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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 24 Aprile 2019, ore 00:16

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a cura di Federico Rossini

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Roma, treno quarto posto perso

La Virtus perde 76-80 e dà l'addio alle speranze di buon piazzamento

Id Article:11294 date 8 Maggio 2006

Roma, Sconfitta di proporzioni minime nel punteggio, ma gigantesche per la classifica, per la Lottomatica Roma. La formazione di coach Svetislav Pesic per la terza volta consecutiva in stagione non riesce a superare l'ostacolo Carpisa Napoli, perdendo per 76-80 una partita che si poteva vincere. Soprattutto hanno pesato gli errori, da quelli arbitrali a quelli del coach di Novi Sad.

Lo scenario del PalaLottomatica è molto colorato: sono molti i napoletani mescolati ai romani, benché non tutti abbiano gradito tale situazione. Nel complesso, il numero di tifosi di Napoli ha superato di molto ogni immaginabile previsione, visto che si contavano un migliaio di presenze e ne sono arrivate tra le 1500 e le 2000.

Le due squadre partono con i seguenti quintetti: per Roma, Giachetti, Tonolli, Marko Pesic, Bodiroga, Ekezie; per Napoli, Sesay, Morandais, Larranaga, Cittadini, Greer.

La palla a due se l'aggiudica Roma, ma per un minuto e passa non c'è verso di fare canestro. Il primo punto è di Marko Pesic con un 1/2 dalla lunetta. A quel punto si sblocca anche Napoli, e in particolare Sesay e Morandais, che fanno salire la squadra di coach Bucchi fino al 3-6, quando Marko Pesic s'inventa una tripla subendo anche il fallo. Non sfrutta però l'occasione del libero aggiuntivo e il risultato rimane sul 6-6. Di lì, la Carpisa comincia a dilagare davvero, con Greer che, da solo, porta un parziale di 7-1, facendo salire la propria squadra fino al 7-14, che diventa 8-16 e poi 10-19. I padroni di casa non riescono a reagire più di tanto. Ci pensano Ilievski e Pesic figlio (sempre lui!) a diminuire il passivo che alla fine del primo quarto si fissa sul 14-19.

Il secondo periodo sembra far rivedere la luce in fondo al tunnel quando arriva una tripla di Ilievski ma la promessa non viene mantenuta. Per un paio di volte la Carpisa scappa appena la Virtus torna sotto, poi arriva il pareggio da Hawkins e il vantaggio per opera di Pesic figlio. Nonostante tutto la squadra napoletana se ne va di nuovo fino al +9 sul 36-45. Ci pensano Bodiroga e Tusek a far risalire la squadra fino al 40-45 che porta all'intervallo lungo.

La terza frazione si apre all'incirca come la prima, nel senso che nessuna delle due squadre per un po' riesce a segnare. Giunge anche la stoppata di Tonolli,unica nella giornata, su Cittadini. Quindi, la Lottomatica recupera e impatta a quota 45, prima che si apra un periodo nel quale nessuna delle due squadre sembra voler prendere il sopravvento, benché Roma abbia più tranquillità nel gioco e sembri poter dare lo strappo decisivo. Infatti ci prova, salendo fino a 62-59, ma Greer ricompone lo strappo e Rocca opera il sorpasso, prima che Hawkins segni proprio sulla sirena di fine periodo il canestro del 64-64. In pratica, tutto da rifare, ma con un gran carico di falli da parte romana, Tonolli che ne ha quattro non rientrerà più.

Sembra aprirsi bene l'ultimo quarto vista la tripla di Marko Tusek che porta avanti la Virtus. Ma in cinque minuti non si riesce a combinare alcunché di buono nonostante la situazione sia favorevole, e Rocca rispedisce avanti di uno la propria squadra. Arriva un'altra tripla di Ilievski che rimette avanti la Virtus, ma è l'ultimo sussulto della squadra romana che deve subire anche l'uscita di Hawkins per falli (criticabile la scelta di Pesic di lasciarlo in campo con quattro falli, a prescindere dalla pericolosità o meno in attacco) perché la Carpisa piazza un break di 0-8 che chiude la partita. Qualche speranza la lasciano un 2/2 di Bodiroga e un paio di rientri a -2 di Ilievski, che potrebbe anche tirare da tre nell'azione successiva, ma prende la stoppata di Sesay. A quel punto, il 2/2 di Larranaga sul terzo fallo di Tusek porta a fissare definitivamente il risultato, che suona come una condanna per la formazione capitolina: 76-80.

Non bastano dunque i 18 punti di Ilievski e Tusek, i 13 di un Hawkins non incisivo, i 12 di un Bodiroga ancora peggiore, visto come Morandais lo ha sistematicamente messo alle corde, e i 10 di Pesic figlio. Sono stati decisivi i 22 di Greer, i 19 di Rocca, i 14 di Larranaga, gli 11 di Morandais e i 10 (con 11 rimbalzi) di Sesay.

A questo punto, la situazione playoff diventa molto complicata, in quanto si deve per forza vincere contro Teramo e Milano, per evitare di finire contro Climamio Bologna o Benetton Treviso, quando non addirittura fuori dalle prime otto posizioni.

Federico Rossini