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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Martedi 19 Marzo 2019, ore 02:45

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L'amico fraterno brasiliano


Id Article:1036 date 10 Aprile 2003 Dichirazione di: Roberto "pato" Moure

Roma, intervista a Pato

Tra i lettori del nostro sito ci sono anche molti che vivono in altre regioni o all'estero e quindi non ti conoscono.....come vorresti essere presentato?

Qui a Roma ormai tutti mi conoscono come Pato. Sono venuto a Roma nel 1980 con Paolo Roberto Falcao, in qualità di suo addetto stampa, ma soprattutto perché con lui c'era una grande amicizia fin da quando eravamo ragazzi; poi lui ha intrapreso la strada di calciatore e io quella di giornalista. Prima di venire era già da otto anni che lavoravo per alcune radio e televisioni molto note nel mio paese, e una volta a Roma cominciai a lavorare anche per emittanti italiane. La prima in assoluto fu Radio Dimensione Suono, poi Radio Incontro (dove lavoro anche oggi) e Radio Radio; poi ha avuto delle collaborazioni con la Rai, con Mediaset e con diverse emittenti romane tra cui Teleroma 56 e T9. Come puoi ben capire quindi, una volta in Italia ho deciso di rimanere qui..........

Ricordiamo che tu sei stato uno dei primi a fare la "seconda voce" ovvero il commentatore tecnico affiancando il radiocronista, cosa assolutamente inedita per l'Italia.
Effettivamente nel 1981 per Radio Dimensione Suono realizzai un'accoppiata ormai leggendaria con Alberto Mandolesi. In Brasile per me era prassi abituale seguire una partita con almeno 5 persone: il radiocronista, il commentatore e due o tre reporter dislocati in posizioni strategiche quali tribuna autorità, bordocampo, spogliatoi e via dicendo; il tutto coordinato da un giornalista in studio con il compito anche di fonire notizie sui risultati degli altri campi, statistiche e via dicendo. Pertanto proposi ad Alberto Mandolesi di realizzare anche in Italia questo tipo di servizio, e quindi ricordo che lui faceva da radiocronista, io ero il commentatore tecnico e addirittura Antonello Venditti, il cantante, ci faceva da reporter in Tribuna Tevere descrivendo l'ambiente, le coreografie e lo stato d'animo dei tifosi. Ricordo che allora non c'erano i telefonini e quindi il tutto avveniva mediante trasmettitori radio......
All'epoca sembrava una follia ma poi con il tempo tutti gli altri, perfino la Rai, hanno cominciato ad "adoperare" questo modo di raccontare le partite.

: A proposito di commentatori, in molti indicano in Giuseppe Bergomi la miglior seconda voce d'Italia. Tu che opinione ti sei fatto in proposito?

Io conosco molto bene Beppe Bergomi perché ho lavorato per due anni per un emittente locale milanese insieme a Michele Plastino. A me è uno di quelli che piace di più perché bada al sodo, è pacato ed obiettivo nei giudizi e soprattutto non è invadente. Chi commenta la partita in televisione deve essere un supporto per l'ascoltatore in quanto già ci sono le immagini che dicono tutto, figuriamo quindi quanto debba essere discreta una seconda voce; cosa che a Bergomi riesce quasi naturalmente. Un altro commentatore tecnico che mi piace molto è Sandreani.

Rimanendo in tema radiocronache: è merito tuo anche l'introduzione dell'urlo prolungato per raccontare una rete? Credo proprio di si, in quanto a me è capitato di fare anche delle radiocronache e nel farle ovviamente ho seguito lo stile brasiliano, descrivendo i goal con tanta emozione. Personalmente credo che chi racconta la partita per radio debba trasmettere all'ascoltatore delle emozioni, traformando anche una partita noiosa in un grande spettacolo e questo lo puoi fare solo con la tua voce e la tua partecipazione emotiva. Se tu invece sei moscio...allora è sicuro che la gente cambia canale. Infondo il bello della radio è proprio questo: la televisione ti offre le immagini ma solo con la radio e con un bravo radiocronista è possibile dare libero sfogo alla fantasia.

: Tante emozioni ai tifosi romanisti le ha regalate Carlo Zampa, la voce del terzo scudetto romanista. Pensa che Carlo Zampa, che è un amico, veniva da me e da Alberto Mandolesi a fine partita con un registratore per farci ascoltare le radiocronache che lui si faceva da solo, chiedendoci dei consigli e dei pareri su dove e come avrebbe dovuto migliorarsi.
A furia di insistere poi, riuscì a trovarsi un emittente e ad affinare la tecnica, al punto che oggi a mio avviso è il numero uno dei radiocronisti. Carlo appartiene alla nostra scuola, quella dei radiocronisti che danno alla gente quello che la gente vuole: tante, tante emozioni.

Tu che sei venuto a Roma con "l'ottavo re di Roma", quando Falcao terminò la sua avventura nella capitale pensasti di ritornare a lavorare in patria?
Per la verità no, in quanto ormai avevo una carriera avviata in Italia, e tornare indietro non mi interessava. Poi in quel momento avevo trovato la mia donna e da quella relazione è nato un figlio ....quindi ormai il mio futuro era qui e poi devo dire che con me i romani sono sempre stati accoglienti e simpatici, con loro non ho mai avuto problemi.


: Mai sofferto di "Saudade"? Si, i primi tempi. I primi due-tre anni sono stati duri. Però sono riuscito a superarla, grazie al calore della gente ed avendo raggiunto con una certa facilità un' armonia e una buona sintonia con il modo di pensare dei romani. Ovviamente un po di nostalgia c'è sempre e poi in Brasile ci vado almeno due o tre volte l'anno a trovare parenti e amici; però tutto sommato ormai la "saudade" l'ho un po accantonata.

Trai giocatori del passato chi non potrai mai scordare? Il primo della lista è il grande Pele : lui e il calcio per me sono la stessa cosa, un giocatore immenso. Poi ho avuto modo di ammirare Garrincha e Maradona: questi tre a mio avviso sono tra i più grandi in assoluto. Poi subito dopo ricordo Rivelino, Falcao, Cerezo, Zico, Baggio, Tardelli ..... e in particolare nella Roma Bruno Conti, il più vicino al calcio brasiliano, ma anche Ancellotti, Rudi Voelle e Giuseppe Giannini che purtroppo non vinsero molto a Roma per via di una società che non era in grado di costruire intorno a questi campioni una squadra competitiva. Venendo ai giorni nostri, sicuramente Francesco Totti.

: Tra i giocatori che hai citato ce ne sono diversi che furono protagonisti della partita Italia - Brasile dei mondiali 1982 vinta dall'Italia. Potendola rigiocare tu quali accorgimenti adotteresti? Quella partita me la ricordo bene in quanto ero allo stadio, inviato per una testata brasiliana, e ricordo che dopo l'eliminazione del Brasile cominciai a seguire gli azzurri. Quelle erano due grandi nazionali ma il Brasile fece un errore madornale, quello di sottovalutare gli italiani per via delle voci che avevano accompagnato la vostra nazionale dopo la faticosa qualificazione alla seconda fase, ottenuta solo grazie a tre pareggi. Questo ci ricorda ulteriormente che nel calcio non c'è nulla di scontato e che dal primo all'ultimo minuto si deve lottare continuamente. Quel Brasile fu troppo presuntuoso, e commettendo questo errore meritò l'eliminazione. Tranne Falcao, che aveva tentato di mettere in allarme l'ambiente, tutti erano convinti che il Brasile avrebbe sbranato l'Italia in un sol boccone e questo errore venne pagato a caro prezzo. Se potessi, questa è una delle due partite che mi piacerebbe vedere rigiocata......l'altra invece è Roma-Liverpool,finale di Coppa Campioni del 1984.

Tra i mondiali vinti dal Brasile quale ti è rimasto nel cuore? Da giornalista sono stato sfortunato perché nei mondiali che ho seguito come inviato il Brasile non ha mai vinto. Nel 78 siamo arrivati terzi, in Spagna come detto ci eliminò l'Italia, in Messico ci pensarono i rigori contro la Francia, nel 1990 fu un disastro e nel 1994 rimasi in Italia perché lavoravo con la Rai in "Notti mondiali". Nel 1998 io ero a Parigi per la finale ma il Brasile quella partita decise di non giocarla, mentre per gli ultimi mondiali sono rimasto qui. Però non potrò mai scordare il mondiale che il Brasile vinse in Cile: ero ragazzo e quello fu il primo mondiale che vedevo in televisione. Ricordo che Pelè si infortunò alla seconda gara e a vincere ci pensò Garrincha con la sua immensa classe.

Venendo alla Roma, a tuo avviso quali sono le cause di una stagione così deludente? Come prima cosa premetto che nel calcio quando una stagione non va bene, le colpe difficilmente sono solo di un singolo elemento, bensì vanno imputate ad una serie di fattori. Dovendo fare una percentuale direi che un 50% delle colpe sono attribuibili agli arbitraggi scadenti che hanno penalizzato oltremodo la squadra, ma un altro 50% di colpa è dell'ambiente, a cominciare dai dirigenti fino al massaggiatore, che si è demoralizzato troppo presto non riuscendo a reagire e a riprendersi in tempo.

: In merito agli arbitraggi, alla luce anche di quanto detto in precedenza, che opinione ti sei fatto sulla classe arbitrale italiana?
In Italia ci sono arbitri capaci, il problema è che esiste un condizionamento molto forte causato da un campanilismo esasperato. E' innegabile che il massimo condizionamento derivi dallo strapotere soprattutto delle grandi squadre del Nord. Non a caso gli arbitri italiani quando sono chiamati a dirigere incontri in ambito internazionale, senza pressioni esterne, riescono quasi sempre a dimostrare le loro capacità e a farsi apprezzare. Trovare una soluzione per questo stato di cose non è certo facile. A mio avviso, data la vicinanza dei paesi europei, si potrebbero ipotizzare degli scambi di arbitri tra nazioni come ad esempio Italia, Spagna, Germania o Inghilterra per arbitrare partite importanti e poi bisognerebbe puntare di più sui giovani.

Per la Roma del futuro come credi che la squadra dovrebbe essere rinforzata, e quali giocatori ti piacerebbe vedere con la maglia giallorossa? La Roma è una squadra giovane, e nel gruppo ci sono giocatori importanti. Una società che nella rosa ha gente come Totti, Emerson, Samuel, Zebina (che personalmente reputo un ottimo difensore), Cassano o Montella, deve solamente puntare su quei due-tre elementi in grado di poterle far fare il salto di qualità: un difensore, un centrocampita e un attaccante di peso. Personalmente vedrei bene per l'attacco Adriano, un giovane che ha ampi margini di miglioramento; per la difesa Chivu dell'Ajax, un giocatore che sa stare bene in campo e per il centrocampo mi piace molto Appiah del Brescia.

: E per il portiere? Io credo che il futuro portiere della Roma sarà Pelizzoli. Credo molto nelle potenzialità di questo ragazzo che però deve ancora affermarsi. Magari per il presente comprerei un portiere esperto da affiancargli, ma su Pelizzoli sono pronto a scommettere.

E le voci che dicono ci siano delle sirene spagnole che cercano di tentare Emerson? No, Emerson ha un contratto fino al 2005 e ha intenzione di onorarlo fino alla fine, e poi già girano voci di un possibile prolungamento. Ovviamente Emerson è uno dei più forti centrocampisti in circolazione, è un giocatore importante non solo per le sue doti tecniche ma anche per la sua mentalità vincente e per il suo carisma; un giocatore straordinario. E' naturale che siano in molti a cercarlo: Real Madrid, Milan Inter, Juventus chi non lo vorrebbe nella propria squadra? Ma Emerson rimane a Roma!

: Ci puoi raccontare le tue emozioni quando Emerson si è commosso durante la presentazione all'Olimpico e quando si è lussato la spalla in allenamento prima del mondiale di Corea e Giappone?
In entrambe le occasioni fu un grande dispiacere. Io Emerson l'ho visto esordire con la maglia del Gremio, la squadra della mia città, Porto Alegre, e già da allora avevo una grande stima per questo giocatore, che comunque a quei tempi giocava in una posizione un po più avanzata. Lui era venuto a Roma con grandi aspettative e si era preparato al meglio per questa sfida, ma proprio prima di cominciare il campionato si era infortunato gravemente. Questo ovviamente fu per lui un grande dispiacere. Mentre lo accompagnavo allo stadio per la presentazione ufficiale della squadra, lui mi disse "Non so se riuscirò a sopportare l'emozione di vedere tutto uno stadio pieno che si era preparato per vedere il mio esordio ed io invece sono costretto a starmene in tribuna" e quando il pubblico cominciò a chiamarlo a gran voce il ragazzo è crollato perché è una persona molto umile e sensibile. Grande amarezza anche per l'infortunio alla spalla che gli ha impedito di partecipare ad un campionato del mondo, che sappiamo poi come è andato a finire.

: Qual' è il piatto che ti manca di più del Brasile e quello italiano che invece adori? Della cucina brasiliana mi manca molto il Churrasco, la carne alla brace, che è molto buona. In Italia ho imparato ad amare le vengole e in particolare gli spaghetti con le vongole, che sono il mio piatto preferito ................poi se ad accompagnarli c'è anche una bella spigola al forno con patate, uhmmm, allora siamo proprio a posto.

: Da giornalista navigato quale tu sei, che consiglio daresti alla nostra giovane redazione de "Erlupacchiotto.com"?

Cercate sempre di trasmettere ai giovani un messaggio positivo del calcio, cercando di non enfatizzare gli aspetti negativi ma i meriti sportivi. Poi vi invito sempre ad approfondire i temi che trattate senza mai travisare la verità, cosa che quando si verifica è spesso causa di atteggiamenti anche violenti, e questo non deve mai accadere.

Quale messaggio vorresti inviare ai nostri lettori e ai tuoi fans in generale? Di prendere il calcio per quello che è : un grande divertimento. Viverlo quindi con allegria, con gioia ma anche con estrema serenità. Invito tutti ad affrontare questo sport, che per me è il più bello del mondo, con meno accanimento; accettando le sconfitte con tranquillità, in quanto anche queste fanno parte del gioco. Meno esasperazione e più allegria!


Antonio Dir. Delle Site