13-04-2002 

Conferenza su "Il calcio in TV"

di Antonio Delle Site

Venerdì 12 aprile si è svolto presso il palazzo delle Esposizioni di via Nazionale a Roma l’incontro dibattito “Telecronache-Riflessioni sul calcio raccontato in Tv” promosso da Tele +.

All’entrata veniva subito notato un pimpante Fabio Capello che, con il solito sguardo sornione, risultava abilissimo nel mascherare un lieve affanno per aver percorso tutto d’un fiato la poderosa scalinata laterale che costeggia via Milano e che da accesso alla sala conferenze.

Ad aprire i lavori ha provveduto il “padrone di casa” Emmanuel Gout presidente di Tele+ che ha rivendicato come l’entrata di Tele+ nel mondo del calcio abbia cambiato lo stile di fare le telecronache alle partite di calcio. Dopo l’inevitabile presentazione della “valigia con le spazzole” e dopo aver accennato ad alcuni dei grandi problemi che affliggono il mondo della tv satellitare a pagamento in Italia, come ad esempio la fusione con Stream e la sempre più diffusa moda delle card pirata, la parola è passata a Claudio Arrigoni, giornalista di Tele+, che ha cominciato ad entrare maggiormente nel vivo della discussione e ad indicare quale sia il “mudus operandi” adottato per le telecronache.

I principali attori sono il telecronista, il commentatore tecnico, il “bordocampista” e il regista. Tutti quanti, pur rispettando ruoli e tempi, hanno il compito di raccontare la partita “coinvolgendo attivamente lo spettatore, rendendolo protagonista e partecipe, in grado cioè di elaborare una propria opinione, senza venir influenzato e avendo quindi un ruolo attivo”.

Tele+ ha dedicato particolare cura al linguaggio utilizzato durante le telecronache in modo da evitare termini bellici o che possano urtare od offendere gruppi etnici, convinzioni religiose o realtà sociali specie se minoritarie.

Più volte e con un certo vanto si è sottolineato come la filosofia di Tele+ sia stata quella di dire “Queste sono le immagini, giudicate voi”, magari aggiungendo da parte del telecronista esclusivamente dei riferimenti sulle norme regolamentari in modo da fornire maggiori elementi per capire il modo in cui l’arbitro ha interpretato l’episodio in questione.

Non si è ritenuto opportuno fare riferimento sul fatto che tale tipo di filosofia è stata adotta solo negli ultimi anni (Tele+ trasmette calcio dal 93) probabilmente perché sollecitata delle numerose e frequenti telefonate di protesta da parte di abbonati del centro-sud stufi di telecronache partigiane a favore di  Inter, Milan, Juventus e compagnia cantante.

Durante i primi interventi il mister Capello, come un vulcano in fermento pronto ad esplodere, forniva un paio di sussulti buoni per capire che di li a poco si sarebbe tolto ben volentieri qualche sassolino dalla scarpa.

Prima avvisaglia quando Claudio Arrigoni (durante il suo intervento sono state proiettate alcuni spezzoni di partita a titolo esemplificativo) mostrava il rigore, più che dubbio, concesso nella partita Milan-Juvenuts di quest’anno alla squadra bianconera. Capello esordiva con un “Non è che avete pure il rigore concesso a Cassano domenica così facciamo un confronto?!”.

Il secondo quando sempre Arrigoni  augurava a Capello di tornare presto (??) a fare il commentatore tecnico in quanto a suo avviso è il migliore in assoluto…….aggiungiamo noi magari dopo aver finto ancora qualcosetta con la squadra di club, con cui ha recentemente rinnovato il contratto, e poi perché no con la nazionale.

Finalmente microfono a Don Fabio  che ha iniziato la sua “reprimenda” con un laconico “Sono asfissiato dalle troppe parole che vengono dette durante le telecronache”. Primo obiettivo il telecronista.  “ Ieri sera ho seguivo Milan-Borussia Dortmund in tv e contemporaneamente seguivo per radio Feyenord-Inter. Bene la radiocronaca era più lenta della telecronaca. Dato che la Tv è immagine non capisco perché si debba ammorbare la gente con fiumi di parole che alla fine distolgono da quelle che sono le immagini” e ancora “Non capisco perché spesso tanto per dire qualcosa vengano riportate durante le telecronache notizie apparse sui giornali prive di fondamento (e quindi scritte solo per far aumentare le vendite n.d.r.), prima di parlare ci si dovrebbe documentare”.  “Trovo inammissibile che durante una telecronaca poi vengano utilizzate frasi ingiuriose nei confronti dei giocatori che non rendono come ci si aspettava. Se si vuole che il rispetto sia reciproco non si dovrebbero più usare termini come prestazione vergognosa, indecente, e via dicendo”. Viene poi a galla il passato da seconda voce…. “Troppo spesso il commentatore tecnico viene relegato ad un ruolo troppo marginale, io prima di fare una telecronache ero molto chiaro in proposito”, poi puntuali seguono le frecciate; “ Molte seconde voci spesso dicono cose inutili o poco interessanti invece di mettere in evidenza aspetti che magari agli occhi di un non addetto ai lavori non sono evidenti, altre volte invece usano un linguaggio troppo tecnico non pensando che all’ascolto ci possono essere persone completamente a digiuno di calcio”. E’ poi la volta delle “bordate” per i bordocampisti. “Capita di ascoltare interventi da bordo campo inventati di sana pianta. Vengono riportate cose non dette o travisate e questo solo perché chi ha il microfono in mano in quel moneto pensa di poter dire tutto quello che vuole”. Ormai è un fiume in piena…..e ce ne è pure per i registi. “Ci sono troppi replay inutili, come ad esempio la ripetizione di alcuni falli commessi a metà campo, che a volte vanno a discapito dell’azione in diretta ben più interessante. Ci sono poi troppi primi piani sui calciatori, ma mica siamo al cinema….. anzi per evitare che qualcuno mi rubi il labbiale ultimamente quando devo dare delle indicazioni mi copro la bocca. Ci sono poi degli stacchi di immagine troppo frequenti e spesso ci sono delle telecamere posizionate male. Perché invece non viene sistematicamente posizionata una telecamera fissa per stabilire i fuorigioco?! Personalmente ne sarei felice.”      

La conclusione poi è un chiaro riferimento alle discussioni infinite sulle decisioni arbitrali “Ritengo siano molto pericolosi i commenti su espulsioni, falli e rigori in quanto spesso non vi è imparzialità nel presentare episodi analoghi e questo è sicuramente un elemento che crea tensioni inutili”.

Degli altri interventi che sono seguiti da segnalare quello di Giuseppe Bergomi, indimenticato campione del mondo in Spagna nell’1982, che ha ammesso candidamente che nella nuova veste di commentatore tecnico, pur cercando di essere il più obiettivo possibile, si trova un po' a disagio quando si parla di Inter ed è comprensibili dopo 18 anni di militanza. Un intervento sincero e schietto che raramente si sente fare, complimenti!

L’incontro purtroppo dato il protrarsi degli interventi non ha permesso alla fine un dibattito degno di questo nome.

In ogni caso ben vengano queste occasioni di confronto pacato, a volte anche duro, ma sempre corretto e costruttivo, cosa a cui sicuramente i talk show televisivi sul calcio non ci hanno abituati.
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