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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 17 Luglio 2019, ore 08:56

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a cura di Pietro Vultaggio
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Guarducci intervistato da Erlupacchiotto
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Un grande nuotatore

In questi giorni sono in corso a Barcellona i campionati mondiali di nuoto. L'occasione è stata propizia per avvicinare una vecchia gloria del nuoto azzurro l'ex primatista dei 100 metri Marcello Guarducci.

Id Article:1099 date 15 Luglio 2003 Dichirazione di: Marcello Guarducci

Roma,

Come ti presenti a chi non ti conosce ? Sono un ex atleta a livello agonistico, anche se ancora pratico questo sport, di una disciplina, il nuoto, che meriterebbe molto di piu' e che in carriera mi ha regalato mote soddisfazioni.

Di cosa ti occupi oggi ? Segui ancora il nuoto ? Seguo il nuoto e sono rimasto nell'ambiente, sono rappresentate di un'azienda romana di costumi da bagno; ho prestato per anni consulenze nell'ambito degli impianti sportivi, ma soprattutto mi occupo di sensibilizzare la gente a "non aiutarsi" con sostanze proibite.

Tenevi piu' alle vittorie o ai record ? Perche' ? Entrambi: i record restano e pure le vittorie.

In molti ti ricordano positivamente: quale lato delle tua personalita' credi abbia impressato la gente ? Il carattere disteso sicuramente, ma anche il fatto che sono stato sempre me stesso.

Il segreto della "scioltezza" durante le interviste tv ? Beh, appunto come dicevo prima, il fatto di essere una persona pulita e aperta mi facilitava tantissimo, quindi apparivo sereno, perche' cosi' ero e sono.

Una breve ricordo dell'Olimpiade di Monaco (1972)? Era la prima Olimpiade, un'emozione grandissia, impressionante. Senza considerare che ero il piu' piccolo dei maschietti nella comitiva azzurra.

Una breve ricordo invece della successiva Olimpiade a Montreal (1976)? E' stata una bella favola anche se alla fine non ho vinto nulla. Aver gareggiato la finale ed essermi qualificato con il secondo miglior tempo e' una soddisfazione che mi ripaga, anche se solo parzialmente, della delusione di non aver portato a casa una medaglia.

Ma in quella finale credi che ti abbia penalizzato gareggiare in corsia 5 (accanto al favorito americano Montgomery) ? Abbastanza, dato che lui e' partito a razzo (in quella gara ha stabilito il record del mondo), io gli sono stato al fianco per quasi tutta la gara, poi negli ultimi metri ho ceduto, chiudendo al quinto posto.

Il rammarico piu' grande e' la mancata partecipazione alle Olimpiadi senza americani di Mosca nel 1980 ? Certamente ! Oltre che per la mancata partecipazione la delusione piu' grande e' capire che lo sport non era solo sport, ma anche altre componenti, come appunto quella politica.

Lo sport italiano aderi' al boicottaggio cosi' non poteste partecipare. Non proprio, l'esclusione era per noi "militari": carabinieri, polizia, corpo forestale, ecc.. Mentre gli iscritti al Coni parteciparono e vinsero pure diverse medaglie.

Vero ricordo che furono accolti da Pertini al loro ritorno. Si, furono ricevuti dal Presidente della Repubblica e pubblicamente elogiati, mentre di noi nessuno si e' mai ricordato, neanche un "ci dispiace" o un "grazie". Eppure di medaglie anche noi ne avremmo potute conquistate.

Quante su' per giu' ? Anche una ventina.

Cosi' tante ? Eh gia', eravamo un bel gruppo, ti faccio dei nomi di sicuri vincitori: Maffei, Masala, Montano, Scartezini.

E te ? Certamente avrei vinto una medaglia, l'anno prima nella coppa del Mondo nel 1979 a Tokio, mi ero classificato al secondo posto. In base alle graduatorie dei tempi migliori al mondo occupavo il 4' posto dopo 3 americani, che non avrebbero poi partecipato alle Olimpiadi.....

Hai visto girare intorno a te doping ? Tanto !

Da come l'hai detto sembra che ti ha proprio scioccato ? Tantissimo, pensa che nel 1982 ad un atleta della Repubblica Democratica Tedesca, prima delal gara, da dentro l'accappatoio gli cadde la fialetta con la pipi'che poi avrebbe dovuto consegnare all'antidoping a fine gara.

Quindi il doping e' sempre esistito ? Possiamo dire che fino al 1972 si prendevano delle anfetamine, poi si e' sviluppata la cosidetta farmacia del doping. Dal 1980 si puo' parlare di scienza applicata al doping.

Addirittura una scienza ? Visti gli studi e il business che gravita intorno, certamente si. Si tratta anche di prodotti studiati appositamente per eludere i controlli antidoping, non solo per incrementare le prestazioni atletiche.

E l'antidoping in che posizione si trova ? 10 anni indietro rispetto al doping, purtroppo. E' dalla base che si deve partire per combattere il doping, scoraggiando a doparsi anche per gare amatoriali.

Vivi a Roma da molti anni, come ti trovi ? Ci vivo dal 1973. Mia moglie e' romana, anche se di origine tedesca. Tutto sommato mi trovo molto bene.

Cosa di questa citta' ha impressionato un uomo nato al nord come te ? Il calore della gente. Roma e' una citta' che offre tutto a tutti, per non parlare poi sotto il profilo culturale, e' favolosa.

Cosa ti ha appassiona maggiormente ? L'archeologia, che ho avuto la fortuna ed il piacere di studiare insieme a mia moglie. Roma conserva un eccellente patrimonio culturale.

Roma, solo elogi o anche qualche critica ? Debbo dire che a volte in questa manca il senso civico: vedere che qualcuno getta la carta in terra mi da un certo fastidio, poi noi trentini manifestiamo un notevole rispetto per la "cosa pubblica".

Per quale squadra calcistica simpatizzi tra Roma e Lazio ? Per nessuna delle due, non sono un tifoso, sono uno sportivo, amo il bel calcio, però mio figlio e mia moglie come tutta la sua famiglia è romanista sfegatata!

Quindi la Roma ? Debbo riconoscere che, a parte l'ultimo campionato, la Roma ha fatto vedere un bel gioco e ha raggiunto degli ottimi risultati. Poi mio figlio e' pure un romanista doc!

Che peso percentuale ha la tattica in una competizione di alto livello ? Nella velocita', in particolare nei 50 metri, non e' determinante, risulta invece essarlo nelle gare di fondo, nei 1500 metri con in vasca impegnati nella gara avversari "temibili" e' necessario dosare al meglio le energie.

Come hai vissuto l'esperienza della divisa azzurra ? Per 15 anni ho fatto parte della comitiva azzurra, dal 1972 al 1987 e per 10 anni sono stato capitano. Ho indossato la divisa azzurra sempre con grande entusiasmo ed orgoglio.

Cosa provavi quando gareggiavi all'estero ? Avevi tifosi ? In tutte le gare all'estero sono stato sempre seguito dagli italiani che risiedevano per motivi di lavoro in quelle zone, il nostro, non dimentichiamolo, e' un popolo che nel secolo scorso e' emigrato. Cosi' vedendomi gareggiare loro si immedesimavano nel sottoscritto, io cercavo di vincere anche per loro, per fare loro vivere una sorta di rivincita.

Una disciplina come il nuoto e' tutelata dallo sport italiano ? Potrebbe esserlo molto di piu' se i 10 milioni di praticanti potessero essere seguiti in modo corretto e professionale, ci sono troppi insegnanti senza capacita'.

Cosa manca in Italia per far "decollare" il nuoto come sport tra i giovani ? La cultura sportiva, la conoscenza delle attivita' motorie.

Fai riferimento alla base, alla scuola ? Si, secondo me a scuola, dalle elementari in poi, si dovrebbero svolgere molti esercizi a corpo libero. Non si parla mai dei regolamenti e dei comportamenti. Nel frattempo si e' passati da una rigidita' ad un lassismo esasperato. Ecco tutti questi fattori incidono sulla cultura sportiva.

Differenze tra il giornalismo sportivo dei tuoi tempi e quelli di oggi, in generale e in riferimento al nuoto ? Oggi ci sono molti professionisti, prima invece i giornalisti, in particolare quelli alle prime armi improvvisavano.

Qualche aneddoto ? Una volta un giovane venne ad intervistarmi e mi chiese in quanto corressi i 100 metri piani. Ma come ? io nuoto ! Effettivamente qualcuno in redazione gli aveva detto "vai ad intervistare Guarducci il primatista dei 100 metri".

La domanda che avresti voluto che ti fosse posta ? Finalmente, parliamo di sport a 360 gradi ?

Un messaggio per i tuoi fan ? Ho il piacere di ricevere ancora oggi riconoscimenti, vedere la gente che mi saluta con il sorriso, rappresento il nuoto, debbo riconoscere che effettivamente a questo sport ho dato tanto e ho ricevuto tanto.


Pietro Vultaggio