossimo anno con 20 squadre (ottenute 5 promozioni e uno spareggio), nessuna penalizzazione per i club ribelli, dimissioni di alcuni tra i presidenti ribelli (Cellino e Pastorello in primis) forse per non fare la fine di Sensi lo scorso anno e, sorpresa sorpresa, i soliti noti, sempre al loro posto ma con la sedia un po meno salda di prima, a tranquillizzare gli sportivi che la nottata è passata e che è tornato tutto alla normalità.

Alla fine "molto rumore per nulla" e avanti così fino a che non si presenterà una nuova crisi, e quando ciò accadrà speriamo che il pallone non si sgonfi definitivamente.........



Antonio Dir. Delle Site