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Issue793 del 07/07/2018 Year: 2018 ID: 2 Mercoledi 21 Agosto 2019, ore 19:56

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a cura di Gabriele De Stefanis

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Vecchie Glorie : Facchetti Giacinto

Data di Nascita: 18 Luglio 1942 Luogo: Bergamo Nazione: Italia
Ruolo: Difensore

Soprannome : Cipe, Giacinto Magno, Gigante

Nascita Luogo : Treviglio il 18-07-1942

Nascita Varie : Giacinto nasce a Treviglio, nei pressi di Bergamo. Padre ferroviere, madre casalinga, un fratello e tre sorelle, il giovane Facchetti cresce proprio nella squadra del paese natio, la Trevigliese, dove gioca con ottimi risultati nel ruolo di attaccante. A 14 anni effettua un provino per l’Atalanta, ma per il padre è troppo giovane. Due anni dopo l’approdo alla squadra bergamasca sembra cosa fatta, ma si inserisce l’Inter (che prima lo aveva scartato) ed inizia la leggenda.

Esordio in Nazionale : debutta con la maglia della Nazionale maggiore il 27 marzo 1963, a Istanbul, contro la Turchia, in una gara di qualificazione della Coppa Europa di Nazioni. L’Italia vinse per 1-0

Il suo rapporto con la Nazionale : : Giacinto arriva in Nazionale giovanissimo, a soli 21 anni, nel 1963, e l’abbandona solo 14 anni dopo. I primi anni in azzurro sono caratterizzati dai rapporti non idilliaci col ct Edmondo Fabbri, che impiega Facchetti in un ruolo di difensore puro, impedendogli quelle incursioni e quindi quelle reti che lo rendevano unico. Nel 66 partecipa agli sfortunati mondiali inglesi, conclusi con la disfatta coreana, ma poi diviene capitano a soli 24 anni, nel 66, e nel 68 vince la Coppa Europea di Nazioni, la prima dell’Italia. Al mondiale messicano del 70 è tra i protagonisti del secondo posto e delle storica semifinale con la Germania (4-3). Il suo ultimo mondiale da giocatore è quello del 74, disputato in Germania. Quattro anni dopo Bearzot lo inserisce nella lista dei convocati ma lui, con grande umiltà e sportività, ammette di non essere in buone condizioni per un infortunio patito con l’Inter e si chiama fuori. Giacinto va comunque in Argentina, come capitano non giocatore. Il 16 novembre 1977 Facchetti lascia la Nazionale con 94 presenze (di cui 70 da capitano) e 3 reti. Meglio di lui solo Zoff, Maldini e recentemente Cannavaro.

Altezza : 1,88

Peso (in Kg) : 85

Caratteristiche Tecniche : fisico staturario, eleganza, tecnica. Facchetti era il prototipo del giocatore completo. Grande atleta (poteva diventare un buon quattrocentista), falcata più unica che rara, sapeva essere deciso, puntuale ma correttissimo in difesa, ma la peculiarità che lo rese unico fu la capacità di portarsi in avanti e supportare le azioni di attacco, spesso concludendo a rete. La tecnica non gli mancava, fisico e tempismo gli permettevano di imporsi nel gioco aereo, Facchetti disponeva inoltre di un buon tiro, con entrambi i piedi, e i suoi passati da attaccante gli lasciarono in eredità un fiuto del gol inedito per un difensore.

Rassomiglia : impossibile trovare un giocatore totale come lo era lui. Fu il primo terzino sinistro di spinta nella storia del calcio, per questo i migliori di quel ruolo (Roberto Carlos su tutti) gli si possono avvicinare per la capacità di offendere. Ma Facchetti aveva un altro fisico. E poi bandiera dentro e fuori del campo, grande personalità e correttezza: per queste caratteristiche gli si può accostare il nome di Paolo Maldini, che quando giocava stabilmente sulla fascia sinistra lo ricordava per spinta ed eleganza. Ma Facchetti era anche un difensore da dieci gol a stagione

Schema Gioco : inventò un ruolo. Si può affermare senza problemi che il ruolo di terzino sinistro ha un Prima e un Dopo Facchetti. Attaccante nelle giovanili, fu Helenio Herrera ad avere l’intuizione di farlo diventare un laterale fluidificante. Una rivoluzione, Facchetti fu il primo difensore a spingersi in avanti, fino alla porta avversaria, per crossare verso gli attaccanti o per accentrarsi e andare lui stesso alla conclusione. Il pioniere dei terzini moderni. Negli ultimi anni di carriera arretrò nella posizione di libero: un libero mobile, elegante, cavalleresco, ma efficacissimo.

Sinistro (voto) : 8

Sinistro (commento) : suo piede naturale, rispetto ai difensori classici sapeva trattare la palla con delicatezza e precisione per effettuare cross per gli attaccanti, ma possedeva anche un tiro secco, forte e preciso.

Destro (voto) : 7

Destro (commento) : non era il suo piede preferito, ma Giacinto imparò ad usare bene anche quello. Con il destro realizzò più di una rete, liberando tiri precisi dopo essersi accentrato al termine delle interminabili cavalcate sulla fascia.

Colpo di Testa (voto) : 10

Colpo di Testa (commento) : una delle sue armi migliori e, visto il fisico e l’altezza, non è difficile immaginarlo. Grande tempismo ed elevazione nello stacco, con il suo colpo di testa allontanava i pericoli in difesa e faceva gol nelle aree avversarie

Senso Tattico (voto) : 10

Senso Tattico (commento) : grande intelligenza, come giocatore e come uomo. A livello tattico aveva una grande disciplina, che lo portava a farsi trovare sempre in posizione nonostante i continui inserimenti in attacco. Col passare degli anni acquisì la capacità di ricoprire più ruoli, diventando un efficacissimo libero. Era il capitano e l’allenatore in campo, una guida per i compagni.

Intesa con i compagni di squadra (voto) : 10

Intesa con i compagni di squadra (commento) : : si faceva voler bene da tutti per i suoi modi gentili e la sua educazione. Mai una parola fuori posto, ineccepibile dentro e fuori del campo: i compagni lo adoravano

Tecnica (voto) : 7,5

Tecnica (commento) : era un difensore che sapeva trattare la palla, e bene: una rarità per i suoi tempi

Aneddoto : : il 21 maggio 1961, nella partita di campionato Roma-Inter, Helenio Herrera, tecnico dei nerazzurri, lanciò un giovane spilungone dal fisico statuario, dall’aria nobile e dallo stile elegante. Si chiama Giacinto Facchetti. Il ragazzo gioca a calcio sempre a testa alta, e il suo passato è da attaccante. Il “mago” però non lo schiera da punta, bensì da terzino sinistro. Un terzino particolare, rivoluzionario, che non si preoccupa solo di marcare gli attaccanti e di restare in difesa, ma che si spinge in avanti, crossando per gli attaccanti e concludendo a rete. In quel pomeriggio di Roma la prova del giovane spilungone non fu delle più esaltanti, ma Herrera disse: “Questo ragazzo sarà una colonna fondamerntale della mia Inter”.

Personalita' : non si diventa capitano dell’Inter e della Nazionale per caso. Giacinto lo divenne giovanissimo, divenne il capitano per antonomasia. Un leader indiscusso, ma buono, che si faceva seguire ed amare con l’esempio e l’educazione, mai con le urla e le scenate. In tutta la carriera (478 partite con l’inter, 94 con la Nazionale) una sola espulsione: un campione di lealtà e correttezza. Un capitano vero.

AlboOro : con l’Inter ha vinto 4 Campionati italiani (1963, 1965, 1966, 1971), 2 Coppe dei Campioni (1964, 1965), 2 Coppe Intercontinentali (1964, 1965), 1 Coppa Italia (1978). Con la Nazionale 1 Coppa Europa di Nazioni (1968).

NazionalePres : 94

NazionaleGol : 3

Oggi : dopo il calcio giocato Facchetti è diventato dirigente accompagnatore dell’Inter, quindi una parentesi come vice-presidente dell’Atalanta, poi il ritorno all’Inter, dove viene nominato direttore generale, vicep-presidente ed infine, dal gennaio 2004, presidente. Cariche ricoperte sempre con la massima modestia, serietà e trasparenza. Colpito da un improvviso ed incurabile male, dopo qualche mese di malattia Giacinto Facchetti è morto il 4 settembre 200