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Un Guardiola così nessuno se lo aspettava. Campione
dentro e fuori del campo. Nonostante i suoi successi è rimasto un ragazzo
semplice e umile.
Dopo la partita con il Como, dove Capello l’ha
schierato in campo dal primo minuto, lo spagnolo il giorno dopo parla in
sala stampa a Trigoria, ed esterna con semplicità e ottima dialettica tutte
le sue sensazioni e le sue opinioni.
“La mia prestazione di domenica non
rimarrà certo nella storia. Non sono molto contento di come ho giocato. Non
ho problemi a livello fisico, mi sono allenato molto,ma ho giocato poco e mi
manca il ritmo partita. Mi manca la confidenza con il terreno di gioco e con
i miei compagni. Se non mi sentissi pronto a giocare tornerei a casa.”
Guardiola accetta con umiltà le scelte
del tecnico ed è difficile vedere un campione come lui sedersi in panchina e
accettarlo con serenità.” Con Capello ho un ottimo rapporto. Ci parliamo,
ci guardiamo negli occhi. E’ lui che decide poi se devo scendere in campo
oppure no. Ed io accetto le sue decisioni. Chi sono io per dire che devo
assolutamente giocare. Si ho vinto tanto, sono stato capitano di una squadra
importante, che ha vinto tutto, ma questo appartiene al passato. Il calcio è
questo. Devi metterti sempre in discussione. Quello che ho fatto rimarrà
sempre. E’ importante per me, ma ora devo vivere il presente, è una
questione di orgoglio, di correttezza nei confronti dei mie compagni e della
squadra.Ora sono in una società importante, dove c’è un allenatore che ha
vinto molto anche lui, quindi non posso discutere le sue decisioni. Il
calcio è un gioco di squadra e prima di pensare a se stessi bisogna pensare
al gruppo. Forse devo giocare meglio per poter aiutare di più i miei
compagni. Certo vorrei giocare sempre come tutti. Ma c’è a chi piace la
carne a chi il pesce. Bisogna vedere a Capello cosa piace di più. Forse l’ho
deluso, lui si aspettava altro da me, pur conoscendo le mie qualità.
Comunque rimane il rispetto per le sue scelte. La società paga una persona
per farle. E chi sono io per dire che dovrei giocare di più. E al posto di
chi?.. Di Emerson?.. di Tommasi?.. Di Lima?.. Di Tomic? L’importante in una
squadra è vincere, avere un buon rapporto con i compagni di squadra e con la
società. Io ho tutto questo.”
Visto che Capello lo utilizza poco, gli si chiede se
forse non è per una scelta tattica.
“Mi trovo bene a giocare con qualsiasi modulo. Basta
pensare che con il Barcellona praticamente giocavo con un centrocampo ad
uno. I miei compagni di squadra erano tutti in attacco. Quindi non è questo
il problema. Certo in Italia c’è una cultura calcistica diversa. Io sono
cresciuto con quella spagnola con influenze olandesi. Ma ero preparato a
questo. Devo solo adattarmi, anche se è difficile cambiare abitudini e
mentalità.
Poi parla dei suoi compagni di squadra.
“ Il rispetto prima di tutto. Sono tutti grandi
campioni. Dualismo con Emerson? No, assolutamente! Lui è un giocatore
incredibile, è uno dei migliori in campo. E’ troppo forte.”
Parla anche del capitano Francesco Totti. “Lo
metterei allo stesso tavolo con tutti i grandi con i quali ho giocato.”
Gli è stato chiesto poi un parere sul comportamento di
Antonio Cassano.
“A vent’anni ragionavo in modo diverso. Tutti possono
sbagliare anche a trenta. Anch’io sbaglio ancora. Cassano deve imparare
molto. Deve soprattutto aprire gli occhi e le orecchie e capire che fa parte
di una società importante, dove c’è una maglia da onorare e dei tifosi da
rispettare. E deve soprattutto capire che l’importante è il gruppo.”
A gennaio potrebbe chiedere di andar via, visto che
gioca poco.“ Non è il luogo per parlarne. Per il momento sono un
giocatore della Roma. E poi non ho avuto nessun contatto con altre società.
Quando non giochi nessuno ti cerca. Però so che Mazzone mi stima molto. Ed
anch’io stimo lui.
Poi fa il punto sulla Roma.
“ Non è importante il distacco dalla vetta. Sono
solo 8 punti. I campionati si decidono nelle ultime 10 gare. L’importante
ora è vincere a Piacenza e passare il turno in Champions League.
In chiusura di conferenza commenta le polemiche Gea.
“ Io mi fido delle persone e di quello che dicono.Qui
non è così. Quando Totti si era infortunato, nessuno gli ha creduto.
Sembrava che fosse una scusa per non andare in Nazionale. Assurdo.”
Poi, infine, sulle trasmissioni sportive dice:” Che
noia! Si parla per ore e ore di moviola e di artriti. Ci fanno un’intera
trasmissione. Sono programmi veramente noiosi.” |