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Venerdì
12 aprile si è svolto presso il palazzo delle Esposizioni di via
Nazionale a Roma l’incontro dibattito “Telecronache-Riflessioni sul
calcio raccontato in Tv” promosso da Tele +.
All’entrata
veniva subito notato un pimpante Fabio Capello che, con il solito sguardo
sornione, risultava abilissimo nel mascherare un lieve affanno per aver
percorso tutto d’un fiato la poderosa scalinata laterale che costeggia
via Milano e che da accesso alla sala conferenze.
Ad
aprire i lavori ha provveduto il “padrone di casa” Emmanuel Gout
presidente di Tele+ che ha rivendicato come l’entrata di Tele+ nel mondo
del calcio abbia cambiato lo stile di fare le telecronache alle partite di
calcio. Dopo l’inevitabile presentazione della “valigia con le
spazzole” e dopo aver accennato ad alcuni dei grandi problemi che
affliggono il mondo della tv satellitare a pagamento in Italia, come ad
esempio la fusione con Stream e la sempre più diffusa moda delle card
pirata, la parola è passata a Claudio Arrigoni, giornalista di Tele+, che
ha cominciato ad entrare maggiormente nel vivo della discussione e ad
indicare quale sia il “mudus operandi” adottato per le telecronache.
I
principali attori sono il telecronista, il commentatore tecnico, il
“bordocampista” e il regista. Tutti quanti, pur rispettando ruoli e
tempi, hanno il compito di raccontare la partita “coinvolgendo
attivamente lo spettatore, rendendolo protagonista e partecipe, in grado
cioè di elaborare una propria opinione, senza venir influenzato e avendo
quindi un ruolo attivo”.
Tele+
ha dedicato particolare cura al linguaggio utilizzato durante le
telecronache in modo da evitare termini bellici o che possano urtare od
offendere gruppi etnici, convinzioni religiose o realtà sociali specie se
minoritarie.
Più
volte e con un certo vanto si è sottolineato come la filosofia di Tele+
sia stata quella di dire “Queste sono le immagini, giudicate voi”,
magari aggiungendo da parte del telecronista esclusivamente dei
riferimenti sulle norme regolamentari in modo da fornire maggiori elementi
per capire il modo in cui l’arbitro ha interpretato l’episodio in
questione.
Non
si è ritenuto opportuno fare riferimento sul fatto che tale tipo di
filosofia è stata adotta solo negli ultimi anni (Tele+ trasmette calcio
dal 93) probabilmente perché sollecitata delle numerose e frequenti
telefonate di protesta da parte di abbonati del centro-sud stufi di
telecronache partigiane a favore di Inter,
Milan, Juventus e compagnia cantante.
Durante
i primi interventi il mister Capello, come un vulcano in fermento pronto
ad esplodere, forniva un paio di sussulti buoni per capire che di li a
poco si sarebbe tolto ben volentieri qualche sassolino dalla scarpa.
Prima
avvisaglia quando Claudio Arrigoni (durante il suo intervento sono state
proiettate alcuni spezzoni di partita a titolo esemplificativo) mostrava
il rigore, più che dubbio, concesso nella partita Milan-Juvenuts di
quest’anno alla squadra bianconera. Capello esordiva con un “Non è
che avete pure il rigore concesso a Cassano domenica così facciamo un
confronto?!”.
Il
secondo quando sempre Arrigoni augurava
a Capello di tornare presto (??) a fare il commentatore tecnico in quanto
a suo avviso è il migliore in assoluto…….aggiungiamo noi magari dopo
aver finto ancora qualcosetta con la squadra di club, con cui ha
recentemente rinnovato il contratto, e poi perché no con la nazionale.
Finalmente
microfono a Don Fabio che ha
iniziato la sua “reprimenda” con un laconico “Sono asfissiato dalle
troppe parole che vengono dette durante le telecronache”. Primo
obiettivo il telecronista. “ Ieri sera ho seguivo Milan-Borussia Dortmund in tv e contemporaneamente
seguivo per radio Feyenord-Inter. Bene la radiocronaca era più lenta
della telecronaca. Dato che la Tv è immagine non capisco perché si debba
ammorbare la gente con fiumi di parole che alla fine distolgono da quelle
che sono le immagini” e ancora “Non capisco perché spesso tanto per
dire qualcosa vengano riportate durante le telecronache notizie apparse
sui giornali prive di fondamento (e quindi scritte solo per far aumentare
le vendite n.d.r.), prima di parlare ci si dovrebbe documentare”.
“Trovo inammissibile che durante una telecronaca poi vengano
utilizzate frasi ingiuriose nei confronti dei giocatori che non rendono
come ci si aspettava. Se si vuole che il rispetto sia reciproco non si
dovrebbero più usare termini come prestazione vergognosa, indecente, e
via dicendo”. Viene poi a galla il passato da seconda voce…. “Troppo
spesso il commentatore tecnico viene relegato ad un ruolo troppo
marginale, io prima di fare una telecronache ero molto chiaro in
proposito”, poi puntuali seguono le frecciate; “ Molte seconde voci
spesso dicono cose inutili o poco interessanti invece di mettere in
evidenza aspetti che magari agli occhi di un non addetto ai lavori non
sono evidenti, altre volte invece usano un linguaggio troppo tecnico non
pensando che all’ascolto ci possono essere persone completamente a
digiuno di calcio”. E’ poi la volta delle “bordate” per i
bordocampisti. “Capita di ascoltare interventi da bordo campo inventati
di sana pianta. Vengono riportate cose non dette o travisate e questo solo
perché chi ha il microfono in mano in quel moneto pensa di poter dire
tutto quello che vuole”. Ormai è un fiume in piena…..e ce ne è pure
per i registi. “Ci sono troppi replay inutili, come ad esempio la
ripetizione di alcuni falli commessi a metà campo, che a volte vanno a
discapito dell’azione in diretta ben più interessante. Ci sono poi
troppi primi piani sui calciatori, ma mica siamo al cinema….. anzi per
evitare che qualcuno mi rubi il labbiale ultimamente quando devo dare
delle indicazioni mi copro la bocca. Ci sono poi degli stacchi di immagine
troppo frequenti e spesso ci sono delle telecamere posizionate male. Perché
invece non viene sistematicamente posizionata una telecamera fissa per
stabilire i fuorigioco?! Personalmente ne sarei felice.”
La
conclusione poi è un chiaro riferimento alle discussioni infinite sulle
decisioni arbitrali “Ritengo siano molto pericolosi i commenti su
espulsioni, falli e rigori in quanto spesso non vi è imparzialità nel
presentare episodi analoghi e questo è sicuramente un elemento che crea
tensioni inutili”.
Degli
altri interventi che sono seguiti da segnalare quello di Giuseppe Bergomi,
indimenticato campione del mondo in Spagna nell’1982, che ha ammesso candidamente
che nella nuova veste di commentatore tecnico, pur cercando di essere il
più obiettivo possibile, si trova un po' a disagio quando si parla di
Inter ed è comprensibili dopo 18 anni di militanza. Un intervento sincero
e schietto che raramente si sente fare, complimenti!
L’incontro
purtroppo dato il protrarsi degli interventi non ha permesso alla fine un
dibattito degno di questo nome.
In
ogni caso ben vengano queste occasioni di confronto pacato, a volte anche
duro, ma sempre corretto e costruttivo, cosa a cui sicuramente i talk show
televisivi sul calcio non ci hanno abituati. |