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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Marzo 2019, ore 03:21

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Il pallone si è sgonfiato, chi l'ha bucato?


Id Article:1107 date 27 Agosto 2003

Roma,

Forse avrà contribuito anche  il caldo asfissiante di questa estate ma in questi mesi nelle stanza dei bottoni ne sono veramente successe di tutti i colori.  Risultato: blocco della Coppa Italia domenica scorsa e inizio dei campionati in forse.

Le componenti che hanno determinato questo stato di cose sono tante e spesso si sono intrecciate tra loro con il solo risultato di auggingere "vento a tempesta". Per chi magari volesse un breve riassunto della telenovela pallonara riportiamo di seguito alcuni dei momenti topici.

Il Caso Catania.

Il 20 maggio scorso si gioca in serie B Catania - Siena e tra le file della squadra toscana viene schierato il giocatore Martinelli. La partita sul campo finiva in pareggio ma il patron del Catania, Luciano Gaucci,  venuto a sapere che il giocatore in questione, squalificato per un turno, aveva si saltato la gara di campionato precedente, Siena-Napoli, ma aveva comunque disputato una partita ufficile con la primavera, su queste basi  formulava ricorso affinche tale irregolarità comportasse la vittoria della sua squadra a tavolino. Arrivato a quello che una volta era l'ultimo grado della giustizia sportiva, la Caf, accade che tale ricorso venga accolto e che venga data la vittoria agli etnei. A questo punto a non starci e la Federazione che decide di ricorrere al consiglio federale per confermare il risultato del campo. Ovviamente il Catania non ci stà e decide di ricorrere al TAR (ovvero alla giustizia ordinaria) per veder riconosciuti i propri diritti. Nel frattempo il campionato di B finisce e il Catania sarebbe retrocesso, però il TAR della  Sicilia da ragione ai siciliani confermando la vittoria a tavolino, pertanto Catania in B e spareggio tra Napoli e Venezia per stabilire l'ultima squadra a dover retrocedere in serie C1. La Federazione però decide di non tenere conto delle decisioni del Tar diramendo il 31 luglio il calendario del prossimo campionato di B a venti squadre e quindi senza i siciliani. Semplificando alcuni passaggi, dopo tutta una serie di ricorsi e controricorsi, avvocati e carte bollate, alla fine l'ultimo prunincimento del TAR è chiaro: o il Catania gioca in serie B o partiranno denuce per tutti.

Lo scandalo Fedeiussioni.

La Covisoc (l'organo della FIGC che controlla i bilanci delle società) dopo aver rimandato alcune squadre per svariate ragioni (tra cui Roma, Napoli, Spal e Cosenza) intima loro di presentare entro una settimana delle fediussioni bancarie in grado di garantire gli impegni presi in relazione ai livelli di indebitamento raggiunti.

Alla seconda tornata alle quattro squadre sopra citate vengono fatte delle contestazioni in merito alle garanzie presentate e per regolarizzare la loro posizione viene indicata direttamente dal segretario della Covisoc  la finanziaria a cui rivolgersi e il broker a cui fare riferimento. Il 3 luglio invece si scopre che le fediussioni presentate sono false. Si muovono subito la magistratura e l'ufficio indagini della FIGC. Emerge che le società in questione sono parte lesa in quanto estranee alla truffa ma si viene a sapere anche che le fedeisussioni arrivarono qualche ora dopo il limite ultimo previsto.

Su tali basi il Catania presenta un altro ricorso, questa volta al TAR di Reggio Calabria (che puntualmente darà ragione alla squadra etnea) per estromettere il Napoli dalla B mentre l'Atalanta, pur non ricorrendo alla magistratura ordinaria, chiede a Federazione, Coni e Lega di essere ripescata al posto della Roma. La FIGC però data l'eccezzionalità dell'accaduto e confermata la buona fede delle società in questione decide di dare a Roma e Napoli la possibilità di presentare nuove fedeiussioni che vengono regolarmente presentate nei termini richiesti.

Il Decreto Salva Calcio.

Che il mondo della politica scalpitasse per intromettersi nel mondo dello sport era ormai palese anche se a parole tutti lo negheranno fino alla nausea.

Non dimentichiamo che l'attuale presidente del consiglio continua ad essere anche presidente del Milan "per motivi affettivi"e mica di immagine; che a Montecitorio sono già nati diversi club di parlamentari tifosi  (ultimo in ordine di tempo proprio quello giallorosso) e che in occasione del caso Catania a marciare contro la Federcalcio c'erano oltre agli amministratori locali anche alcuni esponenti di spicco dell'attuale maggioranza di governo. Ghiotta occasione quindi quando  Coni,FGCI e Lega Calcio si sono rivolti al Governo per chiedere un decreto legge, denominato "salva-calcio", atto ad "impedire ai giudici tifosi dei vari TAR di riscrivere i campionati di sana pianta". E una volta tanto il consiglio dei ministri convocato subito dopo ferragosto oltre che parlare dei consueti rincari che accolgono ormai da anni gli italiani dal ritorno dalle vacanze ha avuto modo (non senza qualche bastian contrario) di sfornare un decreto legge che da maggiori poteri agli organi di governo del pallone. Conseguenza diretta di tale atto la decisione del consiglio Federale di varare una serie B a 24 squadre bloccando le retrocessioni. Quindi in B oltre al Catania vanno Genoa e Salernitana. Al posto del Cosenza, estromesso per la sua posizione contabile deficitaria, invece di ripescare una delle squadra sconfitte nei play off di C1 (Pisa o Martina) si decide di ripescare per meriti sportivi,  bacino di utenza, e altre motivazioni varie assolutamente estranee allo sport ma non al business niente meno che la Fiorentina del Patron Dalla Valle con sommo rammarcio per il povero Cecchi Gori a suo tempo abbandonato al suo destino.

E' il Caos! Tutti protestano chi per un motivo che per l'altro e minacciono la serrata come accaduto domenica scorsa con la Coppa Italia. Protesta il Cosenza perché a suo avviso estromesso ingiustamente. I tifosi del Pisa per protesta bloccano la Torre Pendente ai turisti e quelli del Martina si vanno ad incatenare davanti la sede della FIGC. I presidenti di B reclamano un campionato di 20 massimo 21 squadre e si rifiutano di giocare. Preziosi si trova ad essere presidente di due squadre nella stessa categoria e in attesa di vendere una società gioca a fare campagna acquisti con se stesso. Zeman da Avellino tuona contro i papocchi del calcio e il presidente della Salernitana, suo ex datore di lavoro, reo a suo avviso di sapere tutto fin dall'inizio e di aver speculato sulla vicenda vendendo almeno 13 giocatori. Cellino e Zamparini presidenti di Cagliari e Palermo minacciano di abbandonare il mondo del calcio, il primo adombrando anche pericoli per l'incolumità personale e dei familiari. Ruggeri dell'Atalanta lancia l'iniziativa, ottenendo parecchi alleati, di boicottare le nazionali non inviando i giocatori. Dal canto suo la FGCI minaccia il pugno di ferro con i ribelli, mentre il Coni prima minaccia il commissariamento della FIGC e poi per paura di dare man forte ai "ribelli" si affretta a diramare delle "doversose precisazioni"facendo una spettacolare conversione ad U. E ormai all'inizio dei campionati manca meno di una settimana............

I Diritti Televisivi

Altra grana che ci si è trasinata dallo scorso anno, e che allora comportò lo slittamento del campionato, è quella dei diritti televisivi. L'anno scorso c'erano Tele + e Stream, adesso invece c'è solo Sky ma la situazione sembra ugualmente alquanto complicata. Brescia, Empoli, Perugia, Modena, Chievo e Ancona hanno dato vita ad una nuova piattaforma digitale ma hanno il problema che per trasmettere devono, almeno inizialmente, appoggiarsi a Sky sia per il segnale che per il decoder e la smart card. Attualmente un accordo, salvo ripensamenti dell'ultima ora, non sembra così immediato e pertanto senza accordo la nuova piattaforma non può trasmettere e i club interessati, solidarizzando anche con quelli della B, minacciono di non giocare se non verrà trovata una soluzione al problema.

 

Si preannuncia quindi una settimana fondamentale che alla fine ci dirà se domenica 31 si giocherà oppure no.  Certo è che se tutti rimaranno sulle proprie posizioni sarà difficile trovare un accordo soddisfacente  ma forse come è accaduto in passato di fronte agli interessi si troverà un "uovo di Colombo" che accontenti piu o meno tutti, magari posticipando di una-due settimana l'inizio del campionato. Resto comunque il fatto che ogni anno si riesce sempre a fornire il peggio dell'anno precedente e il brutto e che poi alla fine i protagonisti sono sempre gli stessi. Forse è questa la tassa da pagare per poi godere durante l'anno dello spettacolo pallonaro? Fino a che gli evasori non diventeranno la maggioranza allora per certa gente c'è speranza a lascir tutto così come è, ma questo non potrà durerà per sempre.......purtroppo però crediamo che si riuscirà a fare un po di pulizia solo quando la gente preferirà andare a vedere una partita al campetto sotto casa piuttosto che una gara di campionato; la speranza è che quel giorno non sia poi così lontano!

 



Antonio Dir. Delle Site